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Inviato: martedì 14 luglio 2009, 12:48
da MattVince
Ma io condivido perfettamente ciò che dici.

Prova di ciò che affermi, ricordo che vidi per un paio di volte, credo in una trasmissione Rai del Giovedì con la Clerici e pure nell'originale Carramba, adolescenti duettare con i loro "idoli"... Zero emozione, non so quanto gliene fregava, gli importava cantare bene e fare bella figura, di Giggi, Tatangelo o Pausini che fosse fregava ben poco... Tutto molto freddo. Non sempre, per carità, ma la voglia di apparire e la concentrazione su se stesi la noto pure io.

Però in generale, ciò che affermi, non contrasta con quanto affermiamo noi. O meglio, forse sono un insieme di concause...

Inviato: mercoledì 15 luglio 2009, 15:18
da emily
kinchen ha scritto: Chiariamoci, lo sport a me piace da matti, guardo sempre boxe, tennis e calcio ma ho sempre l'idea di vedere la luce di una stella che ci arriva ancora nonostante sia morta da un pezzo. Non oso pensare al sapore involontariamente "funebre" che avrà il recupero di Tommasi quale commentatore di boxe su Dhalia
Non ho capito se questa sia la deriva del topic, e quanto sia condivisibile dagli altri: ero partita dal domandare se la boxe sia uno sport che abbia subito meno cambiamenti e si è arrivati a parlare di fine dei miti ed effetto di una luce che ci arriva già spenta per tutti gli sport.
Io poi non sono d'accordo che rimarrà il mito Spitz al posto di Phelps: francamente il dentista statunitense mi sembrava già finto allora rispetto a Phelps.

Inviato: giovedì 16 luglio 2009, 1:51
da federicoscalzo
emily ha scritto:Pur subendo il fascino del ragionamento di kinchen e il tuo, tuttavia la penso diversamente sulla fine del mito negli anni 2000, perchè vivendo ogni giorno a contatto con i giovani in classe, mi sono accorta che alla domanda su chi siano i loro miti o i loro eroi , proprio da un paio di anni, si guardano attorno smarriti, e poi dichiarano di non avere dei modelli.
Certo, c'è ancora il tifo per la squadra di calcio, ma da quello che ascolto, che leggo nei temi, i nuovi network, i blog, facebook, nonchè i vari Grandi fratelli e reality in genere, hanno cambiato gli orizzonti.Non si vuole sapere dell'altro, non si è attratti dall'alone di mistero che lo circonda, si vuole visibilità per noi stessi e il mito diventa la persona comune che ha una settimana, qualche mese, un giorno di celebrità. C'è un narcisismo di fondo in questi social newtwork che fa concentrare su se stessi, sulla luce da puntare su di sè piuttosto che sul vivere in quella di un altro.
Il fatto di non avere dei miti fa davvero male al cuore...io ad esempio ho i miei miti e li ho sempre avuti, e ne vado fiero...
i miei sports preferiti sono la boxe, il wrestling (che è uno sport spettacolo, ma pur sempre uno sport) e il rally...seguo con attenzione anche calcio, basket, football, formula 1, ecc...
in pratica ho dei miti che vanno da fine 1800 ad oggi...sì la televisione, i media, tutto cambiato ma, il cuore e la passione sono sempre quelli....
ad esempio nel tennis ho sempre amato William Tilden...sarebbe un grandissimo campione ancora oggi...Federer è un altro mio mito...c'è quasi un secolo tra i due eppure, il fascino che queste due persone esercitano sul mio spirito è pressochè identico....
Nordahl, Gullit, Van Basten, Shevchenko sono miei miti calcistici, anche essendo di diverse epoche...
Sonny Liston è un mio mito, così come lo è stato Foreman, così come lo è stato Holmes, così Tyson...il tempo non influisce sul cuore, almeno sul mio NO, di sicuro... Lennox Lewis è un mito...lo abbiamo visto nei suoi match con delle telecronache molto "fredde", molto "normali", eppure lo considero una leggenda vivente...lo ricordo contro Rahman nella rivincita, faceva paura...metteteci sopra una telecronaca diversa e vedete che già qualcosa di diverso ve la fa provare....
alcuni miti vanno creati, altri no..
Ali ha avuto un immenso riscontro mediatico, molta gente lo ama e lo ha amato come pugile...a me non è mai piaciuto (come atleta, mentre come uomo ha tutta la mia stima), poichè non è mai riuscito a provocarmi quella scarica di adrenalina ed emozioni che è riuscito a darmi Carnera per esempio...quindi il fenomeno mediatico secondo me conta poco...lo vedo più come una pubblicità....
feci i salti mortali per vedere Lewis contro Tua, nonostante solo pochi appassionati seppero di quel match...è solo un esempio....
i giovani dovrebbero ricercare dei miti o degli idoli invece di passare il tempo a guardare grande fratello, isola dei famosi, de filippi, ecc...io queste cose le metto solo quando ho bisogno da andare a nanna così dopo 2 minuti sono già nel mondo dei sogni....
quando voglio vedere qualcosa di interessante mi metto un bel match, vecchio o nuovo che sia, e mi ci mangio pure un bel panino con tanto di birra o coca cola....per dire
quando riguardo i vecchi Ali-Norton o Norton-Holmes è un'emozione indescrivibile, quando ci mangio mi va ancora per traverso delle volte.
Valuev piace a pochi...io ne esco pazzo per quel mostro...mi provoca quelle famose scariche di cui sopra...
Ho amato Senna, Lauda, Prost...quando vedo Hakkinen mi provoca le stesse emozioni....
ad alcuni Schumacher, ad altri no...
ognuno ha i suoi idoli e i suoi miti...ma se la mettiamo così, coi tempi che corrono, mi vengono in mente le parole del grande Giorgio Gaber : "La mia generazione ha perso".

Inviato: giovedì 16 luglio 2009, 2:01
da federicoscalzo
emily ha scritto:
kinchen ha scritto: Chiariamoci, lo sport a me piace da matti, guardo sempre boxe, tennis e calcio ma ho sempre l'idea di vedere la luce di una stella che ci arriva ancora nonostante sia morta da un pezzo. Non oso pensare al sapore involontariamente "funebre" che avrà il recupero di Tommasi quale commentatore di boxe su Dhalia
Non ho capito se questa sia la deriva del topic, e quanto sia condivisibile dagli altri: ero partita dal domandare se la boxe sia uno sport che abbia subito meno cambiamenti e si è arrivati a parlare di fine dei miti ed effetto di una luce che ci arriva già spenta per tutti gli sport.
Io poi non sono d'accordo che rimarrà il mito Spitz al posto di Phelps: francamente il dentista statunitense mi sembrava già finto allora rispetto a Phelps.
ecco, rinnovo la mia risposta e le mie idee..i miti ci sono non sono morti, è la generazione che va così...
gli anni 60 c'erano i beatles, il rock, il 70 le basette lunghe, Elvis, i pantaloni a zampa di elefante, l'80 è esplosa la musica dance e disco, il 90 tangentopoli (scherzo :wink: )..il 2000 i reality, i fisici da fusciello, le diete letali, i piercing dappertutto, facebook e....niente più...
è la verità e dobbiamo accettarla...
inoltre Spitz è un mio mito...come lo è Phelps...sono due leggende...secondo me

Inviato: giovedì 16 luglio 2009, 11:25
da emily
federicoscalzo ha scritto:Sonny Liston è un mio mito, così come lo è stato Foreman, così come lo è stato Holmes, così Tyson...il tempo non influisce sul cuore, almeno sul mio NO, di sicuro... Lennox Lewis è un mito...lo abbiamo visto nei suoi match con delle telecronache molto "fredde", molto "normali", eppure lo considero una leggenda vivente...lo ricordo contro Rahman nella rivincita, faceva paura...metteteci sopra una telecronaca diversa e vedete che già qualcosa di diverso ve la fa provare....
Ecco, su questo punto delle telecronache avrei bisogno di un chiarmento da parte vostra. Erano diverse ai tempi di Liston le telecronache nel senso che erano più fredde rispetto alle nostre? quali preferite?
Personalmente credo che per me sia quasi ininfluente il tono della telecronaca, su cui do eventualmente un giudizio separato da quello dell'incontro: rimangono i gesti, le storie, a creare il mito I gesti sportivi, poi, per me, rimangono unici e irripetibili e vanno colti nel momento in cui si svolgono.
Non mi importa di poterli registrare o di rivederli cento volte su youtube: li gusto in quel momento, al massimo li gusto nel replay subito dopo, ma sento (e capisco che può essere valido solo per me)che il gesto sportivo va immortalato in quel momento, e va seguito dal vivo, e basta, poi è perduto, almeno nell'emozione. Lo so, perdo molto, perdo tutto un passato di incontri di boxe, per esempio. Che mi convincerebbero comunque che la boxe non invecchia: un incontro di Alì mi piace (qualche volta guardo anch'io la grande boxe :oops: su espn) allora come adesso, mentre una finale McEnroe-Borg mi sembra lentissima rispetto al tennis di oggi,terribilmente "datata"

Inviato: giovedì 16 luglio 2009, 15:19
da federicoscalzo
quello della telecronaca era solo un esempio da parte mia...comunque è vero, lo sport di oggi è più veloce di quello passato...
cambiano i ritmi..del resto sono cambiati anche nella vita quotidiana :lol:
però uno come Borg sarebbe un campione anche oggi...allo stesso modo Clay e Joe Louis nella boxe odierna....
per quanto riguarda la telecronaca a me quelle di un tempo piacevano di più....
ricordo ancora Galeazzi che commentava gli Abbagnale...era stupefacente, non ti faceva stare seduto per un solo secondo :wink:
erano anche gli articoli sui giornali a narrare le gesta dei nostri beniamini con toni epici

Inviato: giovedì 16 luglio 2009, 23:48
da orson
emily ha scritto:
Ecco, su questo punto delle telecronache avrei bisogno di un chiarmento da parte vostra. Erano diverse ai tempi di Liston le telecronache nel senso che erano più fredde rispetto alle nostre? quali preferite?
Personalmente credo che per me sia quasi ininfluente il tono della telecronaca, su cui do eventualmente un giudizio separato da quello dell'incontro: rimangono i gesti, le storie, a creare il mito I gesti sportivi, poi, per me, rimangono unici e irripetibili e vanno colti nel momento in cui si svolgono.
Non mi importa di poterli registrare o di rivederli cento volte su youtube: li gusto in quel momento, al massimo li gusto nel replay subito dopo, ma sento (e capisco che può essere valido solo per me)che il gesto sportivo va immortalato in quel momento, e va seguito dal vivo, e basta, poi è perduto, almeno nell'emozione. Lo so, perdo molto, perdo tutto un passato di incontri di boxe, per esempio. Che mi convincerebbero comunque che la boxe non invecchia: un incontro di Alì mi piace (qualche volta guardo anch'io la grande boxe :oops: su espn) allora come adesso, mentre una finale McEnroe-Borg mi sembra lentissima rispetto al tennis di oggi,terribilmente "datata"
Riguardo le telecronache, preferisco senza dubbio quelle del passato:non erano più fredde, ma tenevano conto che un telecronista non deve tediare il povero spettatore con dati inutili ed annotazioni banali( vedasi Bulbarelli nel ciclismo) o esaltarsi per qualsiasi cosa(Caressa), ma deve accompagnare le immagini, sembrando quasi "invisibile" e facendo poche annotazioni, ma intelligenti.
Il prototipo era Martellini, la sua era una telecronaca sobria, senza fronzoli e a me piaceva.Oggi nel calcio apprezzo Marianella e Cerqueti.
Nella boxe Rosi è stato un buon telecronista, come lo è stato(con meno qualità) Guerrini ; Tommasi ha certamente dato la sua impronta nel raccontare sia il tennis che la boxe,e ,aiutato da grandi match, per molti anni ( ottanta ed inizio novanta) è stato il migliore telecronista in Italia.
Oggi non ha più la vis di un tempo, ma nella boxe resta il numero uno,anche perchè la "concorrenza" non è esaltante.Torromeo come seconda voce sarebbe l' ideale in coppia con lui.
Concordo sul fatto che un evento deve essere gustato in diretta,senza sapere il risultato, perchè altrimenti il 90% del piacere è perduto:quando mi capita di vedere un match di boxe che si è svolto giorni prima ,sapendo il risultato, non lo guardo con molto interesse.
Diverso è vedere un match di Louis o Marciano: è un documento storico, e mi ritengo un privilegiato nel vederlo, anche se ne conosco l'andamento.
Alì è stato un precursore nella boxe e nello sport in genere: ecco perchè la sua boxe è attuale e moderna ancor oggi, ed i suoi match non hanno perso fascino e non risentono dello scorrere del tempo.

Inviato: lunedì 20 luglio 2009, 14:16
da emily
Non è esatto che nel pugilato non ci siano stati cambiamenti sostanziali in epoche diverse. in primo luogo, un tempo le categorie di peso erano assai grossolane e riflettevano la situazione sociale, dove non si attribuiva alcuna importanza alle condizioni impari dei contendenti, in qualsiasi ambito. oggi invece esiste una gerarchia di peso (che definire bizantina è poco) volta soprattutto a moltiplicare il numero dei “campioni” e le occasioni di sfruttamento economico che ne derivano.
i progressi nella medicina hanno poi avuto un peso rilevante nell’evoluzione della boxe: si pensi per esempio a michael spinks che con l’aiuto della medicina sportiva e della dietologia si costruì un fisico completamente diverso da quello che madre natura gli aveva donato, diventando campione del mondo contro larry holmes.
non si dimentichi infine l’importanza decisiva che ha avuto l’introduzione di regole più severe nella valutazione delle ferite durante gli incontri. al tempo dei grandissimi dempsey e tunney, gli arbitri e i medici non intervenivano praticamente quasi mai durante i combattimenti. greb sconfisse tunney, nel primo incontro che li oppose, infliggendogli ferite terribili, determinate da molti colpi scorretti. eppure tunney, alcuni anni dopo quell’incontro, dichiarò: “greb mi diede una terribile frustata. mi ruppe il naso, probabilmente con una testata. mi ferì gli occhi e le orecchie, forse con i lacci. il gonfiore della mascella partiva dalla tempia destra, giù lungo la guancia, fin sotto il mento per risalire quasi dall’altro lato. l’arbitro, il ring, erano ricoperti di sangue. ma fu in quel primo incontro, quando persi il titolo americano dei mediomassimi, che capii di aver trovato il modo, capii che prima o poi avrei battuto harry. fui davvero fortunato. se la boxe a quel tempo fosse stata afflitta, come lo è oggi, dai medici della commissione – che continuano a ficcare il naso sul ring, esaminando anche le ferite superficiali – quell’incontro con greb sarebbe stato interrotto prima che comprendessi come batterlo. è possibile, anzi probabile, che se le cose fossero andate così, non si sarebbe più sentito parlare di me”.
in altre parole, tunney costruì la sua carriera sulla sofferenza fisica. senza di essa non sarebbe mai salito nella categoria di dempsey. tunney non era un “primitivo”, come si potrebbe frettolosamente giudicarlo, ma affrontava la boxe come una vera scienza, studiando lo stile degli avversari e, come fanno comunemente oggi pugili e trainer, ideando fuori dal ring la strategia di ogni incontro. si ritirò, è istruttivo notarlo, molto tempo prima di essere costretto a farlo. diventò un uomo d’affari di notevole successo (tanto per sottolineare che i pugili non sono immancabilmente stupidi, analfabeti o suonati).
è esatto pertanto affermare con cognizione di causa che non esistono differenze sostanziali fra il pugilato dell’epoca di tunney e quello di oggi? penso proprio di no.


Così si è risposto nel blog di Scanagatta all'osservazione di Tommasi che la boxe non sia invecchiata.

Che ne pensate?

Inviato: lunedì 20 luglio 2009, 17:49
da Delmo
Mi ha incuriosito il tuo riferimento a Spinks, in che senso dietologi e medici lo aiutarono?

Inviato: lunedì 20 luglio 2009, 18:13
da emily
Non è un mio post, è di un utente del blog di Scanagatta

Inviato: lunedì 20 luglio 2009, 19:15
da Doyle
Delmo ha scritto:Mi ha incuriosito il tuo riferimento a Spinks, in che senso dietologi e medici lo aiutarono?
immagino nello stesso modo in cui qualche anno dopo è stato "aiutato" Jones per arrivare alle fatidiche 200 libbre; un bel cicletto di steroidi e via

Inviato: martedì 21 luglio 2009, 15:08
da federicoscalzo
qualcosa cambia sempre nello sport ma io parlavo di cambiamenti sostanziali...
per quanto riguarda medici, farmaci, ecc, lo sport ne è pieno da oltre un secolo...nessuno escluso

Inviato: martedì 21 luglio 2009, 22:57
da emily
Quando ho posto la domanda di delmo nel blog di Scanagatta, e ho invitato l'utente a venire qui :) , mi è stato risposto in questo modo

il 21 settembre 1985 al “riviera hotel” di las vegas, si trovarono di fronte, per il titolo mondiale ibf dei pesi massimi, larry holmes e michael spinks. holmes era il detentore della corona da sette anni, per due organizzazioni, la wbc e l’ibf. era ritenuto un pugile formidabile e vantava 48 incontri tutti vittoriosi. vincendo contro spinks avrebbe uguagliato l’impressionante record di rocky marciano: 49 incontri nella massima categoria senza sconfitte. michael spinks era in origine un peso medio. in questa categoria vinse la medaglia d’oro olimpica nel 1976 a montreal. si ritirò poi parzialmente dalla boxe per un paio di anni, andando a lavorare in fabbrica. ritornò al pugilato a tempo pieno e cominciò a salire di categoria, fino a vincere il titolo mondiale dei massimi leggeri per la wba il 18 luglio 1981, contro eddie muhammad.
sebbene il vecchio detto “un coraggioso grande uomo batterà sempre un coraggioso piccolo uomo” sia stato a volte smentito, di solito il pugile che combatte in una categoria superiore alla sua va incontro a un disastro: può anche “salire”, ma assai raramente riesce a “portarsi dietro il pugno”. gli esempi di grandi pugili che hanno fallito la “scalata” sono molti: ad esempio sugar ray robinson (campione del mondo dei pesi welter e dei pesi medi cercò invano di strappare il titolo dei mediomassimi a joey maxim; oppure roberto duran (campione del mondo dei pesi leggeri, welter, medioleggeri, tentò senza successo di salire fino ai medi); o ancora alexis arguello (campione del mondo dei pesi piuma, superpiuma e leggeri, non raggiunse il titolo dei superleggeri, a cui ambiva).
nel settembre del 1985 invece il mediomassimo michael spinks fece la storia nel mondo della boxe vincendo il titolo dei massimi, contro l’imbattuto e fenomenale larry holmes. ciò che destò l’attenzione e l’entusiasmo di tutti i mezzi di comunicazione non fu solo la sua vittoria o il suo stile, ma soprattutto la sua corporatura. spinks infatti aveva realizzato un “tour de force” fisico, con l’aiuto del suo trainer, di un medico sportivo e di un dietologo: si era costruito il fisico di un vero peso massimo, duecento libbre di muscoli compatti. contava poco che il suo avversario, larry holmes, pesasse una decina di chili più di lui, perchè spinks non aveva soltanto preso del peso, ma era diventato un corpo “nuovo”. e lavorò molto per mantenersi questo straordinario corpo “nuovo” per la difesa del titolo contro holmes, il 19 aprile 1986. e vinse, pur se con un verdetto molto contestato, emesso da giudici facilmente influenzabili.
vorrei concludere contestando un’affermazione di tommasi riportata da te, daniela: “sul pugilato come sport che non invecchia in quanto non ci sono stati cambiamenti sostanziali fra epoche diverse, per cui ha senso per esempio confrontare un peso massimo di oggi con uno di ieri, e l’epoca odierna ne verrebbe fuori massacrata in questo senso”. niente di più inesatto.
forse non tutti sanno che un campionato dei pesi massimi riservato ai neri ebbe regolarmente luogo dal 1902 al 1932, nel periodo in cui, cioè, molti campioni bianchi (inclusi john sullivan, jim jeffries, jack dempsey) rifiutavano di combattere con i pugili neri. nel 1925 dempsey rifiutò significativamente di incontrare harry wills in un incontro per il titolo, auspicato da molti spettatori. ci si domanda, allora: chi erano i veri campioni del mondo in quegli anni? e che valore hanno i record storici, quando registrano così vistosamente i pregiudizi di una razza dominante? nel non lontano 1982, dopo generazioni intere di pugili neri esemplari, da jack johnson a joe louis a sugar ray robinson a muhammad ali, il campione del mondo larry holmes fu oggetto di calunnie e di insulti razzisti quando difese il suo titolo contro “la speranza bianca”, il sopravvalutato e superpubblicizzato sfidante gerry cooney (fu la sua fotografia, non quella del detentore larry holmes, a illustrare la copertina del “time” prima dell’incontro). il giorno dell’incontro, a las vegas, i servizi segreti del presidente reagan installarono uno speciale collegamento telefonico nello spogliatoio di cooney, di modo che, in caso di vittoria, il pugile bianco potesse ricevere immediatamente le congratulazioni; nello spogliatoio del nero non era stato previsto nulla di simile. si è detto molto dell’acrimonia leggendaria di holmes, come se l’aver guadagnato milioni di dollari (e averne fatti guadagnare altrettanti agli altri) dovesse cancellare di punto in bianco le umiliazioni del passato. ma è davvero così strano psicologicamente? dopo la prima delle due sconfitte subite negli incontri con michael spinks, è come se holmes, parlando male di rocky marciano che era ormai morto, avesse parlato male di tutti i campioni bianchi: “per essere tecnici: rocky marciano non avrebbe mai potuto mettersi la mia conchiglia”.