Rino Tommasi, ai microfoni di una telecronaca di tennis, rispondendo ad un'email su un ipotetico confronto fra i pugili di ieri e quelli di oggi, in particolare dei massimi , ha risposto che per la boxe è possibile ipotizzare un incontro immaginario fra campioni di diverse epoche, proprio perchè il nostro sport non è sostanzialmente mutato nel tempo, a differenza del tennis, per esempio, in cui l'evoluzione dei materiali ha portato a parlare quasi di un altro sport per cui lui, per esempio, trova assurdo pensare di stabilire chi sia stato il più grande di sempre.
D'altra parte, leggendo in questi giorni, una Storia della boxe, l'autore, Philonenko, ne parla come di uno sport in agonia, in antitesi al tennis, sul quale sono stati indirizzati gli investimenti prima riservati alla noble art.
Che ne pensate? la boxe non invecchia ma è in agonia?
credo che il problema della boxe sia la drastica riduzione della cosiddetta "vocazione" c'è sempre meno gente che ha bisogno della boxe x emergere, il tennis, come tutti gli sport dove viene utilizzato un attrezzo, ha subito più variazioni e condivido la teoria di Tommasi secondo la quale è molto difficile fare confronti generazionali
La realtà è quella cosa che, anche se smetti di crederci, non svanisce. (Philip K. Dick)
vorrei avere più tempo dire la mia sul quesito della prof
secondo me Tommasi è un grande giornalista, ma anche un grande nostalgico, come spesso sono i narratori di sport di una certa età: la boxe in realtà è cambiata enormemente, non tanto nei fondamentali, nè nei valori, ma nel campo della preparazione fisica e della nutrizione: basti dire che l'epitome del peso massimo, Rocky Marciano, con un metro e settantotto per ottantasei chili, oggi non avrebbe neppure le misure per appartenere alla categoria che dominò per anni; ciò non toglie che trasportato magicamente su un ring farebbe polpette di qualunque mediomassimo moderno, e probabilmente, con l'enorme forza fisica di cui era in possesso, darebbe filo da torcere anche a quei polentoni dei fratelli Klitschko, come del resto sono quasi certo che Roberto Duran o Ray Robinson se la sfangherebbero ancora egregiamente
il fatto è oggi, grazie alla scienza medica, i pesi welter sono in realtà pesi medi camuffati, i medi sono culturisti alti 1.88, quando un peso medio di grande potenza come Marvin Hagler faceva segnare 1.77, anabolizzanti e diuretici sono molto diffusi (e purtroppo molto facili da avere, anche senza essere grandi campioni), e in generale nessuno deve strangolarsi, o farsi togliere denti, per ottenere i risultati voluti mantenendo la propria forma fisica
non parliamo poi dell'aspetto mediatico, che è nato con Ali, e che oggi ha raggiunto livelli di spettacolarizzazione sconosciuti trenta o cinquant'anni fa, e nemmeno di quello economico, le cifre le conoscete
non so se è migliore, probabilmente no, ma è un altro mondo
Tommasi parlava proprio di un possibile incontro fra Marciano e i Klitschko, in effetti, che sarebbe stato completamente a favore del vecchio Campione.
Mi lascia un po' perplessa, però, la maggiore spettacolarizzazione di cui parli. Al di là degli effetti speciali dei tedeschi del tipo Molto rumore per nulla, o di certi incontri di cartello, ma, a me sabato sera per esempio ha messo tristezza che per vedere Fragomeni, quindi un titolo mondiale, si sia dovuto aspettare tutte le interviste agli interisti che avevano vinto lo scudetto.
tieni presente che quando parlo di spettacolarizzazione, penso alle tv via cavo americane, alla HBO, a Michael Buffer col suo "are you ready to rumble?", e non certo a una Rai e un'Italia terzomondistiche nel campo della boxe: solo un grande campione potrebbe risvegliare noi e la televisione di stato dal coma, creando un effetto-Tomba, o un effetto-Rossi
magari succede davvero: dopotutto la Svizzera prima di Federer era famosa per gli orologi e il formaggio coi buchi
Ultima modifica di Doyle il mercoledì 20 maggio 2009, 20:31, modificato 1 volta in totale.
Prima di Federer la Svizzera aveva già avuto la Hingis numero uno del mondo.
Personalmente, dopo aver parlato con giovani che frequentano la palestra Doria di Milano, mi dispiace che il pugilato attiri meno adepti di una volta perchè lo trovo molto più formativo del calcio o del tennis, almeno per come sono vissuti questi sport dai ragazzi e dai loro genitori in Italia.
La storia della boxe di Philonenko, un filosofo che ha voluto cimentarsi in un campo non suo, è un libro talmente pieno di inesattezze che l'ho perso senza nessun rimpianto. Risale ormai a una decina almeno di anni fa e l'argomento sulla fine della boxe risale a decenni fa. Come ha scritto un tale: " Ero al capezzale della boxe 50 anni fa e ci sono tuttora". Il malato, insomma, non muore. Del resto basta vedere le 16.000 persone per Mosley-Margarito più le vendite della pay per view per i vari match, le 50.000 persone che riempiono gli stadi per Hatton e, nel nostro piccolo, le 10.000 per Cantatore a Roma o le 4000 per Bundu a Firenze ecc ecc. Il fatto che Fragomeni sia stato trasmesso tardi, non per un titolo mondiale ma per un titolo di sigla (il campione del mondo dei massimi leggeri è Adamek, non Fragomeni) è dovuto anche ad altri fatti, il principale dei quali è che la boxe non è politically correct e allora, come il porno, è meglio trasmetterla tardi. Si potrebbe discutere se l'automobilismo lo sia, come la pubblicità del tabacco mascherata, ma è meglio lasciar perdere. Alla boxe italana manca un Benvenuti, un grande campione che sia giovane, bello e personaggio, fate lo screening dei pugili italiani e ditemi se ne trovate uno che riassuma tutte queste qualità. La boxe non morirà fino a quando ci sarà fame, quella vera e quella di riscatto. Cioè mai.
Per quanto riguarda i paragoni con il passato è vero ciò che dice Tommasi che la boxe è lo sport meno cambiato. Nel tennis Nadal o Federer sotterrerebbero Rosewall e Laver con le loro racchettine e ritmi che ora ci sembrano da dopolavoro. Il fatto è che se giocassero ora i due australiani userebbero lo stesso materiale di Nadal e Federer, le stesse metodologie di allenamento e magari, ma di questo non nes ono certo, frequenterebbero alcuni studi medici. I vecchi pugili usufruirebbero di metodologie diverse anche loro ma il gap sarebbe minore. Combatterebbero meno spesso e durerebbero di più come i loro colleghi di oggi. Marciano oggi combatterebbe da massimo leggero e sarebbe un grande, con Vitali Klitischko farebbe più fatica che con i giganti di una volta che erano più sprovveduti. Quanto a Tommasi la boxe è in declino perchè non se ne occupa più lui, ora che lavora per Dahlia vedrete che sarà un po' meno in declino, tornasse ad organizzare lui la boxe sarebbe , sempre secondo lui, al top.
Bonaccorso ha scritto: la boxe non è politically correct e allora, come il porno, è meglio trasmetterla tardi
è vero, e per questo motivo è ancora più imbarazzante che sia invece correttissima, e stabilmente in prime time, una baggianata circense, un non-sport come il wrestling, questa finta lotta libera tra ridicoli culturisti rigonfi di ormoni
Bonaccorso ha scritto: la boxe non è politically correct e allora, come il porno, è meglio trasmetterla tardi
è vero, e per questo motivo è ancora più imbarazzante che sia invece correttissima, e stabilmente in prime time, una baggianata circense, un non-sport come il wrestling, questa finta lotta libera tra ridicoli culturisti rigonfi di ormoni
finchè c'è gente come Miccoli che oltre a delle sopracciglie da codice penale si compra pure le maschere dei Wrestlers continueranno a darlo pure in PPV...
La realtà è quella cosa che, anche se smetti di crederci, non svanisce. (Philip K. Dick)
Doyle ha scritto:
è vero, e per questo motivo è ancora più imbarazzante che sia invece correttissima, e stabilmente in prime time, una baggianata circense, un non-sport come il wrestling, questa finta lotta libera tra ridicoli culturisti rigonfi di ormoni
Ormoni a parte, che furoreggiano in qualsiasi sport, il wrestling è teatro dello sport e non è così semplice praticarlo come può sembrare.
Certo che se Fragomeni avesse 10 anni di meno un minimo di rilancio al nostro pugilato lo darebbe. Gli manca l'essere bello, ma è bravo simpatico.
mirko "the moviemaker"
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
non credo che sia semplice, anzi probabilmente è difficile quanto volteggiare sul trapezio, o lanciare coltelli, o correre con la motocicletta su un cavo; ma non è uno sport: non c'è gara, è tutto precotto
non ricordo in quale posto, c'è una competizione in cui i paesani lanciano il più lontano possibile delle grosse forme di formaggio, e ovviamente vince chi ha raggiunto la misura maggiore; ecco, mi sembra più uno sport questo, che il wrestling
Concordo con Doyle,il wrestling non è uno sport,è più una baracconata per under 14 o gente dai gusti molto bassi:forse the Wrestler mi piacerà quando lo vedrò,ma non per questo cambierò parere sul wrestling,che come "sport" può avere "dignità"solo in un film.Ed al massimo può strappare qualche risata,anche se non ci sarebbe molto da ridere visto il doping che gira in quell'ambiente.
Fatta questa premessa dico che la boxe si trova,più o meno, nella stessa situazione nella quale si trova lo sport moderno,che ha svenduto la propria anima all'affarismo,nel quale ormai spesso il contorno e la pubblicità intorno ad un grande avvenimento contano più dell'avvenimento stesso(ed i calcio si è ormai dato del tutto a questa filosofia);certo la boxe offre ancora grandi emozioni(l'ultima in ordine di tempo il match di Fragomeni),ma manca (e non solo nella boxe)l'aura leggendaria che accompagnava i grandi campioni ed i loro match,ci sono meno personaggi,e meno talento rispetto al passato(e non solo nella boxe)
In Italia ,essendoci da una trentina d'anni una repubblica fondata sul calcio,la crisi della boxe è più marcata e si pensa che sia così dappertutto,mentre negli States c'è un serbatoio di pugili ,soprattutto latino americani,che mantengono ancor vivo l'interesse,anche se il pugilato americano non sforna più talenti a getto continuo(e lo si vede alle olimpiadi)come avveniva un tempo,e nei massimi la situazione è quasi imbarazzante.Ma questo non vuol dire che non ci siano più dei fuoriclasse,ce ne sono di meno:solo in Italia ,giornalisti che non si occupano più di questo sport da anni ,potrebbero ritenere che Pacquiao non sarebbe stato un grande anche trent'anni fa,stesso discorso per Mosley e Mayweather,anche senza l'ausilio delle tecniche di allenamento e dei progressi della medicina sportiva.Certo avrebbero vinto molti meno titoli(con al massimo 2 sigle e 10 categorie),ma sul loro valore non si sarebbe discusso.
Questo per dire che se c'è il talento o le giuste capacità (nel caso della boxe la potenza o la velocità),un Marciano,un Louis o un Robinson sarebbero stati dei protagonisti anche nella boxe odierna,aiutati naturalmente dalle nuove metodologie.Marciano credo avrebbe battuto i Klitchko,mentre uno come Lennox Lewis no,indipendentemente dal periodo nel quale avessero combattuto.
Non sono certo che un Benvenuti oggi risolleverebbe la popolarità della boxe;è cambiata troppo in peggio la società italiana per dare il giusto valore ad un atleta che faccia uno sport non politically correct come la boxe,altrimenti un pugile(meno bravo)ma potenzialmente un grosso personaggio come il compianto Giovanni non avrebbe dovuto far fatica a trovare spazi nella Tv in chiaro per i suoi match,dirottati molto spesso sul satellite.
Il gusto del pubblico non finirà mai nei confronti di questo sport(anche se gli spettacoli devono essere all'altezza),speriamo non si esauriscano quelli che vogliano farlo(e parlo dell'Italia)
orson ha scritto:Il gusto del pubblico non finirà mai nei confronti di questo sport(anche se gli spettacoli devono essere all'altezza),speriamo non si esauriscano quelli che vogliano farlo(e parlo dell'Italia)
A proposito di quello che la praticano in Italia, mi piacerebbe sapere da voi se io ho avuto una visione un po' parziale andando in una palestra del centro Milano, oppure se l'utenza sia cambiata: perchè non avevo incontrato nessuno che fosse stato motivato dalla fame, bensì borghesi, di buona, anzi, ottima famiglia. Mi sono illusa che finalmente si cominci a capire come il training per il pugilato sia molto completo e formativo dal punto di vista del carattere?
OT x OT dico che per me non è uno sport perchè non c'è competizione visto che i wrestlers recitano e si accordano prima su alcune "sequenze" da interpretare (lo si vede anche nel film con M. Rourke ma è risaputo) poi che abbiano un bel fisico (con gli aiutini) e che sia difficile da "recitare" non c'è dubbio ma è anche difficile decifrare un codice segreto ma non è sport...
La realtà è quella cosa che, anche se smetti di crederci, non svanisce. (Philip K. Dick)