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Vito Antuofermo
Inviato: mercoledì 18 ottobre 2006, 21:00
da Delmo
Cari amici del Forum..
approfitto ancora una volta dell'infitina pazienza e cultura di molti di voi sul mondo della boxe per sapere qualcosa di più su Antuofermo.
Ne avevamo già parlato e una delle cose che veniva evidenziata di questo pugile era l'incontro "rubato?" con Hagler.. vorrei sapere tutto il resto!

mi affido a voi..
come sempre, grazie
Inviato: mercoledì 18 ottobre 2006, 22:03
da Doyle
Vito era delle parti di Bari,nato nel '53 ed emigrato negli States da adolescente,e a New York si fece le ossa nella boxe;vinse il New York State Golden Glove nel '70 e nel '71 (sulle 147 libbre),fu campione europeo dei superwelter nel '76,perdendo poi il titolo contro Maurice Hope a Roma,e si guadagnò la chance mondiale battendo ai punti il quotato Eugene Hart e addirittura una capa tosta come Bennie Briscoe,al Madison Square Garden
il 30 giugno 1979 a Montecarlo tolse il titolo di campione mondiale dei medi all'argentino Hugo Corro,in una discussa split decision;Corro aveva strappato le cintura al grande Rodrigo Valdez,e l'aveva ben difesa con un'ampia vittoria ai punti nella rivincita,quindi era avversario di tutto rispetto,ma trovò pane per i suoi denti nella boxe intensa e scorbutica del nostro guerriero italiano
ne sa qualcosa anche Marvin Hagler,il quale da almeno un paio d'anni era lo sfidante più accreditato per il mondiale,e il 30 novembre ebbe finalmente la possibilità di giocarsi il titolo;Hagler martellò Vito per almeno 10 round,ma quello restava stoicamente in piedi,e nelle ultime riprese il Meraviglioso,esausto,si limitò a mantenere le distanze confidando nel largo margine apparentemente guadagnato,mentre Antuofermo,pur con il viso sanguinante,veniva sempre avanti a testa bassa,caricando come un toro;il 144-142 del giudice Dalby Shirley consegnò al campione un pareggio estremamente frustrante per Hagler,e Antuofermo finì per perdere il titolo con il solido inglese Alan Minter,pochi mesi dopo al Caesar's Palace:altra battaglia,altro sangue,dato che entrambi i pugili avevano la tendenza a ferirsi facilmente,e altra decisione ai punti discutibile e dagli imbarazzanti score finali (141-144,137-149,145-143)
Antuofermo perse,questa volta nettamente,anche la rivincita,in Inghilterra:si affidava troppo alle sue qualità di incassatore,Minter sapeva picchiare e lo spedì due volte KO
non ricordo il perchè,forse aveva qualche santo in Paradiso viste le scarse doti tecniche,ma Vito ebbe una nuova chance mondiale il 13 giugno '81,ancora contro Hagler che nel frattempo era diventato campione spazzando via Minter in 3 brutali round in quel di Wembley;al Boston Garden Antuofermo con coraggio leonino resistette 5 round,finendo KO al terzo,finchè l'arbitro non fermò il match,totalmente a senso unico,a causa di una vasta ferita all'arcata sopracciliare;credo che Vito avrebbe voluto continuare,e al suo angolo lamentarono una testata di Hagler,ma in realtà erano stati il modo di combattere "rissoso",e lo scar tissue sul viso a penalizzare l'italiano
la sua carriera poi proseguì fino all'85,senza ulteriori picchi,ma in America rimase un favorito del pubblico,e lo possiamo vedere in alcuni famosi film "italoamericani",come il "Padrino" parte terza e "Quei Bravi Ragazzi",senza più la barbaccia da pirata che lo contraddistingueva sul ring,ma con la stessa grinta
Inviato: mercoledì 18 ottobre 2006, 22:45
da Bonaccorso
Aggiungo qualche cosa all'ottimo ricordo di Doyle.
Antuofermo faceva parte di quel gruppo di pugili di origine italiana (nel suo caso con doppia cittadinanza)che gli organizzatori importarono da noi quando si resero conto che la generazione degli anni 60 si era esaurita e le nuove leve non erano all'altezza dei precedenti. Lui e Mattioli furono i migliori del lotto.
Antuofermo piaceva perchè era un combattente, anche se non brillava per doti tecniche e neppure per potenza. Ma era uno tignoso, asfissiante. Per batterlo, insomma, ci voleva uno bravo e tosto. Il match con Corro, uno dei mondiali dei medi più brutto della storia, lo vinse nelle ultime tre riprese facendo qualcosa in più dell'argentino. Il verdetto che gli diede il pari contro Hagler fu davvero uno scandalo che ricordo benissimo. Tommasi ricordò quella notte come Hagler fosse nero e Vito un bianco. L'errore di Hagler fu quello di non pigiare a fondo sull'acceleratore e fu punito incredibimente dai giudici. Allo stesso modo Antuofermo fu punito dai giudici contro Alan Minter, contro cui la prima volta non aveva assolutamente perso.
A quel punto però Antuofermo, che aveva sempre avuto il problema delle arcate sopraccigliari fragilissime, si tagliava ormai solo a guardarlo. Non posero rimedio a quella situazione nè la chirurgia plastica nè rimedi casalinghi come strofinarsi la brina sulle sopracciglia medesime per indurirle.
In sostanza fu uno di quei pugili fortunati e bravi a trovarsi al momento giusto nel posto giusto, cioè nella fase di transizione fra un fuoriclasse, Monzon, e un altro, Hagler. Un momento prima o uno dopo e sarebbe rimasto "solo" campione europeo. Ciò non toglie che sia stato un pugile di vertice, non un "hall of famer"
Inviato: mercoledì 18 ottobre 2006, 23:08
da mantequilla
Di Vito Antuofermo ho apprezzato il coraggio e la capacità combattiva. Un paisà di cuore enorme.
Tre punti deboli. Non una potenza all'altezza del cuore. Non una tecnica sopraffina e la facilità a ferirsi.
Prima di arrivare al mondiale con Hugo Pastor Corro, aveva avuto match con buoni pugili, anche se nella parabola discendente.
Harold Weston, gran mestierante, lo ha sconfitto per ferita nel su primo match difficile. Weston era un welter...vito era un medio "leggerino" e riusciva facilmente a stare nei medi jr.
Dopo Weston, una convincente vittoria contro la "nave scuola" Jesus "Chuco"Garcia. A New York era ormai popolare.
Due belle vittorie, una contro Joey Durelle e l'altra contro il primo campione dei medi jr della storia, Denny Moyer. Un espertissimo onesto lavoratore del ring, che in carriera si è tolto più di una soddisfazione.
Al Madison Vito ha sconfitto poi il vecchio Emile Griffith. Emile era in disarmo ormai, ma pur sempre un maestro dell'"infighting". Segno di grande vitalità...
Un alltro bel match vinto a Las Vegas contro Vinnie Curto. Un buon medio. fino ad allora solo Valdez e l'altro paisà Tony Licata (piumini, ma gran tecnica....) lo avevano sconfitto.
Doyle ha ricordato Eckart Dagge, il tedesco contro cui Vito conquistò il titolo europeo dei superwelter..Eckart, recentemente comparso, è stato l'ultimo avversario mondiale di emile Griffith. Colui che ha consentito ad Emile di conquistare il record mondiale di round disputati per un titolo mondiale (Dagge aveva perso, ma in tedesconia non era facile vincere ai punti...merito in più per Vito che ci è riuscito).
Poi due brutte sconfitte. Vito non stava più comodo nei Medi jr...Wissenbach, non un fenomeno lo sconfisse ai punti e soprattutto Maurice Hope lo mise KOT dopo un match durissimo per il barese.
Per rimettersi in carreggiata, Vito dovette poi stare nei medi e sconfiggere "Cyclone "Hart, Bennie Briscoe , Willie Warren e Classen, un buon prospect.
Ed ebbe Corro.
Doyle ha raccontato bene la epopea mondiale del barese.
Che ruolo nel pugilato ha avuto Antuofermo? Buon combattente, non un grande campione. Ha detenuto il titolo assoluto in un momento di transizione. Monzon era uscito di scena regalmente, Valdes era tramontato anche a causa dei match durissimi con l'indio, Briscoe era in declino ed Hagler era tenuto lontano. Corro, Antuofermo e Minter colmarono un momento un pò di vuoto. Poi the Marvellous riportò la categoria in alto, come era stata con Monzon.
Bravo Vito, generoso e coraggioso come pochi. A metà fra l'Italia e New York.
Ciao.
p.s.Vittorio mi ha anticipato, ho ripetuto cose scritte da lui, sorry, ma sono lento....
Inviato: mercoledì 18 ottobre 2006, 23:12
da Bonaccorso
Repetita iuvant, anche se Doyle scriverebbe iuventus
Inviato: giovedì 19 ottobre 2006, 19:06
da gerenzago
complimenti a mantequilla per la grande cultura pugilistica.su antuofermo posso aggiungere che con hope era in vantaggio ai punti al momento della sospensione
Inviato: giovedì 19 ottobre 2006, 19:16
da Doyle
però mi resta da capire come mai ebbe la possibilità di affrontare Hagler di nuovo:forse non c'erano sfidanti? per quello che ne so,già nel 1981 si parlava di Thomas Hearns,di Leonard e di Wilfred Benitez come sfidanti,gente di tutt'altro appeal
tra l'altro Vito,che è rimasto buon amico di Hagler,ha sempre detto che le botte più forti le ha prese da "Cyclone" Hart
Inviato: domenica 22 ottobre 2006, 21:57
da Delmo
Non ho parole per ringraziarvi, siete una miniera di informazioni
Inviato: martedì 15 maggio 2007, 17:50
da bratan tzenov
Bonaccorso ha scritto: Il verdetto che gli diede il pari contro Hagler fu davvero uno scandalo che ricordo benissimo. Tommasi ricordò quella notte come Hagler fosse nero e Vito un bianco. L'errore di Hagler fu quello di non pigiare a fondo sull'acceleratore e fu punito incredibimente dai giudici. Allo stesso modo Antuofermo fu punito dai giudici contro Alan Minter, contro cui la prima volta non aveva assolutamente perso.
Non sono d'accordo: ho visto Antuofermo-Hagler e sono rimasto affascinato da uno spettacolo davvero fuori dal comune. Sbirciando nel mio cartellino, Hagler aveva vinto (144-142) solo di misura, ma il pari non lo vedo come uno scandalo perché Vito ebbe un cuore grandissimo e nei round dal decimo al tredicesimo mise Marvin in grandissima difficoltà. Gli ultimi due round, che do a Hagler, furono molto equilibrati, e basta che uno di questi lo attribuisco a Vito ed ecco, anche nella mia perfetta fallibilità, venire fuori il 143-143. D'accordo sul fatto che se Marvin avesse accellerato un po' dal settimo al nono round ci scappava il ko.
Non ho visto i match con Minter, e mi riservo di scrivere qui ancora dopo che li avrò visionati.
Inviato: venerdì 18 maggio 2007, 15:51
da alexkrycek
Un aneddoto in proposito del grande Rino Tommasi.
Alla fine del match, il nostro aveva Hagler in vantaggio di 6 punti, e nonostante la simpatia per il connazionale, l'onestà intellettuale di Rino e la sua integrità come giornalista gli impedirono di fare un resoconto diverso.
Prima di andare in stampa però, Rino riceve la telefonata del direttore della Gazzetta, che, per dirla con le parole di Tommasi "aveva raccolto favorevoli indicazioni dall'ambiente italiano per cui il pari poteva tranquillamente starci", e gli chiese gentilmente di addolcire un po' il suo resoconto.
Tommasi rispose "mi spiace, ma non posso farti lo sconto nemmeno di un punto. Erano 6 e 6 rimangono!!!"
Grande Rino.