Pagina 1 di 1

I Top 25 della storia del pugilato statunitense secondo “The Ring”

Inviato: lunedì 13 luglio 2026, 10:23
da paolant
Mi piace l'argomento, e dico la mia.
Premetto che non ritengo giusto mischiare pugili di epoche eccessivamente diverse, quando le regole del pugilato non erano quelle attuali, per cui nella classifica non inserirei Harry Greb, Jack Dempsey, Jack Johnson, Benny Leonard e Gene Tunney... se inseriamo Jack Johnson allora perché dimenticare Tommy Ryan? Chi mai fu costui?
A mio avviso il numero uno spetta a Joe Louis.
Henry Armstrong è stato un fuoriclasse, ma è sopravvalutato; ha tre titoli mondiali consecutivi, record ineguagliabile, ma solo perché gli hanno permesso di tenere quello dei piuma più del normale. E' stato campione del mondo dal '37 al '40, nei piuma ha fatto un solo incontro e il titolo dei leggeri lo ha ridato a Lou Ambers alla prima difesa. E' stato due anni e cinque mesi re dei welter per poi perdere il titolo con Fritzie Zivic, buon pugile ma non fuoriclasse, che lo ha battuto pure nella rivincita battendolo KOT al dodicesimo. Armstrong merita di essere in classifica, ma è troppo, troppo avanti rispetto ad altri a mio modesto parere più meritevoli.
Willie Pep è troppo indietro, gli spettrerebbe la posizione di Armstrong.
Non c'è Monzon, non c'è Roberto Duran, non c'è Julio Caesar Chavez.
Hagler è il pugile più forte, più dominante e più spettacolare che io abbia mai visto, dalla metà degli anni sessanta ad oggi.
1) Joe Louis
2) Muhammad Ali (per ciò che ha rappresentato per lo sport tutto)
3) Ray Robinson
4) Willie Pep
5) Marvin Hagler

Re: I Top 25 della storia del pugilato statunitense secondo “The Ring”

Inviato: venerdì 17 luglio 2026, 13:46
da Checco 68
Monzon, JC Chavez e Mano di pietra Duran non ci sono, perche quella era una classifica riguardante solo pugili statunitensi...

Re: I Top 25 della storia del pugilato statunitense secondo “The Ring”

Inviato: venerdì 17 luglio 2026, 15:28
da paolant
Ciao Checco, si, me ne sono accorto dopo, quando ormai era fatta... mi ha fregato il fatto che Ring Magazine, pur essendo una rivista americana, è letto in tutto il mondo...