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Povero titolo italiano
Inviato: sabato 14 dicembre 2024, 15:00
da Checco 68
Oramai vinci tre "meccetti" contro i soliti perditori abituali, rimedi qualche euro per allestire il match e un campionato italiano non si nega a nessuno. Poi a livello femminile di "meccetto" puo' bastarne uno... stendiamo un velo pietoso.
Re: Povero titolo italiano
Inviato: mercoledì 18 dicembre 2024, 19:45
da paolant
Ciao Checco, scusa se ti rispondo in ritardo, ma mi sono accorto del tuo post solo ora. Credo che tu ti riferisca al match per il titolo italiano dei superleggeri tra Sonia Fracassi e Amal Wahby di venerdì 13 al Palatiziano a Roma, organizzato dalla De Carolis Productions. Dieci match professionistici al palazzetto dello sport come ai bei tempi… Giovanni è la seconda volta che porta la boxe al palazzetto. E naturalmente io, romano che la boxe ce l’ha giornalmente nella testa, c’ero… come sempre. Beh, Fracassi e Wahby, 7 incontri in due, hanno dato vita al match più spumeggiante della serata, venti minuti di agonismo e scambi ininterrotti. La brevilinea Amal Wahby, 40 anni e 3-0 come record, pagava lo scotto dell’altezza per accorciare la distanza e farsi valere alla corta distanza, e Sonia Fracassi (ora 5-0, 1 KO) ha mostrato ottima tecnica, velocità di esecuzione e grandi capacità sia alla lunga che alla corta distanza. Dieci round molto equilibrati, per me un punticino per Sonia. Un bel campionato italiano degno, da ciò che ho visto, di tale nome (boxrec purtroppo segnala solo quattro italiane nella categoria dei superleggeri), anche se le contendenti, ripeto, avevano solo sette match in due. Unico difetto delle nostre ragazze: l’assoluta mancanza di potenza nei colpi. I colpi di sbarramento di Sonia non erano in grado di fermare Amal, che ha continuato ad attaccare per tutti e venti i minuti. Ecco, è li la questione, la totale assenza di potenza del pugno delle nostre ragazze, che puntano fin da subito al risultato ai punti. Per il mondiale dei superleggeri se la giocano Katie Tylor, Amanda Serrano (che per me aveva vinto chiaramente) e Chantelle Cameron… tre che tirano cazzotti per mettere KO l’avversaria. Le nostre due a fine match non dico che sembrassero appena uscite dall’estetista ma poco ci mancava, e di colpi se ne sono dati tanti senza un attimo di pausa, ti assicuro.
Per il resto della serata, Giovanni Sarchioto è forte veramente tanto… e vince prima del limite, cosa che gli tornerà utile quando per il salto di qualità (spero tanto a breve) gli toccheranno i ring inglesi, dove per strappare il verdetto ai punti deve mettere giù il pugile di casa almeno quattro volte. Il suo avversario inglese Kyle Lomotey non era un fuoriclasse, ma ci sapeva fare… Giovanni lo ha dominato fino al KOT (con kd) al nono.
Pietro Rossetti l’ho visto più volte dal vivo, quando ha vinto con Alhambra, Cavallucci e Mehah, e anche quando ha perso di strettissima misura con Mirko Geografo. Mi ha sempre entusiasmato. Stavolta no. Il match con Geografo meno di due mesi fa è stato durissimo e Pietro, parere personale, aveva bisogno di più tempo per recuperare. L’ottimo Mirko Marchetti meritava almeno il pari.
Ho storto la bocca vedendo l’angolo di Patrizio Manzoli protestare per il giustissimo KOT decretato dall’arbitro all’ultimo round, ma due minuti di lotta in più sarebbero potuti essere assolutamente deleteri per un pugile di 36 anni al settimo match da pro che non ha grossi obiettivi di carriera.
Molta paura per il KO subito da Franco De Mita contro Davide De Lellis a livello di mediomassimi. Diversi minuti steso immobile sul quadrato, poi finalmente vederlo in piedi ci ha strappato l’applauso.
Unica nota negativa. Poco pubblico… troppo poco per una bella riunione, sicuramente molto più bella di Roma-Como o Lazio-Inter.