Professionisti alle olimpiadi?
Inviato: martedì 23 luglio 2024, 8:55
E’ già da un po’ che mi piacerebbe parlare nel forum circa questo argomento. Leggo gli articoli di Dario Torromeo su Jalolov “PARIGI ’24. LO STRANO CASO DEI PESI SUPERMASSIMI. ORO GIA’ ASSEGNATO” e “PUGILATO,PRO E DILETTANTI INSIEME AI GIOCHI. COME E QUANDO NASCE LA PAZZA IDEA”.
L’oro olimpico, in qualsiasi sport esso sia, viene assegnato al più forte, a colui che vince la gara o il torneo olimpico, a colui che si è meritato la partecipazione ai giochi in quanto nel gruppo dei migliori. Nel preciso momento in cui un atleta vince l’oro olimpico è il più forte di tutti in quello sport, il più meritevole. Questo vale per tutti gli sport, tranne che per la boxe (e per il calcio, ma è un altro discorso).
Ricordo un’intervista di Nino Benvenuti anni fa, proprio su questo argomento. Nino diceva più o meno (esagerando per rendere chiaro il concetto, nel '60 Ray era peso medio da un decennio): “se i professionisti avessero il permesso di combattere alle olimpiadi, io nel ‘60 avrei dovuto affrontare Ray Sugar Robinson”. Bene dico io, secondo la teoria di Nino, Sugar era il più forte di tutti, avrebbe certamente vinto il torneo olimpico e per questo è stato giusto escluderlo dai giochi. E io non è che sia proprio, ma proprio d’accordo.
La boxe professionistica e quella dilettantistica sono due sport diversi… e qui penso siamo tutti d’accordo. C’è qualche regola che vieta a un nuotatore di partecipare a gare di atletica leggera? O a un tennista di correre in bicicletta. Un professionista che accetta di combattere sul ring con il regolamento olimpico può guadagnarsi la qualificazione alle olimpiadi o questo deve essere assolutamente vietato? Certo che risulta strano vedere gli imbattuti Jalolov e Batyrgaziev dominare a Tokyo 2021, ma questo è perché i pro al torneo olimpico si contano sulla punta delle dita… ma se accettassero tutti? E’ giusto escluderli? Ma la boxe è sport di contatto, e di contatto estremamente duro… e Jalolov può far veramente male ai suoi avversari… quindi sarebbe giusto escluderlo. Però così facendo l’oro olimpico andrebbe a un atleta non meritevole di tale titolo. E non è certo colpa di Jalolov se Usyk, Fury e Joshua non partecipano al torneo olimpico. Ed ecco il punto della domanda che mi pongo: se i più forti non possono partecipare per regolamento al torneo olimpico, che cosa ci sta a fare la boxe alle olimpiadi?
L’oro olimpico, in qualsiasi sport esso sia, viene assegnato al più forte, a colui che vince la gara o il torneo olimpico, a colui che si è meritato la partecipazione ai giochi in quanto nel gruppo dei migliori. Nel preciso momento in cui un atleta vince l’oro olimpico è il più forte di tutti in quello sport, il più meritevole. Questo vale per tutti gli sport, tranne che per la boxe (e per il calcio, ma è un altro discorso).
Ricordo un’intervista di Nino Benvenuti anni fa, proprio su questo argomento. Nino diceva più o meno (esagerando per rendere chiaro il concetto, nel '60 Ray era peso medio da un decennio): “se i professionisti avessero il permesso di combattere alle olimpiadi, io nel ‘60 avrei dovuto affrontare Ray Sugar Robinson”. Bene dico io, secondo la teoria di Nino, Sugar era il più forte di tutti, avrebbe certamente vinto il torneo olimpico e per questo è stato giusto escluderlo dai giochi. E io non è che sia proprio, ma proprio d’accordo.
La boxe professionistica e quella dilettantistica sono due sport diversi… e qui penso siamo tutti d’accordo. C’è qualche regola che vieta a un nuotatore di partecipare a gare di atletica leggera? O a un tennista di correre in bicicletta. Un professionista che accetta di combattere sul ring con il regolamento olimpico può guadagnarsi la qualificazione alle olimpiadi o questo deve essere assolutamente vietato? Certo che risulta strano vedere gli imbattuti Jalolov e Batyrgaziev dominare a Tokyo 2021, ma questo è perché i pro al torneo olimpico si contano sulla punta delle dita… ma se accettassero tutti? E’ giusto escluderli? Ma la boxe è sport di contatto, e di contatto estremamente duro… e Jalolov può far veramente male ai suoi avversari… quindi sarebbe giusto escluderlo. Però così facendo l’oro olimpico andrebbe a un atleta non meritevole di tale titolo. E non è certo colpa di Jalolov se Usyk, Fury e Joshua non partecipano al torneo olimpico. Ed ecco il punto della domanda che mi pongo: se i più forti non possono partecipare per regolamento al torneo olimpico, che cosa ci sta a fare la boxe alle olimpiadi?