Storia di un pugile... Jack Chase
Inviato: sabato 1 luglio 2023, 14:47
Jack Chase è uno dei “Murderers Raw”, un gruppo di formidabili pugili afroamericani che combatterono tra gli anni trenta e quaranta e che ebbero in comune la sorte di non disputare mai un match valevole per il titolo del mondo; match che probabilmente più di uno di loro avrebbe vinto. Fortissimi, evitati da tutti, combatterono tra loro match fantastici che rimarranno per sempre scolpiti nella storia della boxe. Alcuni di loro, Eddie Booker, Charley Burley, Llooyd Marshall, Holman Williams, Cocoa Kid, sono ricordati a Canastota tra gli immortali della boxe. Altri, come Bert Lytell, Aaron Wade e appunto Jack Chase dovrebbero essere ricordati. Tra di loro questi favolosi pugili si sono affrontati 62 volte… un fantastico torneo ad otto.
E sono ben 16 i match che questi otto hanno disputato con il grande Archie Moore… la vecchia mangusta il mondiale lo conquistò, finalmente, a trentasei anni nel Dicembre del ‘52 e per dispetto se lo tenne quasi dieci anni. Fu Budd Shulberg, scrittore, giornalista e sceneggiatore premio Oscar 1955 per il pluripremiato “Fronte del Porto”, a chiamarli così: “Murderers Raw”, “La Fila degli Assassini”, termine che fu usato nello sport per la prima volta negli anni venti per i componenti della squadra di baseball dei New York Yankees, che dominarono il campionato MLB nel 1927 e 1928. Ma Murderers Raw era ancor prima una sezione della prigione The Tombs di Manhattan… appunto la Fila degli Assassini, e questo termine purtroppo calza a pennello, non assassino ma quasi, con ciò che Jack Chase è stato fuori dal ring nei primi trent’anni di vita.
Nato il 27 Gennaio 1914 a Sherman, in Texas, da Nancy Walters, quindicenne afroamericana che da Denver, Colorado, aveva seguito l’amore non corrisposto di un uomo del Missouri molto più grande di lei, James Chase, che l’aveva fecondata per poi sparire e non farsi più vedere. L’adolescente Nancy, che ancora piena di amore e di speranza aveva dato al piccolo il nome del padre anteponendoci quello biblico del grande profeta Isaiah, avrebbe poi mestamente fatto ritorno a Denver, presso la sua famiglia con in braccio il bimbo ancora in fasce. E’ il 1926… il Denver Post riporta la notizia dell’arresto del dodicenne Isaiah Chase per furto di un auto della polizia tra la 14° Street e Champa Street. L’auto era stata ritrovata a soli due isolati di distanza. La bravata di un ragazzino, ma nonostante l’età Isaiah viene mandato alla Colorado State Industrial School for Boys di Golden, un istituto di correzione giovanile per giovani di età compresa tra i sette e i sedici anni. Isaiah ne esce tre anni dopo. E appena uscito rientra immediatamente... furto con scasso… condanna a tempo indeterminato e l’etichetta di “ragazzo incorreggibile” accanto al suo nome. E’ la primavera del 1930… in autunno Isaiah evade, viene immediatamente ripreso e rispedito in istituto per la terza volta fino a termine pena. Isaiah entra ed esce in continuazione dal riformatorio, l’ultima delle quali il 22 Gennaio 1931 insieme all’amico ex detenuto dell’istituto di correzione Leonard Hartley, con l’accusa di aggressione a scopo di rapina e tentato omicidio di un rigattiere del posto, al quale Isaiah aveva spaccato la testa con un tubo di piombo. Caduta l’accusa di tentato omicidio, Isaiah sconta cinque mesi e mezzo presso il Colorado State Reformatory di Buena Vista. Rilasciato ad Agosto, a Novembre è di nuovo dentro… furto con scasso. Sette mesi di riformatorio.
Tra i dodici e i diciotto anni Isaiah ha violato la legge nove volte. Per la decima violazione, nel Settembre 1933… furto di capi di abbigliamento da un vagone merci e furto di auto… per Isaiah si aprono le porte della serie A; viene rinchiuso nel penitenziario statale di Canon City, contea di Fremont, Colorado. Ne esce nel Dicembre del 1935. Ora si sa che il Colorado State Reformatory e il Canon City Penitentiary avevano al loro interno programmi di boxe per detenuti con pene brevi in modo che questi, una volta fuori, potessero trovare nella noble art una strada alternativa a quella del crimine. Nel ‘36 Isaiah Chase imbocca la strada che porta sul ring. Joe Louis è più giovane di Isaiah Chase di quattro mesi, ma è già famosissimo. In un anno e mezzo il suo record è di 24-0, 20 KO. Il 13 Dicembre ha battuto al quarto Paulino Uzcudun e il 17 Gennaio ha steso al primo Charley Retzlaff, ma soprattutto ha liquidato gli ex campioni del mondo Primo Carnera al sesto e Max Baer al quarto. Isaiah esordisce sul ring da peso welter il 30 Gennaio 1936. E’ uscito dal carcere solo quaranta giorni prima, ed è meglio cambiare il nome… combatte come Young Joe Louis. A Walsenburg, 25 miglia da Colorado City, al St. Mary’s Auditorium, vince ai punti in quattro round contro Billy Pryor il primo dei suoi 119 match. Il 26 giugno dello stesso anno, all’ottavo match, conquista il titolo dello Stato del Colorado dei pesi welter battendo KO al sesto Mike Montoya, sempre al St. Mary Auditorium. Il 20 Agosto dello stesso anno, a Pueblo, aggiunge a quello dei welter anche quello dei medi battendo ai punti in dieci round Joe Jaramillo.
E il 15 Settembre, stesso ring, è la volta di Jackie Burke, numero sei dei welter. Young Joe Louis lascia a Burke solo primo e terzo, vincendo chiaramente gli altri otto. E il mondo della boxe si accorge di lui. Il 9 Dicembre debutta al Denver Auditorium battendo KOT al quarto Sonny Boy Ackers, e nove giorni dopo, sullo stesso ring, è la volta del forte George Black. Nel record di Black c’è lo scalpo di Tony Zale. Black è favorito. Black finisce al tappeto sei volte e a stento riesce a sentire la campana del decimo ed ultimo round. Nel solo 1936 disputa 24 incontri con +21-1=2, 9 KO. Il ‘37 inizia con due strane sconfitte con due degli avversari precedentemente dominati, Joe Jaramillo e George Black, cosa che accomuna i Murderers Raw… perdere quando gli viene richiesto dal boss di turno. Poi una serie di vittorie. Il biennio ‘36-’37 si chiude con un record di +32-3=2, 17 KO e un NC. Ma se con la boxe Isaiah Chase aveva stretto nuovi legami, tra cui quello importantissimo con il suo manager Will “Wild Bill” Mathews (ex peso massimo da +21-33=3), non aveva completamente abbandonato i vecchi amici.
7 Gennaio 1938, Colorado Springs, South Nevada Avenue… furto con scasso, le porte del Canon City Penitentiary si aprono nuovamente per Isaiah Chase. E durante la lunga detenzione arriva la tremenda notizia… sua madre Nancy è morta. Isaiah Chase è un uomo completamente solo. Il 17 Maggio 1941 è rilasciato sulla parola, indosso ha un vecchio vestito, cinque dollari e un biglietto del treno per raggiungere Denver. Ma la Colorado Boxing Commission non ha sospeso la sua licenza e Isaiah può cominciare una seconda vita sul ring. E ricomincia da Young Joe Louis. Il 30 Giugno 1941, al Mammoth Gardens di Denver, il suo avversario è Roy Jack Gillespie. Roy è un debuttante, dovrebbe combattere, di regola, sui quattro round. Ma il match è sui dieci round e Isaiah Chase nel penitenziario ha combattuto tanto. Nel primo Roy è già al tappeto. Nel secondo va giù due volte, si rialza sempre al nove e continua la lotta. Il pubblico urla di fermare il match, ma l’arbitro non ne vuole sapere e il match prosegue. A un minuto del sesto round barcolla, crolla, perde conoscenza. Lo trasportano d’urgenza al Denver General Hospital, dove morirà il 2 Luglio. La polizia si presenta presso l’abitazione di Isaiah Chase a Walsenburg e lo accompagna alla prigione della conte di Huerfano, a Denver, per poi presentarsi davanti alla giuria con l’accusa di omicidio. Roy Jack Gillespie è morto per emorragia cerebrale per i colpi subiti durante un regolare match di boxe e, come giusto che sia, Chase viene scagionato dall’accusa. Ma ne esce profondamente provato. Ma combattere sul ring è l’unica cosa che lo tiene lontano dal crimine, e Isaiah Chase torna a combattere. Ne vince due, uno lo perde in modo strano… con quel Billy Pryor battuto al debutto nel ‘36 e nuovamente battuto nettamente appena trenta giorni prima. Poi, a Gennaio, lascia Denver e il Colorado per la California. Il 1942 è l’anno della svolta. Abbandona il nome di Young Joe Louis e assume quello che lo accompagnerà per il resto della carriera… Jack Chase. Combatte da peso medio e i suoi ring sono il Legion Stadium di Hollywood, l’Olympic Auditorium di Los Angeles, l’Ocean Park Arena di Santa Monica, il Municipal Auditorium di Long Beach, la Pasadena Arena. Jack Chase vince. Quattordici vittorie e due pareggi… poi il primo dei sei match con Archie Moore. E la vittoria su Eddie Booker, tre scontri con Charley Burley, tre con Aaron Wade, tre con Lloyd Marshall, quattro con Holman Williams, uno con Cocoa Kid. A volte vince, altre perde… il torneo privato dei Murderers Raw.
Chiude nel 1948. Che altro dire su Jack Chase? 26 Dicembre 1943… Jack, la sua compagna e Aaron “Tiger” Wade sono seduti in un bar di Fillmore Street, a San Francisco. E’ quasi mezzanotte. Dalla pistola calibro 32 di Jack Chase parte un colpo che ferisce Wade alla spalla sinistra. Jack ha sparato volontariamente? E’ stato un incidente? Tutti e tre dichiarano sia stato un incidente. La pistola di Chase sarebbe caduta accidentalmente dalla sua tasca e sarebbe partito il colpo. Ma la pistola ha i numeri di serie limati e Jack Chase viene arrestato… per la tredicesima volta nella sua vita, la terza da quando è salito sul ring, il non ancora trentenne Isaiah James Chase varca il portone di un carcere. Liberato su cauzione, 1000 dollari, alla fine viene assolto… determinante è la testimonianza della vittima, il “Murderer Raw” Aaron Wade. Jack Chase… delinquente, pugile, violento. Tutto qui? Beh, nel febbraio del 1944, su un treno, un giornalista sportivo scorge Jack Chase… sta leggendo un libro. Il giornalista guarda bene… è l’Iliade, il capolavoro di Omero… le gesta di grandi uomini, di guerrieri come lui… ma è poesia.
E sono ben 16 i match che questi otto hanno disputato con il grande Archie Moore… la vecchia mangusta il mondiale lo conquistò, finalmente, a trentasei anni nel Dicembre del ‘52 e per dispetto se lo tenne quasi dieci anni. Fu Budd Shulberg, scrittore, giornalista e sceneggiatore premio Oscar 1955 per il pluripremiato “Fronte del Porto”, a chiamarli così: “Murderers Raw”, “La Fila degli Assassini”, termine che fu usato nello sport per la prima volta negli anni venti per i componenti della squadra di baseball dei New York Yankees, che dominarono il campionato MLB nel 1927 e 1928. Ma Murderers Raw era ancor prima una sezione della prigione The Tombs di Manhattan… appunto la Fila degli Assassini, e questo termine purtroppo calza a pennello, non assassino ma quasi, con ciò che Jack Chase è stato fuori dal ring nei primi trent’anni di vita.
Nato il 27 Gennaio 1914 a Sherman, in Texas, da Nancy Walters, quindicenne afroamericana che da Denver, Colorado, aveva seguito l’amore non corrisposto di un uomo del Missouri molto più grande di lei, James Chase, che l’aveva fecondata per poi sparire e non farsi più vedere. L’adolescente Nancy, che ancora piena di amore e di speranza aveva dato al piccolo il nome del padre anteponendoci quello biblico del grande profeta Isaiah, avrebbe poi mestamente fatto ritorno a Denver, presso la sua famiglia con in braccio il bimbo ancora in fasce. E’ il 1926… il Denver Post riporta la notizia dell’arresto del dodicenne Isaiah Chase per furto di un auto della polizia tra la 14° Street e Champa Street. L’auto era stata ritrovata a soli due isolati di distanza. La bravata di un ragazzino, ma nonostante l’età Isaiah viene mandato alla Colorado State Industrial School for Boys di Golden, un istituto di correzione giovanile per giovani di età compresa tra i sette e i sedici anni. Isaiah ne esce tre anni dopo. E appena uscito rientra immediatamente... furto con scasso… condanna a tempo indeterminato e l’etichetta di “ragazzo incorreggibile” accanto al suo nome. E’ la primavera del 1930… in autunno Isaiah evade, viene immediatamente ripreso e rispedito in istituto per la terza volta fino a termine pena. Isaiah entra ed esce in continuazione dal riformatorio, l’ultima delle quali il 22 Gennaio 1931 insieme all’amico ex detenuto dell’istituto di correzione Leonard Hartley, con l’accusa di aggressione a scopo di rapina e tentato omicidio di un rigattiere del posto, al quale Isaiah aveva spaccato la testa con un tubo di piombo. Caduta l’accusa di tentato omicidio, Isaiah sconta cinque mesi e mezzo presso il Colorado State Reformatory di Buena Vista. Rilasciato ad Agosto, a Novembre è di nuovo dentro… furto con scasso. Sette mesi di riformatorio.
Tra i dodici e i diciotto anni Isaiah ha violato la legge nove volte. Per la decima violazione, nel Settembre 1933… furto di capi di abbigliamento da un vagone merci e furto di auto… per Isaiah si aprono le porte della serie A; viene rinchiuso nel penitenziario statale di Canon City, contea di Fremont, Colorado. Ne esce nel Dicembre del 1935. Ora si sa che il Colorado State Reformatory e il Canon City Penitentiary avevano al loro interno programmi di boxe per detenuti con pene brevi in modo che questi, una volta fuori, potessero trovare nella noble art una strada alternativa a quella del crimine. Nel ‘36 Isaiah Chase imbocca la strada che porta sul ring. Joe Louis è più giovane di Isaiah Chase di quattro mesi, ma è già famosissimo. In un anno e mezzo il suo record è di 24-0, 20 KO. Il 13 Dicembre ha battuto al quarto Paulino Uzcudun e il 17 Gennaio ha steso al primo Charley Retzlaff, ma soprattutto ha liquidato gli ex campioni del mondo Primo Carnera al sesto e Max Baer al quarto. Isaiah esordisce sul ring da peso welter il 30 Gennaio 1936. E’ uscito dal carcere solo quaranta giorni prima, ed è meglio cambiare il nome… combatte come Young Joe Louis. A Walsenburg, 25 miglia da Colorado City, al St. Mary’s Auditorium, vince ai punti in quattro round contro Billy Pryor il primo dei suoi 119 match. Il 26 giugno dello stesso anno, all’ottavo match, conquista il titolo dello Stato del Colorado dei pesi welter battendo KO al sesto Mike Montoya, sempre al St. Mary Auditorium. Il 20 Agosto dello stesso anno, a Pueblo, aggiunge a quello dei welter anche quello dei medi battendo ai punti in dieci round Joe Jaramillo.
E il 15 Settembre, stesso ring, è la volta di Jackie Burke, numero sei dei welter. Young Joe Louis lascia a Burke solo primo e terzo, vincendo chiaramente gli altri otto. E il mondo della boxe si accorge di lui. Il 9 Dicembre debutta al Denver Auditorium battendo KOT al quarto Sonny Boy Ackers, e nove giorni dopo, sullo stesso ring, è la volta del forte George Black. Nel record di Black c’è lo scalpo di Tony Zale. Black è favorito. Black finisce al tappeto sei volte e a stento riesce a sentire la campana del decimo ed ultimo round. Nel solo 1936 disputa 24 incontri con +21-1=2, 9 KO. Il ‘37 inizia con due strane sconfitte con due degli avversari precedentemente dominati, Joe Jaramillo e George Black, cosa che accomuna i Murderers Raw… perdere quando gli viene richiesto dal boss di turno. Poi una serie di vittorie. Il biennio ‘36-’37 si chiude con un record di +32-3=2, 17 KO e un NC. Ma se con la boxe Isaiah Chase aveva stretto nuovi legami, tra cui quello importantissimo con il suo manager Will “Wild Bill” Mathews (ex peso massimo da +21-33=3), non aveva completamente abbandonato i vecchi amici.
7 Gennaio 1938, Colorado Springs, South Nevada Avenue… furto con scasso, le porte del Canon City Penitentiary si aprono nuovamente per Isaiah Chase. E durante la lunga detenzione arriva la tremenda notizia… sua madre Nancy è morta. Isaiah Chase è un uomo completamente solo. Il 17 Maggio 1941 è rilasciato sulla parola, indosso ha un vecchio vestito, cinque dollari e un biglietto del treno per raggiungere Denver. Ma la Colorado Boxing Commission non ha sospeso la sua licenza e Isaiah può cominciare una seconda vita sul ring. E ricomincia da Young Joe Louis. Il 30 Giugno 1941, al Mammoth Gardens di Denver, il suo avversario è Roy Jack Gillespie. Roy è un debuttante, dovrebbe combattere, di regola, sui quattro round. Ma il match è sui dieci round e Isaiah Chase nel penitenziario ha combattuto tanto. Nel primo Roy è già al tappeto. Nel secondo va giù due volte, si rialza sempre al nove e continua la lotta. Il pubblico urla di fermare il match, ma l’arbitro non ne vuole sapere e il match prosegue. A un minuto del sesto round barcolla, crolla, perde conoscenza. Lo trasportano d’urgenza al Denver General Hospital, dove morirà il 2 Luglio. La polizia si presenta presso l’abitazione di Isaiah Chase a Walsenburg e lo accompagna alla prigione della conte di Huerfano, a Denver, per poi presentarsi davanti alla giuria con l’accusa di omicidio. Roy Jack Gillespie è morto per emorragia cerebrale per i colpi subiti durante un regolare match di boxe e, come giusto che sia, Chase viene scagionato dall’accusa. Ma ne esce profondamente provato. Ma combattere sul ring è l’unica cosa che lo tiene lontano dal crimine, e Isaiah Chase torna a combattere. Ne vince due, uno lo perde in modo strano… con quel Billy Pryor battuto al debutto nel ‘36 e nuovamente battuto nettamente appena trenta giorni prima. Poi, a Gennaio, lascia Denver e il Colorado per la California. Il 1942 è l’anno della svolta. Abbandona il nome di Young Joe Louis e assume quello che lo accompagnerà per il resto della carriera… Jack Chase. Combatte da peso medio e i suoi ring sono il Legion Stadium di Hollywood, l’Olympic Auditorium di Los Angeles, l’Ocean Park Arena di Santa Monica, il Municipal Auditorium di Long Beach, la Pasadena Arena. Jack Chase vince. Quattordici vittorie e due pareggi… poi il primo dei sei match con Archie Moore. E la vittoria su Eddie Booker, tre scontri con Charley Burley, tre con Aaron Wade, tre con Lloyd Marshall, quattro con Holman Williams, uno con Cocoa Kid. A volte vince, altre perde… il torneo privato dei Murderers Raw.
Chiude nel 1948. Che altro dire su Jack Chase? 26 Dicembre 1943… Jack, la sua compagna e Aaron “Tiger” Wade sono seduti in un bar di Fillmore Street, a San Francisco. E’ quasi mezzanotte. Dalla pistola calibro 32 di Jack Chase parte un colpo che ferisce Wade alla spalla sinistra. Jack ha sparato volontariamente? E’ stato un incidente? Tutti e tre dichiarano sia stato un incidente. La pistola di Chase sarebbe caduta accidentalmente dalla sua tasca e sarebbe partito il colpo. Ma la pistola ha i numeri di serie limati e Jack Chase viene arrestato… per la tredicesima volta nella sua vita, la terza da quando è salito sul ring, il non ancora trentenne Isaiah James Chase varca il portone di un carcere. Liberato su cauzione, 1000 dollari, alla fine viene assolto… determinante è la testimonianza della vittima, il “Murderer Raw” Aaron Wade. Jack Chase… delinquente, pugile, violento. Tutto qui? Beh, nel febbraio del 1944, su un treno, un giornalista sportivo scorge Jack Chase… sta leggendo un libro. Il giornalista guarda bene… è l’Iliade, il capolavoro di Omero… le gesta di grandi uomini, di guerrieri come lui… ma è poesia.