SCARDIHA & TURCHI
Moderatori: Bonaccorso, kinchen, mirko
SCARDIHA & TURCHI
Se scardina e Turchi sono le speranze del pugilato italiano, c'è da piangere la notte.... come direbbe Roberto Benigni. Purtroppo sapevano che Riakporhe era un buon pugile, ma un epilogo come quello di sabato sera a Wembley lo trovo imbarazzante. Della serie "prendi la borsa e scappa"......
-
Alberto Pionca
- Peso Mosca
- Messaggi: 219
- Iscritto il: domenica 15 marzo 2020, 23:01
Re: SCARDIHA & TURCHI
Non c'è niente da fare: ogni volta che un nostro "campione" affronta un avversario impegnativo (non parlo di fuoriclasse, ma di buoni pugili), finisce per le terre. E' avvilente.
Re: SCARDIHA & TURCHI
Scardina è nato scarso e scarso rimarrà. Turchi onestamente l'ho visto personalmente in nazionale e faceva molto ben sperare. In nazionale non ha trovato spazio per lasciar spazio ai baroni e da professionista è inguardabile. Boh.
mirko "the moviemaker"
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
Re: SCARDIHA & TURCHI
Dai... su col morale... siete troppo pessimisti! Lo sapevamo tutti che Turchi sarebbe finito KO, pure l'amico Perpastus che ha fatto un pronostico da supertifoso (almeno immagino). Magnesi a parte abbiamo Simone Federici che si prenderà un sacco di soddisfazioni negli USA, Lorusso che a ventisei anni si va a prendere l'Europeo sicuro... dovrebbe solo farsi qualche tatuaggio tanto per sembrare un po' più cattivo... Mirko Natalizi e Ivan Zucco hanno 26 anni, sono forti per davvero e, soprattutto Ivan, hanno pure una bella castagna, Etinosa Oliha di soli 24, Mattia Occhinero sta venendo su bene. Poi c'è Yassin Hermi; il ragazzo ha solo vent'anni e 9-0, 6 KO... aspettiamolo con tanta, tanta, tanta speranza. Poi ci sono i dilettanti Aziz Mouhiidine, un predestinato, Alfred Commey, giovanissimo e davvero forte, e Michele Baldassi che di anni ne ha solo diciannove. E ricordatevi questo nome: Gabriele Fabrizio... garantisco io, pronto a scommettere
La prossima volta che senti un combattente dire "Preferisco morire piuttosto che perdere" o "dovrà uccidermi", osservalo attentamente. Tali parole non sono sempre mera spavalderia.
Re: SCARDIHA & TURCHI
Non mi ha dato fastidio il fatto che abbia perso, anch'io avevo pronosticato la sconfitta per KO, ma come ha perso... mezzo montante di striscio al fegato, il papino che sale sul ring alla Vecchione (ricordate Tyson-McNeeley....) per togliere dagli impicci il suo allievo e in cinque minuti scarsi, tutti a casa con la faccia pulita e le tasche piene... Ridatemi Luigi Minchillo che và negli USA a perdere dignitosamente ai punti, battendosi per 22 riprese come un leone contro due leggende del ring come Tommy Hearns e Mani di Pietra Duran... Per me nello sport, ma soprettutto nella boxe le sconfitte non sono tutte uguali.
- The Ghetto Wizard
- Peso Paglia
- Messaggi: 77
- Iscritto il: domenica 6 marzo 2022, 20:42
- Località: Procida
Re: SCARDIHA & TURCHI
Buongiorno e perdonatemi se dico la mia.
Onestamente non credo che, in Italia, il problema di fondo sia la mancanza di pugili ed in particolare di quelli di "talento".
L'atleta, ed è fatto incontrovertibile, va anche coltivato e costruito giorno per giorno.
Sono almeno 40 anni, infatti, che la media dei pugili professionisti nel Belpaese è, più o meno, sempre la stessa.
Eppure, attesa tale evidenza, se solo ci guardiamo un attimino indietro c'è stato un periodo in cui di Campioni di sigla c'è stata una soddisfacente sequenza. Mi riferisco ai Rosi, ai Kalambai, agli Stecca, ad Oliva, ai Nati, ai Kamel. Mi riferisco al periodo in cui Rocco Agostino gestiva contemporaneamente ben 6 (sei) campioni europei.
A dire il vero il problema è più profondo e non può che essere ricercato alle radici della pianta.
Spiace dirlo ma i responsabili principali d'ogni "Movimento" altri non possono essere che coloro che ne sono è deputati alla promozione, alla tutela, alla organizzazione complessiva. Le persone, insomma, che hanno a disposizione i fondi ed i quattrini della programmazione e che, a volerla dire tutta, si sono anche proposte ritenendosi, con ciò, qualificate e preparate.
Non sarebbe, da parte mia, elegante puntare il dito contro qualcuno in particolare, tanto meno entrare in ulteriori dettagli proprio in questa sede. Credo sia già più che sufficiente valutare i risultati complessivi anche e soprattutto a livello dilettantistico e delle Olimpiadi in particolare dalle quali siamo letteralmente spariti.
Posso solo aggiungere che, se non altro giornalisticamente, sono ben note le vicende pregresse in cui la Federazione è stata capace di farsi materialmente "alleggerire" di cifre importanti con l'inevitabile codazzo di inchieste penali ed amministrative ed imbarazzi generali.
In questo Paese in cui la dignità è semplicemente un'opzione, fin quando non si capirà che dopo il fallimento d'un progetto deve essere gettato il sale sul luogo della battaglia, staremo sempre a far chiacchiere inutili.
Onestamente non credo che, in Italia, il problema di fondo sia la mancanza di pugili ed in particolare di quelli di "talento".
L'atleta, ed è fatto incontrovertibile, va anche coltivato e costruito giorno per giorno.
Sono almeno 40 anni, infatti, che la media dei pugili professionisti nel Belpaese è, più o meno, sempre la stessa.
Eppure, attesa tale evidenza, se solo ci guardiamo un attimino indietro c'è stato un periodo in cui di Campioni di sigla c'è stata una soddisfacente sequenza. Mi riferisco ai Rosi, ai Kalambai, agli Stecca, ad Oliva, ai Nati, ai Kamel. Mi riferisco al periodo in cui Rocco Agostino gestiva contemporaneamente ben 6 (sei) campioni europei.
A dire il vero il problema è più profondo e non può che essere ricercato alle radici della pianta.
Spiace dirlo ma i responsabili principali d'ogni "Movimento" altri non possono essere che coloro che ne sono è deputati alla promozione, alla tutela, alla organizzazione complessiva. Le persone, insomma, che hanno a disposizione i fondi ed i quattrini della programmazione e che, a volerla dire tutta, si sono anche proposte ritenendosi, con ciò, qualificate e preparate.
Non sarebbe, da parte mia, elegante puntare il dito contro qualcuno in particolare, tanto meno entrare in ulteriori dettagli proprio in questa sede. Credo sia già più che sufficiente valutare i risultati complessivi anche e soprattutto a livello dilettantistico e delle Olimpiadi in particolare dalle quali siamo letteralmente spariti.
Posso solo aggiungere che, se non altro giornalisticamente, sono ben note le vicende pregresse in cui la Federazione è stata capace di farsi materialmente "alleggerire" di cifre importanti con l'inevitabile codazzo di inchieste penali ed amministrative ed imbarazzi generali.
In questo Paese in cui la dignità è semplicemente un'opzione, fin quando non si capirà che dopo il fallimento d'un progetto deve essere gettato il sale sul luogo della battaglia, staremo sempre a far chiacchiere inutili.
" Faccio il pugile perché non sono un poeta; non so raccontare una storia!"
(B. mc G. )
(B. mc G. )
Re: SCARDIHA & TURCHI
Sono sostanzialmente d'accordo, il paragone più evidente è l'atletica dove abbiamo un movimento che funziona in tutta la filiera e i risultati sono quelli che sappiamo). Mi limito a dire qualcosa riferito al mio perimetro di competenza, la preparazione degli allenatori.
Se ci sono degli atleti potenzialmente validi ma chi è demandato a traformare altreti potenziali in pugili di valore è inadeguato il danno è piuttosto grosso. E vi dico che la quantità di talenti sprecati per l'inadeguatezza di allenatori promossi tali da comitati regionali che dire di "manica larga" è è dire poco. Come diceva Roy Batty " Ho visto cose che voi umani..."
Se ci sono degli atleti potenzialmente validi ma chi è demandato a traformare altreti potenziali in pugili di valore è inadeguato il danno è piuttosto grosso. E vi dico che la quantità di talenti sprecati per l'inadeguatezza di allenatori promossi tali da comitati regionali che dire di "manica larga" è è dire poco. Come diceva Roy Batty " Ho visto cose che voi umani..."
mirko "the moviemaker"
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali