Arrivano i bridgerweights
Inviato: giovedì 12 novembre 2020, 0:56
Mi auguravo che questo momento non arrivasse, pur sapendo che in realtà fosse solo questione di tempo. Il WBC ha annunciato l'istituzione dei "bridgerweights", una nuova categoria che si incasella tra quella dei cruiser (il cui limite resta quello attuale, 90.7 kg) e quella dei massimi, la cui soglia sarà 101.6 kg. C'è da scommettere che gli altri enti non stenteranno ad accodarsi, perché vanno d'amore e d'accordo quando c'è da mangiare. A mio parere, questa novità è un ulteriore, duro colpo alla già compromessa credibilità di uno sport, la boxe, le cui istituzioni sono da almeno 60 anni il suo peggiore nemico. Ma sono altresì fiducioso che la nuova categoria sia condannata all'irrilevanza, per una ragione che illustro subito.
Il WBC ha deciso di collocare la nuova divisione sotto quella dei massimi, non sopra. Credo l'abbia fatto per pudore e timore: sapeva che questo cambiamento sarebbe stato accolto con dissenso, per usare un eufemismo, tra gli appassionati di boxe, e non voleva esacerbare ulteriormente gli animi con un provvedimento ancora più dissacrante, se non iconoclasta: il declassamento dei massimi da categoria regina, non plus ultra, a seconda divisione dopo gli eventuali "supermassimi", la cui introduzione è stata spesso ipotizzata e paventata in passato. Così facendo, però, il WBC ha condannato la nuova categoria all'irrilevanza, poiché i "bridgerweights" finiranno per accogliere solo i cruiser troppo scarsi per imporsi nei cruiser e i massimi troppo scarsi per affermarsi nei massimi. Saranno, insomma, il Paradiso dei mediocri. Diverso sarebbe stato se la nuova categoria fosse stata posizionata sopra i massimi, così da istituire i supermassimi. In quel caso, i massimi avrebbero in buona parte conservato la popolarità che deriva loro dall'iconico prestigio accumulato in oltre un secolo di storia, mentre la nuova categoria avrebbe suscitato interesse o quantomeno curiosità per la tipologia fisica dei pugili che l'avrebbero popolata. I limiti di peso sarebbero stati uguali a quelli fissati per i bridgerweights, ma il riscontro del pubblico sarebbe stato, a mio parere, molto maggiore. È un sollievo che il WBC abbia deciso diversamente.
Ma la vera ragione per cui i bridgerweights sono condannati all'irrilevanza giace nella risposta a questa semplice domanda: chi ci combatterà? I limiti di peso stabiliti dal WBC sono di per sé la dimostrazione dell'assoluta, pretestuosa strumentalità di questa innovazione, motivata dall'ente come necessaria per rispondere al rinnovamento dei parametri fisici nella boxe. Ecco, questa è una chiara fandonia. Quali pesi massimi o cruiser dovrebbero beneficiare della nuova categoria? Vorrei sapere i nomi. Dei massimi attualmente nella top 15, ma direi pure 20, nessuno combatterà mai nei bridgerweights. Per il semplice fatto che tutti pesano ben oltre il quintale. Se il limite di partenza dei massimi fosse stato fissato a 108-110 kg, la nuova categoria avrebbe avuto se non altro ragion d'essere; ma, in quel caso, i pesi massimi avrebbero davvero rischiato di spopolarsi, perché i pugili di oltre 110 kg non sono tanti, a conferma del fatto che il tipo fisico per cui il WBC ha ridefinito i limiti di peso è ancora oggi l'eccezione, non certo la regola, e non merita dunque alcun provvedimento specifico. Stante il limite dei 101 kg, i bridgerweights saranno il rifugio dei cruiser e massimi senza speranza di vera gloria.
P.S.: mi astengo volutamente dal commentare la scelta di nominare la nuova categoria "bridgerweights" in onore di Bridger Walker, il ragazzino che, tempo fa, si immolò coraggiosamente per salvare la sorellina dall'assalto di un cane feroce. Faccio mia la provocazione di Teddy Atlas: visto che Sulaiman ha scelto di dedicare a una nobile causa quella che resta una mera speculazione economica, forse verserà al piccolo Bridger i proventi delle tasse che pugili e promoter gli pagheranno per ricevere la sua "benedizione". "Ne dubito", conclude Atlas con un riso sardonico. E ne dubito anch'io.
Il WBC ha deciso di collocare la nuova divisione sotto quella dei massimi, non sopra. Credo l'abbia fatto per pudore e timore: sapeva che questo cambiamento sarebbe stato accolto con dissenso, per usare un eufemismo, tra gli appassionati di boxe, e non voleva esacerbare ulteriormente gli animi con un provvedimento ancora più dissacrante, se non iconoclasta: il declassamento dei massimi da categoria regina, non plus ultra, a seconda divisione dopo gli eventuali "supermassimi", la cui introduzione è stata spesso ipotizzata e paventata in passato. Così facendo, però, il WBC ha condannato la nuova categoria all'irrilevanza, poiché i "bridgerweights" finiranno per accogliere solo i cruiser troppo scarsi per imporsi nei cruiser e i massimi troppo scarsi per affermarsi nei massimi. Saranno, insomma, il Paradiso dei mediocri. Diverso sarebbe stato se la nuova categoria fosse stata posizionata sopra i massimi, così da istituire i supermassimi. In quel caso, i massimi avrebbero in buona parte conservato la popolarità che deriva loro dall'iconico prestigio accumulato in oltre un secolo di storia, mentre la nuova categoria avrebbe suscitato interesse o quantomeno curiosità per la tipologia fisica dei pugili che l'avrebbero popolata. I limiti di peso sarebbero stati uguali a quelli fissati per i bridgerweights, ma il riscontro del pubblico sarebbe stato, a mio parere, molto maggiore. È un sollievo che il WBC abbia deciso diversamente.
Ma la vera ragione per cui i bridgerweights sono condannati all'irrilevanza giace nella risposta a questa semplice domanda: chi ci combatterà? I limiti di peso stabiliti dal WBC sono di per sé la dimostrazione dell'assoluta, pretestuosa strumentalità di questa innovazione, motivata dall'ente come necessaria per rispondere al rinnovamento dei parametri fisici nella boxe. Ecco, questa è una chiara fandonia. Quali pesi massimi o cruiser dovrebbero beneficiare della nuova categoria? Vorrei sapere i nomi. Dei massimi attualmente nella top 15, ma direi pure 20, nessuno combatterà mai nei bridgerweights. Per il semplice fatto che tutti pesano ben oltre il quintale. Se il limite di partenza dei massimi fosse stato fissato a 108-110 kg, la nuova categoria avrebbe avuto se non altro ragion d'essere; ma, in quel caso, i pesi massimi avrebbero davvero rischiato di spopolarsi, perché i pugili di oltre 110 kg non sono tanti, a conferma del fatto che il tipo fisico per cui il WBC ha ridefinito i limiti di peso è ancora oggi l'eccezione, non certo la regola, e non merita dunque alcun provvedimento specifico. Stante il limite dei 101 kg, i bridgerweights saranno il rifugio dei cruiser e massimi senza speranza di vera gloria.
P.S.: mi astengo volutamente dal commentare la scelta di nominare la nuova categoria "bridgerweights" in onore di Bridger Walker, il ragazzino che, tempo fa, si immolò coraggiosamente per salvare la sorellina dall'assalto di un cane feroce. Faccio mia la provocazione di Teddy Atlas: visto che Sulaiman ha scelto di dedicare a una nobile causa quella che resta una mera speculazione economica, forse verserà al piccolo Bridger i proventi delle tasse che pugili e promoter gli pagheranno per ricevere la sua "benedizione". "Ne dubito", conclude Atlas con un riso sardonico. E ne dubito anch'io.