Hearn e l'Italia
Inviato: mercoledì 12 dicembre 2018, 20:13
E' il tema del momento: l'accordo di Hearn con Dazn per il rilancio della boxe italiana. Tutto bello, ma la domanda che mi pongo è: cui prodest? A chi conviene?
Premessa: i promoter britannici, contrariamente a quelli italiani, hanno capito da tempo come si lavora. I vari Hearn, Warren, Hennessy & Co. se ne dicono di ogni a mezzo stampa e si scambiano colpi bassi senza remissione, scippandosi pugili a vicenda; ma poi lavorano di concerto per organizzare eventi all'altezza, dove puntualmente mettono gli uni contro gli altri i rispettivi campioni. Abbiamo visto derby tra pugili imbattuti senza alcun titolo in palio e con i palazzetti letteralmente gremiti.
Che interesse ha Eddie Hearn a lavorare per il rilancio della boxe italiana? Si tratta di un investimento a perdere, almeno inizialmente, perché gli eventuali risultati, tutt'altro che garantiti, si vedranno solo nel lungo periodo. Ci sarebbe da ricostruire l'interesse e la cultura pugilistica di un popolo che ha dimenticato la boxe e che, a dirla tutta, non sembra sentirne troppo la mancanza. Non abbiamo neanche pugili su cui Hearn possa avere la tentazione di mettere le mani, a parte l'ottimo Turchi. Forse sono troppo malizioso, ma io penso che Hearn stia solo cercando collaudatori credibili, almeno formalmente. Gente da mettere davanti ai pugili inglesi della sua scuderia senza il rischio che quelli perdano. La prima riunione, fatto salvo il preventivato successo di Turchi, ha avuto esattamente questo esito. Si dirà che almeno torneremo a vedere incontri veri e decenti, e mi trovo d'accordo, tant'è che io stesso vedo di buon occhio l'avvento di Hearn. Ma non si pensi che sia il Messia venuto a dispensare doni...
Premessa: i promoter britannici, contrariamente a quelli italiani, hanno capito da tempo come si lavora. I vari Hearn, Warren, Hennessy & Co. se ne dicono di ogni a mezzo stampa e si scambiano colpi bassi senza remissione, scippandosi pugili a vicenda; ma poi lavorano di concerto per organizzare eventi all'altezza, dove puntualmente mettono gli uni contro gli altri i rispettivi campioni. Abbiamo visto derby tra pugili imbattuti senza alcun titolo in palio e con i palazzetti letteralmente gremiti.
Che interesse ha Eddie Hearn a lavorare per il rilancio della boxe italiana? Si tratta di un investimento a perdere, almeno inizialmente, perché gli eventuali risultati, tutt'altro che garantiti, si vedranno solo nel lungo periodo. Ci sarebbe da ricostruire l'interesse e la cultura pugilistica di un popolo che ha dimenticato la boxe e che, a dirla tutta, non sembra sentirne troppo la mancanza. Non abbiamo neanche pugili su cui Hearn possa avere la tentazione di mettere le mani, a parte l'ottimo Turchi. Forse sono troppo malizioso, ma io penso che Hearn stia solo cercando collaudatori credibili, almeno formalmente. Gente da mettere davanti ai pugili inglesi della sua scuderia senza il rischio che quelli perdano. La prima riunione, fatto salvo il preventivato successo di Turchi, ha avuto esattamente questo esito. Si dirà che almeno torneremo a vedere incontri veri e decenti, e mi trovo d'accordo, tant'è che io stesso vedo di buon occhio l'avvento di Hearn. Ma non si pensi che sia il Messia venuto a dispensare doni...