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Ray Arcel e l'importanza della memoria storica

Inviato: venerdì 28 marzo 2014, 21:17
da Dinamita
Una recente, accesa discussione su Facebook mi spinge ad aprire un topic in questa sezione del forum. L'oggetto del dibattito erano i giudizi tecnici di Ray Arcel, un uomo che rappresenta un "unicum" nella storia della boxe. Arcel ha infatti allenato venti campioni mondiali (un record) dagli anni '20 di Benny Leonard agli anni '80 di Larry Holmes. Nessun altro tecnico è stato altrettanto longevo; nessuno ha visto dal vivo e allenato in prima persona tutti i pugili di cui Arcel ha seguito - come maestro o come spettatore interessato - la carriera. Il fatto che sia stato testimone diretto di (quasi) tutto ciò che meritasse di essere visto nella boxe mi spinge a cercare e leggere interviste che raccolgano le sue opinioni, non perché io ritenga che questi giudizi siano sentenze decisive e inconfutabili, ma semplicemente perché sono i più autorevoli che si possa avere. Insomma, abbiamo la fortuna di conoscere i pareri e le testimonianze di un uomo che ha visto tutto e che, in quanto a competenza, non è secondo a nessuno: sarebbe un delitto non approfittarne.
Così, ho letto che Arcel, parlando di Benny Leonard e Roberto Duran (due pesi leggeri allenati entrambi da lui a quasi cinquant'anni di distanza l'uno dall'altro), diceva che Duran era un "combattente naturale" e che sarebbe stato "il campione o uno dei migliori sfidanti nei pesi leggeri di qualsiasi epoca", mentre di Leonard diceva che era stato "semplicemente il pugile migliore in assoluto tra quelli che avesse visto" (quasi tutti, quindi, Robinson compreso) e che "aveva dominato la categoria negli anni in cui questa fu più competitiva".
Ancor più interessante è il giudizio su Jack Dempsey: secondo Arcel, il Maglio di Manassa fu di gran lunga il peso massimo più forte di sempre, tanto che avrebbe "distrutto e scaraventato fuori dal ring qualunque peso massimo venuto dopo di lui", come "Joe Louis e George Foreman". Il giudizio su Dempsey e Louis, in realtà, trova concordi altri esperti e pugili dell'epoca, come Nat Fleischer e Jack Sharkey - avversario, quest'ultimo, di un Dempsey a fine carriera e di un Louis in prepotente ascesa. Arcel precisa di avere "il massimo rispetto per Joe" e di considerarlo "il numero due", ma ribadisce di non avere dubbi sul fatto che Dempsey "l'avrebbe ucciso" ("would have killed him"). Mike Tyson, contro Dempsey, "sarebbe durato un round, due al massimo".

Queste opinioni non sono Vangelo, è bene precisarlo; ma trovo che, data la storia di chi le ha pronunciate, debbano essere tenute nella massima considerazione. Si parla spesso della boxe contemporanea rispetto a quella di cinquanta o cento anni fa; si farnetica di allenamenti scientifici che hanno reso i pugili odierni migliori di quelli passati sia sotto l'aspetto tecnico sia sotto quello atletico (poi uno vede i filmati di Tunney e Marciano e non può fare a meno di chiedersi in cosa consista questo fantomatico progresso). Bene, Arcel ha vissuto tutte le epoche pugilistiche eccetto quella dei pionieri e quella degli anni '90-2000, ed è quindi uno dei pochissimi, se non l'unico, a poter valutare e comparare (quasi) tutti pugili dell'ultimo secolo con autentica e piena cognizione di causa.

Re: Ray Arcel e l'importanza della memoria storica

Inviato: sabato 29 marzo 2014, 18:36
da Bonix
...argomento interessante,mi permetto di segnalare il libro di Ronald K. Fried " Corner man,great boxing trainers" è uscito negli anni 90 ma si trova facilmente in vendita on line(lingua inglese ovviamente).... ampio spazio dedicato ad Arcel.....

saluti

Re: Ray Arcel e l'importanza della memoria storica

Inviato: sabato 29 marzo 2014, 20:58
da Bonaccorso
Mah...con tutto il rispetto per Ray Arcel e Nat Fleischer certi giudizi sono fortemente influenzati dal fatto che il passato, ciò che si è visto o fatto quando si era giovani, ha un peso fondamentale nel giudizio umano. Ed è secondo me il segno che si è diventati vecchi e che presto al mondo non ci sarà più posto per noi. Anche per questo rifuggo a una comparazione fra il pugilato di una volta e quello attuale, pur divertendomi con i tornei virtuali. E' vero che il pugilato è cambiato poco ma qualcosa sì e ho trovato gente che magnificava la velocità di braccia di certi pugili del passato senza accorgersi che il "passo" del film era diverso da quello attuale e anche l'arbitro si muoveva più di Fred Astaire. Quindi...