Il risultato elettorale e il mio addio alla boxe italiana
Inviato: domenica 20 gennaio 2013, 1:37
Affido al forum che ho creato io, e sul quale ho iniziato anni fa a scrivere di pugilato, la motivazione di non scrivere più una riga sul pugilato italiano, decisione di cui ho già informato il responsabile di boxeringweb. Sin da domani il mio impegno sarà solo di scrivere di boxe internazionale e di fornire il mio contributo al Transnational Boxing Rankings Board di cui mi onoro di far parte e che è formato da gente che ha il coraggio non solo delle proprie opinioni, ma rispetto di quelle altrui e soprattutto non gente ipocrita.
Il Dr Alberto Brasca è stato eletto Presidente della FPI. Auguri di buon lavoro. Non era il candidato da me preferito, le sue idee, in continuità con quelle di Franco Falcinelli, non sono le mie e ritengo che il pugilato italiano, soprattutto quello professionistico, avrà un difficile futuro. Ai fatti, e non alle chiacchiere, smentirmi.
Ci sono alcune cose da chiarire. Boxeringweb ha scelto fin dall'inizio di non schierarsi in questa competizione ma naturalmente siamo stati ugualmente accusati di avere sostenuto la candidatura di Gualtiero Becchetti che è uno di noi. Sfido chiunque a trovare sulle pagine di boxeringweb, e non del forum che è cosa diversa, una sola riga contro il dr Brasca o il dr Del Greco che è stato sconfitto al ballottaggio. Dario Torromeo, che non è un mio collega perché lui è un giornalista e io no, ha scritto articoli critici sull'AIBA e sulla condiscendenza della FPI verso questo organismo ma ha pure pubblicato una intervista, richiesta dallo stesso Presidente Federale, come era giusto che fosse. Sono stati pubblicati i comunicati del candidato Becchetti perché ce li ha fatti pervenire, e sempre nei comunicati stampa. Se gli altri due candidati avessero fatto lo stesso i loro comunicati avrebbero avuto lo stesso spazio.
Mi permetto di dissentire comunque sul fatto che una fonte di informazione non dovesse schierarsi in qualche modo, e dissento proprio perché non lo ha fatto, ma ho accettato la decisione del responsabile. Ho fatto, come Vittorio Parisi e non come boxeringweb, campagna elettorale per Gualtiero Becchetti e ne avevo il diritto, e lo rivendico pienamente. Lo ripeto, non ho una tessera di giornalista, ma anche se la avessi avuta sarebbe stato lo stesso. Il giornalismo è schierarsi, grandi giornalisti come Montanelli, Bocca, Biagi e altri lo sono sempre stati in un modo o nell'altro. Un giornalista sostiene le proprie idee e quelle di chi la pensa come lui, si appassiona, combatte con la penna o la tastiera e non per questo deve essere per forza stipendiato, leggasi meglio corrotto o comprato da qualcuno. Certo succede, non a noi, non a me.
La battaglia, perduta, si è svolta su facebook e in generale online. Le battaglie si perdono e si vincono a prescindere da se si abbia ragione o torto.
Ma ecco che spunta un certo Daniele Sepe che scrive sotto pseudonimo Chef80 su Mondoboxe ed è capitato anche qui per sollevare una polemica sciocca anni fa. Costui, professione cuoco (bella parola cuoco diceva Totò in Miseria e Nobiltà) e quindi neppure lui giornalista, pubblica su un sito sconosciuto ai più una intervista ai tre candidati e la sbandiera in giro. Viene complimentato da qualche ingenuo che non si rende conto che quella è più una notizia ANSA che una intervista, una "velina". Niente di giornalistico, niente da "è la stampa, bellezza, e non ci puoi fare niente" di Bogartiana memoria. Non una domanda scomoda, non una eccezione, nulla di nulla. Ma fin qui non c'è nulla di grave. Quello che c'è di grave è che lo stesso Sepe si permette di ironizzare sui "suicidi" su un sito che no ha il coraggio di nominare, ma che è il nostro, e sui "pennivendoli" che sempre non ha il coraggio di indicare ma che siamo, chiaramente, noi. "Pennivendoli" è una espressione che usavano le Brigate Rosse come forse ricorderete. E poi ipotizza che, forse, chi ha sostenuto Becchetti potrebbe averlo fatto in cambio di una ricompensa, del "posto" da qualche parte. Cerca di annacquare l'insulto aggiungendo, oppure per stima personale, e, come si dice in Veneto, è peggio la toppa del buco. Questa sorta di metodo-Boffo è volgare, insultante e inaccettabile, ai limiti, e forse oltre, della diffamazione.
L'esempio del signor Sepe è indicativo del livello a cui è caduta la boxe italiana, stretta fra una visione che io ritengo sbagliata, e le velenose insinuazioni di tifosi da bar che hanno accesso a una tastiera e scrivono, scrivono, calunniano e insultano.
Non è certo per persone come queste che smetterò di scrivere del pugilato italiano ma certo il loro è un incoraggiamento. Se volessi scendere al loro livello potrei supporre che a loro piacerebbe molto scrivere su un sito come boxeringweb, forse qualcuno ne avrebbe pugilisticamente le proprietà, ma non ne sarebbe degno moralmente. Smetto di scrivere perché non accetto più un mondo di persone a cui basta sventolare la carota davanti per far loro cambiare opinione, di un mondo di voltagabbana e di servi sciocchi del potere che credono di essere furbi e vengono puntualmente fregati.
La vita continua e la mia sarà migliore senza dovermi occupare di queste piccolezze. A bordo ring ci andrò al Madison o all'MGM, in Italia mi pagherò il biglietto e mi accomoderò in tribuna quando ne varrà la pena.
Vittorio Parisi
Il Dr Alberto Brasca è stato eletto Presidente della FPI. Auguri di buon lavoro. Non era il candidato da me preferito, le sue idee, in continuità con quelle di Franco Falcinelli, non sono le mie e ritengo che il pugilato italiano, soprattutto quello professionistico, avrà un difficile futuro. Ai fatti, e non alle chiacchiere, smentirmi.
Ci sono alcune cose da chiarire. Boxeringweb ha scelto fin dall'inizio di non schierarsi in questa competizione ma naturalmente siamo stati ugualmente accusati di avere sostenuto la candidatura di Gualtiero Becchetti che è uno di noi. Sfido chiunque a trovare sulle pagine di boxeringweb, e non del forum che è cosa diversa, una sola riga contro il dr Brasca o il dr Del Greco che è stato sconfitto al ballottaggio. Dario Torromeo, che non è un mio collega perché lui è un giornalista e io no, ha scritto articoli critici sull'AIBA e sulla condiscendenza della FPI verso questo organismo ma ha pure pubblicato una intervista, richiesta dallo stesso Presidente Federale, come era giusto che fosse. Sono stati pubblicati i comunicati del candidato Becchetti perché ce li ha fatti pervenire, e sempre nei comunicati stampa. Se gli altri due candidati avessero fatto lo stesso i loro comunicati avrebbero avuto lo stesso spazio.
Mi permetto di dissentire comunque sul fatto che una fonte di informazione non dovesse schierarsi in qualche modo, e dissento proprio perché non lo ha fatto, ma ho accettato la decisione del responsabile. Ho fatto, come Vittorio Parisi e non come boxeringweb, campagna elettorale per Gualtiero Becchetti e ne avevo il diritto, e lo rivendico pienamente. Lo ripeto, non ho una tessera di giornalista, ma anche se la avessi avuta sarebbe stato lo stesso. Il giornalismo è schierarsi, grandi giornalisti come Montanelli, Bocca, Biagi e altri lo sono sempre stati in un modo o nell'altro. Un giornalista sostiene le proprie idee e quelle di chi la pensa come lui, si appassiona, combatte con la penna o la tastiera e non per questo deve essere per forza stipendiato, leggasi meglio corrotto o comprato da qualcuno. Certo succede, non a noi, non a me.
La battaglia, perduta, si è svolta su facebook e in generale online. Le battaglie si perdono e si vincono a prescindere da se si abbia ragione o torto.
Ma ecco che spunta un certo Daniele Sepe che scrive sotto pseudonimo Chef80 su Mondoboxe ed è capitato anche qui per sollevare una polemica sciocca anni fa. Costui, professione cuoco (bella parola cuoco diceva Totò in Miseria e Nobiltà) e quindi neppure lui giornalista, pubblica su un sito sconosciuto ai più una intervista ai tre candidati e la sbandiera in giro. Viene complimentato da qualche ingenuo che non si rende conto che quella è più una notizia ANSA che una intervista, una "velina". Niente di giornalistico, niente da "è la stampa, bellezza, e non ci puoi fare niente" di Bogartiana memoria. Non una domanda scomoda, non una eccezione, nulla di nulla. Ma fin qui non c'è nulla di grave. Quello che c'è di grave è che lo stesso Sepe si permette di ironizzare sui "suicidi" su un sito che no ha il coraggio di nominare, ma che è il nostro, e sui "pennivendoli" che sempre non ha il coraggio di indicare ma che siamo, chiaramente, noi. "Pennivendoli" è una espressione che usavano le Brigate Rosse come forse ricorderete. E poi ipotizza che, forse, chi ha sostenuto Becchetti potrebbe averlo fatto in cambio di una ricompensa, del "posto" da qualche parte. Cerca di annacquare l'insulto aggiungendo, oppure per stima personale, e, come si dice in Veneto, è peggio la toppa del buco. Questa sorta di metodo-Boffo è volgare, insultante e inaccettabile, ai limiti, e forse oltre, della diffamazione.
L'esempio del signor Sepe è indicativo del livello a cui è caduta la boxe italiana, stretta fra una visione che io ritengo sbagliata, e le velenose insinuazioni di tifosi da bar che hanno accesso a una tastiera e scrivono, scrivono, calunniano e insultano.
Non è certo per persone come queste che smetterò di scrivere del pugilato italiano ma certo il loro è un incoraggiamento. Se volessi scendere al loro livello potrei supporre che a loro piacerebbe molto scrivere su un sito come boxeringweb, forse qualcuno ne avrebbe pugilisticamente le proprietà, ma non ne sarebbe degno moralmente. Smetto di scrivere perché non accetto più un mondo di persone a cui basta sventolare la carota davanti per far loro cambiare opinione, di un mondo di voltagabbana e di servi sciocchi del potere che credono di essere furbi e vengono puntualmente fregati.
La vita continua e la mia sarà migliore senza dovermi occupare di queste piccolezze. A bordo ring ci andrò al Madison o all'MGM, in Italia mi pagherò il biglietto e mi accomoderò in tribuna quando ne varrà la pena.
Vittorio Parisi