Il terzo sesso sul ring
Inviato: lunedì 28 giugno 2010, 8:47
Spettabile redazione
vorrei fare qualche commento all'articolo di cui all'oggetto.
La prima osservazione è semantica: la trans si riferisce ad una persona transessuale da uomo a donna, il trans si riferisce ad una persona transessuale da donna ad uomo. L'osservazione non è marginale nella misura in cui se sono rarissime le trans che praticano il pugilato, numerosissimi sono i trans che fanno altrettanto.
Nell'articolo si parla di una eventuale trans non operata pugilatrice come di un'ipotesi remota, anzi, fantascientifica. Il futuro, allora, è tra di noi. Sono una transessuale non operata, indistinguibile dalle donne biologiche, istruttrice di pugilato della Federazione Pugilistica Italiana. Devo dire che la F.P.I. mi ha trattata sempre con garbo, rispetto e considerazione. Durante i corsi e gli stages faccio sparring con le altre donne, ma sono fuori età per il pugilato agonistico (ma non per la soft boxe). Ho il certificato medico B1 che mi da idonea per la pratica agonistica delle arti marziali (che è qiuello previsto per la soft boxe). Formalmente posso partecipare ad eventuali competizioni di soft boxe. Ma voi dove mi collochereste?Nel caso mio (come nel caso di Nong Toom) sarebbe impensabile farmi combattere con un uomo ma conosco delle trans che sarebbe impensabile far combattere con una donna.Il problema che avere sollevato è tutt'altro che marginale e teorico. Credo che sia risolvibile solo caso per caso in maniera logica. L'unica situazione che non presenterebbe problemi è quando le pugili fossero entrambe due trans...
Con simpatia,
Diana Nardacchione
Bella domanda!
L'articolo, a firma di Marco Ciampoli, solleva un problema abbastanza infrequente, ma non impossibile a verificarsi...Sinceramente, le dico che quando l'articolo mi é stato presentato, ho fatto presente all'estensore che le visite mediche sportive prevedono già l'esame inerente il sesso e infatti, lo scorso anno, destò molto scalpore la questione dell'ottocentista sudafricana dall'incerta appartenenza, che vinse i Mondiali in Atletica Leggera.
Il mio modestissimo parere é che le trans dovrebbero competere solo nel sesso stabilito dagli esami clinici, perché se é pur vero che esistono mille sfaccetature della questione, é anche vero che la "consistenza" atletica quasi sempre giocherebbe a vantaggio della trans rispetto alla donna o dell'uomo a vantaggio della trans. Per tale ragione, sono anche contrario alle competizioni trans vs. trans, perchè mi sembrerebbe una ghettizzazione delle stesse, con il pericolo di vedere trasformate competizioni sportive in eventi folkloristici, cosa che offenderebbe sia voi che lo sport.
Cordiali saluti.
Gualtiero Becchetti
vorrei fare qualche commento all'articolo di cui all'oggetto.
La prima osservazione è semantica: la trans si riferisce ad una persona transessuale da uomo a donna, il trans si riferisce ad una persona transessuale da donna ad uomo. L'osservazione non è marginale nella misura in cui se sono rarissime le trans che praticano il pugilato, numerosissimi sono i trans che fanno altrettanto.
Nell'articolo si parla di una eventuale trans non operata pugilatrice come di un'ipotesi remota, anzi, fantascientifica. Il futuro, allora, è tra di noi. Sono una transessuale non operata, indistinguibile dalle donne biologiche, istruttrice di pugilato della Federazione Pugilistica Italiana. Devo dire che la F.P.I. mi ha trattata sempre con garbo, rispetto e considerazione. Durante i corsi e gli stages faccio sparring con le altre donne, ma sono fuori età per il pugilato agonistico (ma non per la soft boxe). Ho il certificato medico B1 che mi da idonea per la pratica agonistica delle arti marziali (che è qiuello previsto per la soft boxe). Formalmente posso partecipare ad eventuali competizioni di soft boxe. Ma voi dove mi collochereste?Nel caso mio (come nel caso di Nong Toom) sarebbe impensabile farmi combattere con un uomo ma conosco delle trans che sarebbe impensabile far combattere con una donna.Il problema che avere sollevato è tutt'altro che marginale e teorico. Credo che sia risolvibile solo caso per caso in maniera logica. L'unica situazione che non presenterebbe problemi è quando le pugili fossero entrambe due trans...
Con simpatia,
Diana Nardacchione
Bella domanda!
L'articolo, a firma di Marco Ciampoli, solleva un problema abbastanza infrequente, ma non impossibile a verificarsi...Sinceramente, le dico che quando l'articolo mi é stato presentato, ho fatto presente all'estensore che le visite mediche sportive prevedono già l'esame inerente il sesso e infatti, lo scorso anno, destò molto scalpore la questione dell'ottocentista sudafricana dall'incerta appartenenza, che vinse i Mondiali in Atletica Leggera.
Il mio modestissimo parere é che le trans dovrebbero competere solo nel sesso stabilito dagli esami clinici, perché se é pur vero che esistono mille sfaccetature della questione, é anche vero che la "consistenza" atletica quasi sempre giocherebbe a vantaggio della trans rispetto alla donna o dell'uomo a vantaggio della trans. Per tale ragione, sono anche contrario alle competizioni trans vs. trans, perchè mi sembrerebbe una ghettizzazione delle stesse, con il pericolo di vedere trasformate competizioni sportive in eventi folkloristici, cosa che offenderebbe sia voi che lo sport.
Cordiali saluti.
Gualtiero Becchetti