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Risponde Gualtiero Becchetti

Inviato: lunedì 7 giugno 2010, 10:46
da admin
Gentili amici di Boxeringweb,
stanno per cominciare i campionati europei dilettanti a Mosca e dopo la rinuncia di Clemente Russo per un’infiammazione a un piede, la vedo abbastanza brutta, anche perché qualche giorno prima della partenza, proprio Damiani aveva detto in un’intervista a voi rilasciata che la presenza Russo era in dubbio perché dovrebbe girare un film. Che pronostici fate su questi campionati?
Grazie.


Caro lettore, sul malizioso riferimento che adombra riguardo alla rinuncia di Clemente Russo, non posso che attenermi a quanto ufficializzato dallo staff tecnico e medico azzurro, per cui, secondo me, l’ex-campione del mondo non può combattere in questo momento. Il torneo è già iniziato, mentre le rispondo, per cui sono relativamente avvantaggiato…
A mio parere, Roberto Cammarelle non ha avversari in grado di impensierirlo perché ha un’esperienza enorme (è al 5° Campionato d’Europa!), è fortissimo e per giunta la categoria è povera di talenti, come a livello professionistico, quindi…
Per quanto concerne gli altri, punterei su Valentino e Picardi per un torneo di alto livello e su Parrinello e Di Savino come dignitosi protagonisti. Sa qual è il vero e grande problema del dilettantismo italiano? Che già diversi anni fa avremmo fatto gli stessi nomi….

Spett.le Redazione,
trovo ottima l’idea di aprire uno spazio per dare voce ai lettori e quindi ne approfitto subito, chiedendo un vostro parere. Secondo me, dovrebbe essere liberalizzata totalmente l’età dei pugili, perché se uno è bravo a 50 anni, per assurdo, non è giusto debba smettere, mentre se non vale niente a 20 può combattere. Insomma, farei come in altre parti del mondo dove le barriere poste dalla Fpi non esistono.


Io invece sono contrario. E’ un parere personale, ma se sono favorevole a concedere, ad uno che vuole provare l’emozione del ring, di cominciare anche in età abbastanza avanzata, non mi convince la prospettiva di vedere molti over-40 sul ring. Uno può essere ancora forte e bravo e in grado di battere tanti giovani, ma i colpi che si ricevono lasciano segni molto più dannosi che non in verde età e per quanto inizialmente invisibili, alla lunga possono purtroppo diventare visibili…Il tempo e la natura hanno limiti che si possono spostare in avanti, ma non eliminare!

Caro Boxeringweb,
Perché il professionismo italiano è così in crisi? Possibile che non nascano più pugili di alto livello qui da noi, quando ne abbiamo avuti sino ad alcuni anni fa degli ottimi e in un passato più lontano alcuni addirittura fenomenali?


Domanda che richiederebbe una chilometrica risposta…Per sintetizzare al massimo e quindi peccando comunque di superficialità, le posso rispondere che, a mio parere, tre sono gli elementi più nocivi in questi anni per i professionismo nazionale:
1) La mancanza di reali possibilità di guadagni almeno soddisfacenti per chi vuole tentare l’avventura a torso nudo.
2) La concorrenza del settore dilettantistico che, garantendo ai pochi e migliori pugili azzurri cospicui introiti, di fatto non rende conveniente ai migliori talenti italiani di passare al professionismo, al contrario di quanto avveniva un tempo e tuttora accade nel resto del mondo.
3) La mancanza di personaggi che, come un tempo, avevano grande competenza, notevole prestigio internazionale e vera passione, per garantire alla Fpi un peso reale nel panorama mondiale.