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I problemi del pugilato italiano. Soluzioni e proposte.
Inviato: sabato 31 ottobre 2009, 11:19
da Bonaccorso
In homepage stanno apparendo ogni 2/3 giorni alcuni miei articoli sulle sigle mondiali, in totale questi articoli sono 5, già scritti ma cadenzati come pubblicazione in modo da dare tempo a tutti di leggerli con calma. Ma quello delle sigle non è certo un problema solo italiano e sicuramente è uno solo dei problemi del pugilato di casa nostra, inteso soprattutto come pugilato professionistico. Il Presidente Falcinelli ha più volte dichiarato che il 2010 sarà dedicato al rilancio del nostro agonizzante professionismo i cui problemi sono molteplici, dal mancato passaggio dei migliori dilettanti al professionismo al difficile rapporto con le televisioni, dalla cronica mancanza di risorse alla formazione sempre rinviata di una Lega Professionisti ecc ecc. Nello scorso week-end si è tenuto un convegno ad Assisi al quale il sottoscritto non ha potuto partecipare per impegni nonostante l'invito ricevuto dalla FPI. Le notizie provenienti dalla cittadina di San Francesco non sono però particolarmente positive e qualcuno parla di soldi inutilmente spesi per una occasione persa. Può darsi. Questo topic vuole essere uno spazio aperto per opinioni, suggerimenti, idee da parte della comunità pugilistica italiana, dal semplice tifoso all'addetto ai lavori. A voi il compito di essere propositivi al di là delle lamentazioni che, di per sè, nulla hanno mai risolto.
Re: I problemi del pugilato italiano. Soluzioni e proposte.
Inviato: sabato 31 ottobre 2009, 15:37
da Alce Nero
Ad Assisi si dice che il Workshop (ma non si faceva prima a chiamarlo "laboratorio"?) sia costato quasi 15.000 euro e dato che non vi hanno partecipato i principali esponenti del mondo professionistico italiano non si vede a che cosa servisse, se non a rilanciare l'ipocrita proposta Aiba che vuole fare quattrini spacciando dilettanti per professionisti e viceversa. Certo che in un momento in cui corre voce che le ruberie in Fpi ammontino a quasi 1.200.000 euro (e non é finita!), sarebbe stato meglio usare in altro modo quella cifra. Il professionismo italiano avrà un rilancio solo il giorno in cui i migliori dilettanti saranno STIMOLATI ad abbandonare la canottiera, dopo che nel dilettantismo avranno dato ciò che potevano, altrimenti Cammarelle, Valentino, Picardi, Russo, ecc. resteranno dilettanti a vita, pagati profumatamente per far vincere medaglie a chi dirige il carrozzone e in barba ai giovani, impossibilitati a sostenere il confronto con loro, veri professionisti di Stato a tempo pieno, uguali ai sovietici e ai tedeschi dell'Est di 30 anni fa. ...Il resto sono solo chiacchiere!
Re: I problemi del pugilato italiano. Soluzioni e proposte.
Inviato: sabato 31 ottobre 2009, 17:14
da Bonaccorso
In effetti è una cosa strana. Per anni si è dato addosso al falso dilettantismo di stato e poi quando gli altri, tranne Cuba, l'hanno abbandonato noi l'abbiamo adottato.
Re: I problemi del pugilato italiano. Soluzioni e proposte.
Inviato: sabato 7 novembre 2009, 20:49
da anacleto
per forza.
i nostri migliori atleti non passano professionisti e logicamente manca la materia prima cioè il pugile.
i motivi li sappiamo tutti.
la prima riforma da fare è questa: i nostri atleti possono passare al professionismo senza dover abbandonare il loro lavoro di militare, non ce n'è altre per cominciare.
poi ci vorrebbe che un imprenditore abbia voglia e investa soldi per pubblicizzare l'atleta, naturalmente ci vuole un tv che ci creda .
così come stanno credendo nei nostri dilettanti che fanno 8000 persone, ci vuole anche chi creda nei nostri professioni.
certo, i nostri professionisti devono essere competitivi se no non c'è speranza.
oppure si va avanti così con un pugilato amatoriale nettamente superiore a quello professionale, cosa che esiste solo a cuba., come giustamente sottolineato.
Re: I problemi del pugilato italiano. Soluzioni e proposte.
Inviato: martedì 10 novembre 2009, 17:39
da Alce Nero
La Fpi é allo sbando per le note e gravissime vicende economiche eppure al Workshop di Assisi sono stati spesi quasi 15000 euro e per cravatte da regalare ai Mondiali di Milano ne sono stati spesi 10000.
Sembrerebbe una barzelletta ma é così. Vogliamo rilanciare la boxe?
Re: I problemi del pugilato italiano. Soluzioni e proposte.
Inviato: martedì 10 novembre 2009, 22:13
da "X"
Lanciamogli indietro le cravatte...

Re: I problemi del pugilato italiano. Soluzioni e proposte.
Inviato: domenica 22 novembre 2009, 3:26
da Jacopo
Io sono nuovo al pugilato, sono entrato per la prima volta in palestra quattro anni fa, ne ho cambiate tre, ho fatto tante volte i guanti con gli agonisti, anche prima serie senza esagerare... Ora sto in pianta stabile in questa palestra da sei mesi, e al prossimo torneo esordienti mi butteranno dentro. Ho 26 anni.
Per quello che ho visto personalmente, scambiato con addetti ai lavori e capito in questi pochi anni, è che i talenti non mancano, come in nessun'altra parte del mondo.
Le strutture nemmeno, come in tutti i paesi sviluppati... Quello che manca, o è sfalsato secondo me (ma che si sta già lottando per correggere), è la mentalità.
Il pugilato è visto dalla massa piccolo-medio-alto borghese come uno sport violento, che spaventa le mamme e fa storcere il naso ai papà... Tutt'al più una cosa "da duri" alla rocky balboa <<che cos'hai ragazzo?...>> <<c'ho rrrrabbia!>> <<Ti va di mettere questa fottuta rabbia sotto contratto?>> Roba del genere.
In una società in preda al più cieco e inutile consumismo, l'idea di mettersi a stecchetto, faticare e sputare sangue ogni giorno per fare e farsi male, sembra una cosa impossibile.
Per quanto ne so io, il pugilato dovrebbe essere introdotto
nelle scuole (e già lo fanno, a Roma e a Napoli per esempio)... Al posto degli insegnanti di educazione fisica, assumere maestri di pugilato dico io. Ci sono diversi pugili nella mia palestra che vogliono tentare questa strada... Ce n'è uno che ha solo 6 incontri e già sta prendendo il diploma di aspirante... E non è detto che tra qualche anno io non segua il suo esempio (adesso spero che non si verifichi il fenomeno contrario, ossia troppi maestri e niente lavoro

).
Per quello che vedo ogni giorno, che vivo e che sento, il pugilato è in procinto di rinascere nel nostro paese. Non dimentichiamoci che fino a 40 anni fa, la boxe era popolare quasi quanto il calcio, riempiva i palazzetti (perchè, oggi a Roma con Petrucci che succede?) e appassionava la gente di ogni età ed estrazione sociale.
Oggi il benessere e la vita facile hanno allontanato pugilato dall'immaginario quotidiano delle persone, le palestre sono invase dagli amatori... (i docciaroli, come li chiama il mio maestro), o dalla muay thay kung kick full chin chong, con questi ragazzini che ti fanno lo sguardo da "mò te dò 'na ginocchiata...".
Questo è il male del pugilato: la gente che non lo pratica, la gente che lo pratica e spesso anche quella che lo gestisce.
Per guarire il pugilato, i genitori devono educare veramente i propri figli. Insegnandogli che nulla gli è dovuto, che devono guadagnarsi la vita con fatica, anzi che la fatica è inevitabile nella vita per essere felici, soddisfatti e in pace con sè stessi; e che il rispetto è la migliore arma per vincere (se rispetti il tuo avversario riuscirai a capirlo, e se lo capisci saprai anche capire come fargli male...

).
Ho detto la mia.
Re: I problemi del pugilato italiano. Soluzioni e proposte.
Inviato: domenica 22 novembre 2009, 15:11
da Alce Nero
Il pugilato é in un momento d'oro, per quanto riguarda i frequentatori delle palestre e il numero dei dilettanti. Purtroppo manca il campionissimo professionista che lo rilanci a livello mediatico. Sì, perché é inutile girare attorno alle questione: l'immagine della boxe la crea il campione professionista! Cammarelle e Valentino sono diventati campioni mondiali a casa loro...Allora? Dopo pochi giorni nessuno se ne ricordava neanche più. Le televisioni meno che meno. E Russo? Dobbiamo considerarlo per quello che fa sul ring o perché va alla Talpa? Anzi, come si legge nell'articolo di Crivelli sulla Gazzetta che ho trovato in home page, é davvero vergognoso che il presidente della Fpi entri in concorrenza con il professionismo facendo offerte cospicue a Russo perché rimanga dilettante (Ma cosa farà mai alle Olimpiadi di Lndra!) e non adoperando i soldi suoi, ma quelli dell'Aiba o della Fpi stessa.
Come si può pretendere il rilancio del professionismo quando addirittura un presidente delle Fpi di fatto ostacola il passaggio ad esso dei migliori dilettanti? Siamo tornati all'URSS...Polizia, Esercito e soldi pubblici del CONI: ecco il futuro da professionsiti di Stato dei nostri pochissimi pugili che verranno scelti!
E gli altri dilettanti? hanno scritto "giocondo" in fronte?
E l'Aiba? Ma quella ipocrisia é quella di travestire dei dilettanti da professionisti o dei professionisti da dilettanti, solo per riempire le proprie tasche e mettersi in concorrenza con i manager e i promoter che almeno rischiano di tasca propria?
Re: I problemi del pugilato italiano. Soluzioni e proposte.
Inviato: lunedì 23 novembre 2009, 0:56
da Jacopo
Molti professionisti (anche campioni nazionali in carica...) sono costretti a fare un secondo lavoro per sopravvivere. In America un prospect, un giovane talento ha sùbito la possibilità di allenarsi a tempo pieno. Migliori strutture, più séguito di pubblico, più soldi guadagnati e reinvestiti, promoters più influenti, grandissimi allenatori, pugili osannati (per quello che fanno sul ring, non per le trasmissioni televisive)... Tutto questo significa anche più giovani accattivati dal tentare la strada del professionismo. Significa, in senso lato, più possibilità per tutti i pugili di talento e buona volontà.
In Italia... I dilettanti stipendiati dalle forze armate hanno paura di perdere lo stipendio se passano professionisti... se Russo non dovesse sfondare in America, che fa, torna in Italia e si mette a fare il benzinaio allenandosi la sera? Non mi sembra il tipo, con tutto il rispetto e ha anche ragione. Non ci sono incentivi per passare al professionismo... Ci sono grandi promoter in Italia che fanno i salti mortali per far combattere i loro pugili (Buccioni, Cherchi, Paciucci): serate, incontri con i ragazzi, titolini... Niente, noi si deve faticare di più. I pugili italiani devono fare molti più sacrifici dei loro colleghi oltreoceano ma non solo, anche dei loro colleghi in Germania o Inghilterra molto probabilmente, anzi sicuramente. Per fare il pugile in Italia devi avere una volontà di ferro, questo è sicuro. L'appoggio non te lo dà nessuno. Mi domando, questa situazione torna utile al carattere dei pugili... O li fa arrivare stremati e stressati al combattimento...?

Re: I problemi del pugilato italiano. Soluzioni e proposte.
Inviato: lunedì 23 novembre 2009, 1:54
da anacleto
si. come dice giustamente alce nero se la fedrazione fa offerte a russo perchè resti tra i dilettanti è finita la storia.
comunque per rispondere ai quesiti:
al momento non c'è nessuno, e dico nessuno tra i primi 5 forse 10, pugili nella propria categoria.
i migliori nostri 2 atleti hanno perso ieri e l'altro.
l'età media dei professionisti italiani supera i 30 anni.
rimane bundu, ma lo sapete che ha 35 anni?
non c'e soluzione alcuna al momento al fatto che picardi, valentino, russo e cammarelle passino subito pro.
altrimenti boccheggeremo (per boccheggiare intendo nessun mondiale e pocchissimi europei) per altri, come minimo, 5 anni (ma saranno molti di più).
Re: I problemi del pugilato italiano. Soluzioni e proposte.
Inviato: lunedì 23 novembre 2009, 3:18
da Jacopo
Se mi permettete un po' di chiacchiera, io dei giovani vedo molto bene Cardarello (ha ottime prospettive secondo me, e grandi risorse soprattutto in termini di maturità, ed equilibrio psicologico), ma tutto dipenderà da come verrà indirizzato. Per restare a Roma c'è anche il talentuoso Buccheri, che però non ha ancora fatto un test valido... Purtroppo è sbagliato secondo me fantasticare di grandi fenomeni quando non ci curiamo neanche dei pugili che abbiamo già e che potrebbero fare strada. Noi italiani siamo così, un po' sognatori un po' grandi "lamentosi"... Spesso ahimè, facciamo un po' di tutto pur di non affrontare la realtà... Preferiamo aspettare il Pacquiao de noantri che scenda dal cielo tipo Ken il guerriero, che rispettare, consigliare e tutelare i nostri talenti, i pugili che si sono imposti sulla scena a suon di cazzotti, guanti d'oro e medaglie olimpiche e mondiali.
Questa è la realtà. Il problema non sono le palestre, i pugili, gli organizzatori... I problemi ce li abbiamo noi in testa

tutto qua. retaggio di una cultura fatta di espedienti, di intrallazzi, di arte di arrangiarsi. Senza il rispetto della verità e del merito altrui. Questo ci ha portati alla lunga a perdere il contatto con la realtà, secondo me. Ad acquistare una mentalità negativa, amara, da perdenti in partenza. Addirittura c'è chi boicotta proprio, nello stesso ambiente del pugilato. Chi rema proprio contro gli interessi dei propri atleti, non so se vi rendete conto.
Siamo pieni di pugili validissimi e affermati, con un potenziale stratosferico (e cito sempre e solo i romani, quelli della mia realtà, della mia città):
Spada, anche se la mezza pagliacciata con Zbik (mai visto Domenico così contratto e timido, neanche contro Oral), uno che non vale nemmeno la metà di Spada, è stata un tronco sulla strada per lui. Il match contro il tedesco è stato tutto baci e abbracci (soprattutto da parte di Zbik), ma sembra non essersene accorto nessuno... Insomma, sveglia! Ecco, non lo volevo dire e l'ho detto, se dovemo svejà, è finito il tempo di chiedersi "perchè", di piangersi addosso, di trovare scuse e colpe.
Petrucci... Bucetto è un grande pugile, se ne sono accorti in pochissimi... Ho incontrato una mia conoscente che è stata quasi a bordoring a vedere il match con Cruz, ha detto "mah, non mi è sembrato tanto forte..." <<Non ti è sembrato tanto forte??>> gli ho risposto... La gente è così, ormai in balìa delle apparenze... Se un pugile non fa i salti mortali carpiati sul ring, non è tanto forte... ma come? capisco che non ti intendi di pugilato, ma vedi uno che surclassa l'avversario per tutte le riprese e non te ne accorgi? Dici che non è tanto forte??
Il problema del pugilato italiano sono gli italiani e la loro mentalità contorta e malsana. Gli americani lo ammettono, i vari Mayweather, Mosley, Hopkins, lo dicono che combattono per i soldi... Però combattono davvero, e vincono. Noi manco quello. Diciamo che si fa per la passione dello sport, poi boicottiamo i nostri stessi atleti.
Il problema del pugilato qual'è?... Siamo noi il problema del pugilato.
Re: I problemi del pugilato italiano. Soluzioni e proposte.
Inviato: martedì 24 novembre 2009, 0:43
da Jacopo
Quello che intendo dire è che c'è un "immobilismo" molto difficile da smuovere. E non solo nel pugilato... Per paura, arroganza, diffidenza, pessimismo, e non so più neanche io perchè.

Re: I problemi del pugilato italiano. Soluzioni e proposte.
Inviato: lunedì 30 novembre 2009, 17:56
da Emagnum
Secondo me il problema principale stà alla radice, mi spiego:
in Italia tutti amano i pugili e sono pronti a lecchinarli, ma pochi (purtroppo) seguono davvero il pugilato, quindi non c'è notizia, ergo non c'è informazione.
Dunque, il ragazzetto di 13 anni non si iscrive ad una palestra di pugilato, e magari diventa un giocatore di calcio in Eccellenza, o operaio in una fabbrica, quando magari ha un potenziale inespresso da campione del mondo.
Poi ripeto..
Secondo me
Re: I problemi del pugilato italiano. Soluzioni e proposte.
Inviato: martedì 1 dicembre 2009, 1:11
da Jacopo
E' giusto quello che dici. Tutti hanno rispetto per la figura del pugile com'è normale e sacrosanto che sia, ma spesso è un rispetto un po' ostentato, come dici te, più servìle che spontaneo, come a dire "oh, nun me fà male..." ma un pugile lo sa benissimo che non deve farti male. E' un atleta, mica un maniaco.
Tant'è vero che i ragazzi, alla fine, vanno più verso i riflettori del calcio, che verso la fatica della palestra...
Moltissimi infatti sono i pugili italiani (Della Rosa, Spada, Di Silvio solo per citarne alcuni di succcesso) che prendono la via del pugilato come "ripiego" dopo aver tentato la carriera calcistica. Il mondo del calcio è sempre più appetibile per la sua risonanza mediatica: quindi direi, spostiamo un po' di più i riflettori sulla boxe, che sostiene indubbiamente dei valori più "alti" e sani di quelli dello stadio: benvengano le Talpe e le Buone Domeniche se servono a far parlare di questo sport.

Re: I problemi del pugilato italiano. Soluzioni e proposte.
Inviato: martedì 1 dicembre 2009, 1:19
da "X"
...E se invece delle cinture mettiamo in palio una Velina?
