"Big Cat" Cleveland Williams
Inviato: giovedì 16 marzo 2006, 22:17
Leggendo la struggente lettera pubblicata e commentata da Bonaccorso in Home page, mi è venuto in mente di scrivere queste quattro righe.
Su Cleveland "big cat" Williams. Nato ad Houston in Texas il 30/6/33. Esordito pro giovanissimo, a 18 anni e quasi 6 mesi. Combatteva nel profondo sud, Florida, Louisiana, dove mostrava di essere un buon prospect, dotato soprattutto di pugno e di una discreta tecnica. 27 match vinti consecutivamente, con 4 vittorie ai punti e tutti k.o. In neanche 2 anni. Con Omelio Agramonte come vittima principale, battuto ai punti. Carriera inquietante, tipica di un pugilato ricco, troppo, di talenti e disposto a buttarne qualcuno per troppa fretta e troppa indifferenza. A 20 anni, un'età in cui molti pugili devono ancora passare professionisti, "big cat" aveva già calcato 27 volte il ring, sempre per vincere. Salta al polo Ground per affrontare un abbordabile Sonny Jones e ci perde ai punti in 4 round. E' grezzo il ragazzo, selvatico grezzo. Arriva al quasi compleanno (21 compleanno9 e viene messo KO. Bob Satterfield è pugile di esperienza e pericolosità Ha già affrontato pugili come Lee Oma, Ezzard Charles, Archie Moore e Harold Johnson, Joey Maxim ed anche Jack La Motta ad inizio carriera.
Come sprecare un talento, appunto.
"Big Cat" va finalmente a combattere in casa, Texas, dove si rifà un nome, con altre 12 vittorie consecutive. Dopo la batosta con Satterfield , è stato fermo 2 anni. Si deve rifare una carriera da capo. Deve riacquistare fiducia e forma. Bob Albright, Dick Richardson e Howie Turner sono i più "in vista" sconfitti. Il picchiatore c'è ancora. C'è uno spauracchio che nessuno vuole incontrare e glielo mettono di fronte. E' un certo Charles "Sonny" Liston. Qualcuno azzarda sia il miglior massimo in giro. Il gattone lo affronta nell'unico modo che conosce. A viso aperto. E' un picchiatore, d'altra parte. Abituato a vincere o perdere, a viso aperto. Perde. Duramente. Ko in 3 round. poi dopo un anno , di nuovo, e di nuovo ko in 2 round. Liston è troppo forte. Troppo completo. Troppo cattivo.
E' veramente il migliore e lo dimostra spazzando via Patterson in un round. Meno del tempo cui ha resistito scambiando Williams.
Williams riprende. affronta ottimi pugili come Ernie Terrel, che travolge, alonzo Johnson, che sconfigge prima del limite, wayne Bethea, collaudatore durissimo, poi pareggia col talentuoso Eddie Machen. E' pugile di classe e di rendimento. Terrel si prende la rivincita in un contestato match, poi batte Daniels..... ed arriva la nemesi, un colpo di pistola. Ad un incrocio, da un ppoliziotto. Un colpo di 357 magnum all'addome. Gli spappola un rene e gli tolgono quasi un metro di intestino per salvarlo.... Non c'è ragione... si parla di un colpo partito per errore. Ma quanto resta di un pugile se gli piantano un proiettile come un dito nell'addome?
Quanto resta della sua forza, della sua resistenza, della sua fisicità, se ad un puncher duro, il più duro dopo l'orso Liston, tolgono un rene ed un lungo pezzo di intestino? Niente carne, niente digestione... sta fermo quasi due anni. Poi Ali gli concede LA CHANCHE. quella, che in realtà si giocò con il terribile Liston già due volte. E quel match, con la sensazione di Louisville, mi resta impresso nella mente. ero un ragazzo. Alì lo distrusse e lo ridicolizzò. troppo veloce, troppo agile, potente, cattivo. "Big cat" era fermo. Rigido di tronco, come sempre un pò. Ma senza quel nerbo che era sua caratteristica. Un pugile finito, che fece brutta figura nella sua chanche. Restai deluso, ma il grande giuseppe Signori, in un suo fondo, sempre lirico e puntuale, mi racconta la storia della revolverata..... e capisco che ho visto l'ombra del gatto selvaggio....
Lottò ancora per sei anni. Battuto anche da pugili modesti. Che in altri tempi.... non l'avrebbero sconfitto. bob cleroux, al jones, mc foster, al lewis, o' halloran, chuvalo....si ritira con in mano il titolo del Texas, moto di orgoglio, vinto contro Daniels. Un declino dovuto al fisico ed all'etrà. 39 anni. 21 vissuti sul ring fra i pro.
Quanti colpi, quante botte? troppe per un fisico debilitato e menomato.
Cede l'ultimo rene e Bonaccorso vi racconta la sua storia, triste. La dialisi, l'incidente stradale che lo uccide nel 99 a 66 anni. Giovane per morire. Sfortunato "big cat" Williams.
Un ottimo picchiatore. Un pugile sempre coraggioso. Un professionista.
Che gli resta, si chiede in home page Bonaccorso. Temo poco. La memoria è sempre una dote rara e di cui poco si fa sfoggio, soprattutto nel mondo dello sport. Che gli resta, ci chiede Bonaccorso . temo gli resti la straordinaria dignità che mostra nella lettera che l'adm. ci fa il dono di conoscere in home pag.
la dignità che nella boxe è compagna di avventura di tutti i suoi figli.
Devo dire che mi sento un pò male. Non mi ricordavo della storia di Big Cat Williams.
Su Cleveland "big cat" Williams. Nato ad Houston in Texas il 30/6/33. Esordito pro giovanissimo, a 18 anni e quasi 6 mesi. Combatteva nel profondo sud, Florida, Louisiana, dove mostrava di essere un buon prospect, dotato soprattutto di pugno e di una discreta tecnica. 27 match vinti consecutivamente, con 4 vittorie ai punti e tutti k.o. In neanche 2 anni. Con Omelio Agramonte come vittima principale, battuto ai punti. Carriera inquietante, tipica di un pugilato ricco, troppo, di talenti e disposto a buttarne qualcuno per troppa fretta e troppa indifferenza. A 20 anni, un'età in cui molti pugili devono ancora passare professionisti, "big cat" aveva già calcato 27 volte il ring, sempre per vincere. Salta al polo Ground per affrontare un abbordabile Sonny Jones e ci perde ai punti in 4 round. E' grezzo il ragazzo, selvatico grezzo. Arriva al quasi compleanno (21 compleanno9 e viene messo KO. Bob Satterfield è pugile di esperienza e pericolosità Ha già affrontato pugili come Lee Oma, Ezzard Charles, Archie Moore e Harold Johnson, Joey Maxim ed anche Jack La Motta ad inizio carriera.
Come sprecare un talento, appunto.
"Big Cat" va finalmente a combattere in casa, Texas, dove si rifà un nome, con altre 12 vittorie consecutive. Dopo la batosta con Satterfield , è stato fermo 2 anni. Si deve rifare una carriera da capo. Deve riacquistare fiducia e forma. Bob Albright, Dick Richardson e Howie Turner sono i più "in vista" sconfitti. Il picchiatore c'è ancora. C'è uno spauracchio che nessuno vuole incontrare e glielo mettono di fronte. E' un certo Charles "Sonny" Liston. Qualcuno azzarda sia il miglior massimo in giro. Il gattone lo affronta nell'unico modo che conosce. A viso aperto. E' un picchiatore, d'altra parte. Abituato a vincere o perdere, a viso aperto. Perde. Duramente. Ko in 3 round. poi dopo un anno , di nuovo, e di nuovo ko in 2 round. Liston è troppo forte. Troppo completo. Troppo cattivo.
E' veramente il migliore e lo dimostra spazzando via Patterson in un round. Meno del tempo cui ha resistito scambiando Williams.
Williams riprende. affronta ottimi pugili come Ernie Terrel, che travolge, alonzo Johnson, che sconfigge prima del limite, wayne Bethea, collaudatore durissimo, poi pareggia col talentuoso Eddie Machen. E' pugile di classe e di rendimento. Terrel si prende la rivincita in un contestato match, poi batte Daniels..... ed arriva la nemesi, un colpo di pistola. Ad un incrocio, da un ppoliziotto. Un colpo di 357 magnum all'addome. Gli spappola un rene e gli tolgono quasi un metro di intestino per salvarlo.... Non c'è ragione... si parla di un colpo partito per errore. Ma quanto resta di un pugile se gli piantano un proiettile come un dito nell'addome?
Quanto resta della sua forza, della sua resistenza, della sua fisicità, se ad un puncher duro, il più duro dopo l'orso Liston, tolgono un rene ed un lungo pezzo di intestino? Niente carne, niente digestione... sta fermo quasi due anni. Poi Ali gli concede LA CHANCHE. quella, che in realtà si giocò con il terribile Liston già due volte. E quel match, con la sensazione di Louisville, mi resta impresso nella mente. ero un ragazzo. Alì lo distrusse e lo ridicolizzò. troppo veloce, troppo agile, potente, cattivo. "Big cat" era fermo. Rigido di tronco, come sempre un pò. Ma senza quel nerbo che era sua caratteristica. Un pugile finito, che fece brutta figura nella sua chanche. Restai deluso, ma il grande giuseppe Signori, in un suo fondo, sempre lirico e puntuale, mi racconta la storia della revolverata..... e capisco che ho visto l'ombra del gatto selvaggio....
Lottò ancora per sei anni. Battuto anche da pugili modesti. Che in altri tempi.... non l'avrebbero sconfitto. bob cleroux, al jones, mc foster, al lewis, o' halloran, chuvalo....si ritira con in mano il titolo del Texas, moto di orgoglio, vinto contro Daniels. Un declino dovuto al fisico ed all'etrà. 39 anni. 21 vissuti sul ring fra i pro.
Quanti colpi, quante botte? troppe per un fisico debilitato e menomato.
Cede l'ultimo rene e Bonaccorso vi racconta la sua storia, triste. La dialisi, l'incidente stradale che lo uccide nel 99 a 66 anni. Giovane per morire. Sfortunato "big cat" Williams.
Un ottimo picchiatore. Un pugile sempre coraggioso. Un professionista.
Che gli resta, si chiede in home page Bonaccorso. Temo poco. La memoria è sempre una dote rara e di cui poco si fa sfoggio, soprattutto nel mondo dello sport. Che gli resta, ci chiede Bonaccorso . temo gli resti la straordinaria dignità che mostra nella lettera che l'adm. ci fa il dono di conoscere in home pag.
la dignità che nella boxe è compagna di avventura di tutti i suoi figli.
Devo dire che mi sento un pò male. Non mi ricordavo della storia di Big Cat Williams.