Il mal di gambe è bastardo. Mi prende quando mi rilasso o quando fatico troppo. Di rientro da un viaggio imprevisto in Puglia, ho pagato il fio.
e niente congresso sul dolore a Ravenna, in programma oggi pomeriggio.
Depresso che faccio?
Mi guardo un pò di match di pugilato.
Incuriosito da Paul Williams e la sua sfida a Margarito, ho messo su il match che portò Thomas Hearns alla prima corona della sua vita. Il match con Pipino Cuevas.
Il messicano non era certo un fuoriclasse. Anzi, era partito dalla posizione scomoda di "hunderdog". aveva addirittura esordito con un disastroso ko al 2 round, incassato da un certo Al Castro. e non era proseguita molto meglio. Sconfitte ai punti subite contro carneadi come Roman, Oropeza, Cruz, Delgado, facevano presagire una carriera da valoroso combattente messicano, forte e grezzo, generoso e tecnicamente sprovveduto e poco più. Poi la maturazione.. e la scelta di Angel espada, un portoricano sul trono WBA, di fare una difesa "comoda" contro un messicano grintoso ma poco più.
Cuevas ha sempre avuto le mani pesanti e al 2 round, il favoritissimo portoricano era kot. Era il 17 luglio del 76. Cuevas aveva 15 vittorie e 6 sconfitte nel suo carnet Poca roba. Poi qualcuno si accorse che Pipino aveva 19 anni. Era un ragazzino. Ed al suo esordio nei prof, il suo KO iniziale era stato subito a poco più di .... 14 anni.
Un bambino sul ring.
Angel spada tentò due volte di riprendersi la corona, ma il ragazzo di Santo Tomàs de los Platanos lo respinse per KOT al 12 e al 10 round. Non solo. Ma mise ko anche Tsujimoto, l'argentino Campanino (che ha combattuto anche i Italia) , il canadese di pelle nera Clyde gray, Harold weston, il nipote del grande Carmen Basilio Billy Backus, mormone, Pete Ranzany, Scott Clark, Harold Volbrecht..... Solo Randy Shields, talentuoso pugile americano, arrivò alla fine dei 15 round.
Il bambino messicano aveva messo su una reputazione notevole. Di pugile duro, dal destro pesante e fisicamente maturato.
ed arrivò la sfida con Hearns, the Motor City Cobra. Il lunghissimo talento di Detroit, che in 28 match, aveva ottenuto 28 vittorie , una sola ottenuta ai punti, contro l'esperto e solido Alfonso Hayman. Un "predestinato".
Molti oggi paragonano Williams ad Hearns, per l'altezza inusuale di Paul, simile al Cobra, per il pugno pesante e l'aura di campione che lo circonda.
Ecco perchè ho tirato fuori quel match.
E pur avendolo visto molte volte, mi sono accorto che ci si scorda delle sensazioni che un pugile da. Guardate questo match, è anche in rete su You-tube. Hearns pare un vero cobra, velenoso e incantatore e Cuevas improvvisamente pare uno spaurito ragazzo messicano alle prime armi. Impressionante la velocità del jab di Hearns. Fulminante il destro.
L'"esecuzione" al 2 round sembra proprio la rappresentazione del cobra indiano che colpisce il povero martin pescatore abbindolato dallo sguardo di brace ed ipnotizzato per il colpo mortale.
Non scherzo, guardatelo.... Cuevas da allora non è stato più lui. Era il 2 agosto dell'80. Cuevas aveva 23 anni. Ma era iniziato il suo declino. Stafford lo superò ai punti poi Roberto Duran lo demolì in un match violento, ma a senso unico. Il momento d'oro del ragazzo messicano, era terminato. La carriera no, proseguiva con più tonfi che successi fino all'89.
Non paragono Margarito a Cuevas. Pipino era più fragile sicuramente. Ma non paragono neanche Williams a Hearns. La velocità dei colpi di Hearns era straordinaria. Quesi disumana. Thomas è stato il più grande talento che abbia visto sul ring, ed il più grande spreco. Non per il mento di vetro. Ma per la mancanza di capacità di sfruttare le doti impressionanti che aveva. L'altezza, la potenza, l'allungo... avesse voluto solo vincere e non sempre mettere KO tutti, non avrebbe avuto avversari. Ma finiamo qui.
Williams non ha la folgore come Thomas. Vedremo contro Margarito un match molto atteso, come un tempo era atteso il match fra il giovane Cuevas e il cobra Hearns.
Mi ricordo che allora Fazi scrisse che era nato un pugile immenso. Oggi mi colpisce di più il fatto che era sfiorito un campioncino di 23 anni , da nove sul ring.
Vedremo se il prossimo Margarito-Williams saprà offrire emozioni come fecero i loro antenati. Thomas Hearns e Pipino Cuevas.
Ah, scriverò forse domani qualcosa di molto diverso sul secondo match che mi sono guardato, e che mi ha dato molte altre emozioni, non certo tutte positive, anzi. Un match anche questo visto più volte. Roberto Duran che affronta per la corona dei medi jr Davey Moore.
il motore del tempo. riflessioni sul pugilato che fu
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mi sono rimasti solo tre neuroni. E non sono neanche d'accordo fra di loro....
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ce ne sarebbero da dire Mante! anch'io riguardo volentieri i campioni degli anni '80,anzi credo che per la mia generazione sia una malattia perchè sono quelli che ci hanno fatto venire questo insano interesse per dei tizi che si picchiano
incredibile no? Hearns,Duran,Cuevas sono nomi che hanno fascino,e sarà anche proprio per via del motore del tempo,come hai detto bene tu,che ha reso i loro match dei classici,ma tutto quel talento è difficile da scordare
anche a me rivedere Hearns in azione fà un certo effetto:se fu l'unico nella storia a rovinare la faccia di Ray Leonard col jab,un motivo ci sarà;era un freak of nature,così alto e magrissimo,e ha vinto cinque mondiali e tenuto testa a tutti i migliori della sua epoca senza avere il benchè minimo concetto difensivo,semplicemente perchè la sua fase offensiva,come direbbe Arrigo Sacchi,era addirittura ciclonica
secondo me Hearns è uno che manda a carte quarantotto tutti i match di fantasia che ti vengono in mente;inutile dire se potrebbe battere questo o potrebbe perdere con quello:il fatto è che uno come Hearns potrebbe battere anche Lennox Lewis,e perdere contro un lightweight messicano di seconda tacca,e la cosa più incredibile è che anche una scienza come Emanuel Steward non è stata capace di inculcargli il significato della parola "difendersi";la sua difesa era l'attacco,l'attacco a spron battuto,con quell'assurdo jab frustato da sotto in su che nessuno riusciva a fermare
io credo che se fosse rimasto nei superwelter sarebbe diventato Mister 154 libbre,il re universale di questa categoria ibrida,ma indubbiamente l'attrattiva dei pesi medi e di una sfida contro l'unico big che gli mancava dev'essere stata enorme,e soprattutto dev'essere stata enorme la voglia di trovarsi davanti uno come Hagler e decidere scientemente di farci a cannonate
non aveva paura di niente,e questo atteggiamento spesso ha pagato,e qualche volta gli è stato fatale:incredibile come abbia perso la prima volta con Barkley,mentre stava dominando in lungo e in largo un pugile che gli era abissalmente inferiore,e anche gli scambi,vittoriosi,con Roldan sono stati una follia
Hearns è la variabile impazzita della fantaboxe
incredibile no? Hearns,Duran,Cuevas sono nomi che hanno fascino,e sarà anche proprio per via del motore del tempo,come hai detto bene tu,che ha reso i loro match dei classici,ma tutto quel talento è difficile da scordare
anche a me rivedere Hearns in azione fà un certo effetto:se fu l'unico nella storia a rovinare la faccia di Ray Leonard col jab,un motivo ci sarà;era un freak of nature,così alto e magrissimo,e ha vinto cinque mondiali e tenuto testa a tutti i migliori della sua epoca senza avere il benchè minimo concetto difensivo,semplicemente perchè la sua fase offensiva,come direbbe Arrigo Sacchi,era addirittura ciclonica
secondo me Hearns è uno che manda a carte quarantotto tutti i match di fantasia che ti vengono in mente;inutile dire se potrebbe battere questo o potrebbe perdere con quello:il fatto è che uno come Hearns potrebbe battere anche Lennox Lewis,e perdere contro un lightweight messicano di seconda tacca,e la cosa più incredibile è che anche una scienza come Emanuel Steward non è stata capace di inculcargli il significato della parola "difendersi";la sua difesa era l'attacco,l'attacco a spron battuto,con quell'assurdo jab frustato da sotto in su che nessuno riusciva a fermare
io credo che se fosse rimasto nei superwelter sarebbe diventato Mister 154 libbre,il re universale di questa categoria ibrida,ma indubbiamente l'attrattiva dei pesi medi e di una sfida contro l'unico big che gli mancava dev'essere stata enorme,e soprattutto dev'essere stata enorme la voglia di trovarsi davanti uno come Hagler e decidere scientemente di farci a cannonate
non aveva paura di niente,e questo atteggiamento spesso ha pagato,e qualche volta gli è stato fatale:incredibile come abbia perso la prima volta con Barkley,mentre stava dominando in lungo e in largo un pugile che gli era abissalmente inferiore,e anche gli scambi,vittoriosi,con Roldan sono stati una follia
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si, il ko subito da Duran fu brutale. Hearns si convinse ancora di più di potere travolgere chiunque, già che non ne fosse convinto per bene...fabio ha scritto:cosa dite del match Hearns vs Duran, uno dei ko più tosti che io abbia visto, hearns una furia scatenata, una mitragliatrice.
Il ko con Cuevas fu più... imbarazzante. Le movenze di Hearns ricordavano veramente l'attaco del cobra.
Dura cadere a faccia avanti era uno spettacolo impressionante.
doyle ha centrato la descrizione giusta per Hearns. "Variabile Impazzita dei fantasy match"...
Ma volevo ricordare anche un altro match, che ho visto lo stesso giorno. Roberto Duran contro Davey Moore.
Davey Moore era nato il 9 giugno del 59 e da subito aveva mostrato un talento importante. Ma Leon Washinghton, il suo trainer, aveva preteso subito troppo da lui. Pro a 21 anni, dopo 8 vittorie (senza nessun grosso nome) lo portò alla sfida mondiale. Moore vinse. Sconfisse Tadahasi Mihara per KOT. Il grande circo aveva trovato un nuovo fenomeno? Charlie Weir, Ayub Kalule (il danese d'uganda) e Gary Guiden furono spazzati via. Il ragazzo, ormai 24 enne, accettò la sfida di Roberto Duran, icona della boxe, già campione imbattibile dei leggeri e grande nei welter.
C'era una differenza di esperienza enorme. Eppure Moore era dato favorito. Se potete guardare il match, rifatelo. Fu un massacro. Moore fu demolito in modo spietato da un Duran inarrestabile ed affamato. Ma no è questo che colpisce. Ma la punizione che arbitro e secondi gli lasciarono infliggere. L'ottavo round è una tortura per chi ama la noble art.
Compito dei secondi è non mandare al massacro i propri pugili. I secondo di Moore si comportarono da incoscienti ed il ragazzo pagò un tributo tremendo.
Scomparve da allora la grande promessa della boxe. Moore sconfisse un altro giovane bruciato dalla fretta, Wilfredo Benitez, poi fu squalificato contro Acaries , ma fu il rude Buster Drayton a infliggergli un secondo stop definitivo. Per Ko. Seguirono altre vittorie poco importanti ed altre sconfitte dolorose fino alla morte prematura a 28 anni, in un bizzarro (e tragico) incidente automobilistico. Dawey Moore... un nome forse maledetto. 2 campioni del mondo lo hanno portato. il primo fu David (Davey) Moore, un bravissimo piuma, che prese il titolo al grande "kid" Bassey e lo perse per KO contro Ultimino Ramos, cubano naturalizzato messicano, incontro che lo vide finire in coma per un trauma cranico da colpo di nuca contro le corde, e quindi a quasi trent'anni, morire in una delle più toccanti tragedie del ring.
Si un nome sfortunato quello di Davey Moore. Ma a volte la sfortuna è aiutata. E si può travestire da cornerman inetti ed insensibili.
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già,era un match da fermare qualche minuto prima,però gli ultimi due round sono serviti ai fans di Duran per vedere il loro eroe ritornare improvvisamente,e in modo davvero impressionante,il terrore del ring che era nella sua categoria
un vero campionario di colpi micidiali,provocazioni e scorrettezze,con l'atteggiamento di chi non vuole solo vincere,ma punta a distruggere e umiliare il suo avversario,come fece Chavez anni dopo coll'Azteca stracolmo contro Greg Haugen,dopo l'infelice frase di quest'ultimo sui "tassisti di Tijuana"
il knock down in cui Moore finisce seduto all'angolo è degno del miglior Duran d'annata,della forza della natura che era un tempo
un vero campionario di colpi micidiali,provocazioni e scorrettezze,con l'atteggiamento di chi non vuole solo vincere,ma punta a distruggere e umiliare il suo avversario,come fece Chavez anni dopo coll'Azteca stracolmo contro Greg Haugen,dopo l'infelice frase di quest'ultimo sui "tassisti di Tijuana"
il knock down in cui Moore finisce seduto all'angolo è degno del miglior Duran d'annata,della forza della natura che era un tempo