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Perché non fare come in Germania?

Inviato: lunedì 26 febbraio 2007, 14:25
da bratan tzenov
Sinceramente non capisco perché in Germania hanno sponsor, soldi e attenzione dei media quando i loro pugili sono probabilmente peggiori dei nostri. Invito tutti a questa riflessione: perché in Italia non può succedere la stessa cosa? E' una questione di mentalità? Di difesa del singolo "orticello"? Di non fare le cose e vivacchiare così come viene? Tanto poi le spese le fanno i singoli pugili che, magari non protetti adeguatamente da manager senza scrupoli, finiscono la carriera con la faccia spaccata e le tasche vuote. Cosa si può fare per rendere il movimento più vicino ad una mentalità veramente imprenditoriale, così come ha fatto il calcio, il basket e la pallavolo, dove gira denaro, entusiasmo e visibilità mediatica?

Inviato: lunedì 26 febbraio 2007, 19:00
da Delmo
E' un giusto interrogativo il tuo..

A mio avviso alcuni dei motivi per cui non sarà mai possibile fare come in Germania sono i seguenti:

1) Disinteresse delle televisioni

2) Mancanto interesse da parte degli addetti ai lavori della potenzialità che Internet può avere per il pugilato. Un esemppio lampante è la totale assenza di siti dedicati alle varie scuderie e/o la possibilità di vedere gli incontri sul Web.

3) diatribe tipiche del bel paese tra vari organizzatori che per raccogliere quel poco che offre "il mercato" puntano su strategie controproducenti. Titolini inutili, pugili materasso, mancanza di rispetto per il titolo Italiano.
E' vero che anche in Germania abbondano i titolini e i "Ciccio formaggi" ma da noi quello che non funziona è questa sequenza:
Incontri d'esordio, test impegnativi, incontri per il titolo nazionale tra i migliori di categoria, ingresso nelle classifiche europee con esperienza e doti pugilistiche (e non grazie al marketing), affermazione all'Estero, copertura mediatica degli eventi, delle imprese o semplicemente della boxe in quento Sport.

4) Mancanza di tutele da parte delle alte sfere federali (non possiamo pretendere di crescere se i nostri pugili all'estero vengono considerati collaudatori), mancanza di tutela anche per quei pugili che per la pagnotta vanno a prenderle all'estero non essendo in condizione fisica/mentale e rischiando figuracce (vedi Aurino, Colajanni) o l'incolumità fisica (vi ricordate di Giovanni Nardiello)..

5) La mancanza di azioni dure nei confronti di chi si affilia all'estero (per limiti di età o condizioni fisiche precarie) ma soprattutto verso quelle nazioni che consentono queste cose.
Se Pinco Pallino ha 45 anni e 60 incontri alle spalle si affilia in Romania la Federazuione Italiana dovrebbe prendere seri provvedimenti nei confronti della sorella Rumena. A livello federale tutto ciò non esiste o per meglio dire, sembra sia sufficiente ritirare la licenza qua in italia per mettersi il cuore in pace.

6) La mancanza di informazione nelle scuole per l'ingresso di nuove leve.
Io abito nel Parmense ed il Rugby (sport non certo ricco ne amatissimo dalle premurosissime Resdore emiliane) ha un seguito notevole sin dall'infanzia, vi sono moltissimi bambini che giocano a Rugby ed il risultato frutto di un azione decennale (incontri a scuola, corsi informativi, stage gratuiti..ecc.ecc..) lo si vede ora anche ai livelli più alti...

Mi fermo qua che mi stanno sbattendo fuori dalla biblioteca..

Inviato: domenica 4 marzo 2007, 10:43
da emily
Visto che chi aveva aperto il topic ero io e chi mi rispondeva credo siano tutti qui, mi permetto di dare il link di dove in mymag avevo fatto la stessa domanda sul rapporto fra l'organizzazione italiana e tedesca, per vedere se siano nati nuovi spunti di discussione da allora.

http://www.mymag.it/forum/viewtopic.php?t=18631

Inviato: lunedì 5 marzo 2007, 10:53
da mirko
Credo sia un problema mediatico a cui segue il livello delle riunioni.
L'esempio lampante è il wrestling. Negli anni 80 furoreggiava, negli anni 90 è sparito dai palinsesti ma attenzione, non per un calo di ascolti, semplicemente perchè mediaset ha smesso di programmarlo (proteste delle associazioni genitori e altre amenità varie). In questi ultimi anni invece, quando italiauno e poi sportitalia ne hanno ripreso le redini la WWE, che non è una federazione fantoccio ma sa come muoversi, ha preso il suo circo e ha fissato della tournè in Italia, risultato: Palazzetti pieni e ascolti molto alti. la WWE ripeto si muove solo basi certe, non va allo sbaraglio rischiando il vuoto sugli spalti. Cosa possiamo dedurne: Wrestling e boxe possono essere accumunate proprio per l'aspetto a più match che si dipanano nel corso della "riunione", prerogativa di una serata dedicata a questi sport. Inoltre entrambi spesso attirano le ire dei benpensanti per la loro violenza. Analizzando 'andamento di come va una riunione di wrestling si nota che non abbiamo una serie di grandi match ma almeno uno deve garantire un livello tale da giustificare l'esborso di denaro da parte delle televisioni e quello del pubblico nel palazzetto. Inoltre tutto intorno c'è una forte cornice spettacolare che supporta il tutto. Riassumento, quando interverrà a tv la boxe ritornerà in alto ma la tv ha bisogno di garanzie di spettacolarità (ovviamente non portate all'eccesso come quelle dek wrestling ma l'idea è quella) e credibilità nel main event. In germania l'hanno capito talmente bene che adesso si possono permettere di avere riunioni addirittura mediocri tanto ormai sono "coperti" dall'aver creato un evento a prescindere: Valuev.