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White hope

Inviato: venerdì 1 dicembre 2006, 14:12
da Delmo
White hope...
Dopo il ritiro di Marciano la categoria dei massimi è stata dominata da atleti di colore, questo fatto dopo qualche anno ha creato una definizione "White hope" o speranza bianca..per quei massimi bianchi che riuscirono con più o meno successo a spezzare l'egemonia dei pugili neri.
Definizione nata da una rivendicazione razziale da parte dell'uomo bianco?
Reazione ai successi (soprattutto negli stati del Sud degli USA) di quei ragazzi nati in zone dove i rapporti sociali tra bianchi e neri erano ancora negli anni '60 rimasti alla situazione post-schiavile. Pensiamo ad Alì campione olimpico a cui fu proibito di entrare in un locale...
Le vittorie di questi ragazzi di colore fece storcere il naso ai bianchi?
"White hope" anche se pronunciato con leggerezza e senza nessun tipo di pregiudizio razziale ha un restogusto amaro..
Voi che ne dite?
Inoltre a quali pugili venne appiccicata addosso?
E quali pugili bianchi rifiutarono l'etichetta e quali altri la cavalcarono sfruttando la peggior cosa della definizione?

Inviato: venerdì 1 dicembre 2006, 15:46
da Bonaccorso
C'è un errore storico che fai Delmo: la definizione "The White Hope" risale al periodo in cui Jack Johnson conquistò il titolo mondiale dei pesi massimi. All'epoca fu addirittura istituito un campionato del mondo di razza bianca la cui storia assurda terminò con la vittoria di Jess Willard su Johnson.
Nel periodo successivo a Marciano, e soprattutto a Johansson, non dimentichiamolo, diversi pugili "godettero" dell'appellativo di "speranza bianca". Negli anni 60 furono diversi fra cui Jerry Quarry, poi ricordo in seguito Duane Bobick, Gerry Cooney e Gerrie Coetzee. Quest'ultimo fu quello che ci marciò un po', sfruttando anche il fatto di essere sudafricano, cioè di vivere in un paese dove l'apartheid era ancora in vigore.

Inviato: venerdì 1 dicembre 2006, 22:16
da Delmo
Grazie Vittorio, non sapevo la storia legata a Jack Johnson!
Pensavo fosse sorta più avanti... :)

Inviato: lunedì 26 febbraio 2007, 21:36
da Luigi1985
Bonaccorso ha scritto:C'è un errore storico che fai Delmo: la definizione "The White Hope" risale al periodo in cui Jack Johnson conquistò il titolo mondiale dei pesi massimi. All'epoca fu addirittura istituito un campionato del mondo di razza bianca la cui storia assurda terminò con la vittoria di Jess Willard su Johnson.
Nel periodo successivo a Marciano, e soprattutto a Johansson, non dimentichiamolo, diversi pugili "godettero" dell'appellativo di "speranza bianca". Negli anni 60 furono diversi fra cui Jerry Quarry, poi ricordo in seguito Duane Bobick, Gerry Cooney e Gerrie Coetzee. Quest'ultimo fu quello che ci marciò un po', sfruttando anche il fatto di essere sudafricano, cioè di vivere in un paese dove l'apartheid era ancora in vigore.


Anche Francesco Damiani era un " white hope", era veramente un bellissimo pugile technico con un buon punch, era alto ( 193 cm), buono mento... sarebbe meglio che andava a un promoter americano e 2 o 3 anni prima... ho visto i combattimenti dilettanti fra Damiani contro la leggenda cubana Teofilo Stevenson e contro Tyrell Biggs 1984 (una grande vergogna il verdetto) e i combattimenti professionisti contro Mercer, McCall, Emmen, ecc. , che peccato... :cry:

Inviato: lunedì 26 febbraio 2007, 23:16
da Bonaccorso
Probabilmente la vergogna cui ti riferisci risale al 1983. Nella finale delle Olimpiadi un verdetto per Biggs ci poteva pure stare, forse. Io ricordo ero per Damiani ma ero un tifoso. Ai mondiali precedenti invece fu veramente derubato.