non e poi così facile procurarsi infiammazioni..se lo facessi io sicuramente sì, ma per chi pesa più del sacco e lo sa fare con cognizione non c'è grande rischio..
Cmq, per la gioia di pepe

racconto del mio primo confronto con un'altra ragazza.
Noterete che il racconto è un po' lungo, perciò vi chiedo scusa sin dall'inizio..
Sabato 4 novembre sarei dovuta andare a Montecarlo per assistere al mondiale di Stefania..imprevisti e costi del biglietto hanno fatto saltare i programmi con mio grande rammarico ( il black out che ha colpito mezza Europa mi ha anche impedito di registrare proprio l'incontro di Stefania.....

). Questo però mi ha reso possibile disputare durante l'allenamento due round con una ragazza di Pavia che saltuariamente viene nella palestra di Voghera. Ho passato tutto sabato mattina cercando di tenere a freno l'adrenalina, la curiosità, un po' di agitazione e di impazienza...ma già dal giorno prima quando il maestro Livio mi ha dato la buona notizia mi sono calata nell'idea e nella preparazione psicologica..voi direte "Manco dovevi affrontare la finale per il titolo!" Avete ragione, ma che vi posso dire, era un mio grande desiderio provare a incrociare i guanti con una ragazza dopo che è un anno che ho a che fare solo coi ragazzi, perciò per me le ore prima dell' "evento" erano cariche di emozione!
Arrivo in palestra poco prima delle 16, il maestro come al solito apre sempre qualche minuto prima..mentre i miei compagni di allenamento si cambiano, io che sono già pronta inizio a mettere le fasce e il maestro, vedendomi un po' silenziosa, con due frasi in dialetto, sempre come al solito

, mi scioglie da un po' di tensione..dopo poco cominciamo con il riscaldamento, ma io ci sono e non ci sono, tant'è che alcuni miei compagni di allenamento che sapevano del mio stato psicologico, sorridevano bellamente sdrammatizzando la mia concentrazione a quanto pare molto evidente

Ogni volta che si apriva la porta la curiosità di girarmi a vedere chi fosse entrato era sempre mescolata da un filo di finto distacco, come se in realtà la cosa non mi toccasse..intanto mi chiedevo "Ma quand'è che arriva il gruppo di Pavia?!"
La mia preoccupazione di un eventuale "pacco" fu presto fugata..eccoli entrare..per ultima la ragazza..tra un giro di corsa e l'altro cerco di sbirciare il più possibile per cercare di inquadrarla, senza però farmi vedere troppo interessata..tanto so che anche lei mi starà squadrando..rimane vicino all'entrata, non si unisce a noi per il riscaldamento..

io senza riscaldamento non ci salirei sul ring! La prima impressione è buona, stazza e altezza sono simili..a dir la verità il maestro Livio ha detto che inizio ad essere un po' grossa per lei, in effetti due chili forse ci sono..non so perchè ma mi sento tranquilla, non ho paura, ma solo voglia che arrivi il momento..
Dopo la mezzora abbondante di riscaldamento, grondante come al solito ma ben carburata mi dirigo là dove so che devo andare, l'angolo del ring dove c'è la mensola coi cashetti. E' il momento di una seppur stringata socializzazione con l'altra ragazza, anche se un po' di comprensibile e non voluta ritrosia c'è da parte di entrambe..il momento della "vestizione" è quello più carico..ci si scaldano i muscoli, si sciolgono spalle e gambe, ci si concentra su se stessi e penso "Cavolo, finalmente ci siamo!"..guantoni da 14 once per "evitare danni" dice il maestro sorridendo..uffa che scomodità, mi rallenteranno i colpi..
poco prima di arrampicarsi su quel ring controllo tutto, che i lacci delle scarpe siano ben stretti, che i guantoni siano allacciati bene, che il caschetto stia ben fermo, che il paradenti sia comodo..che la testa sia sul collo e tra le orecchie..insomma tutti quei dettagli di per sè magari ridicoli, ma che in quel momento mi sembrano potranno determinare qualcosa..e soprattutto, devo farle capire che
io sono pronta.
Si accende la luce sul ring, si mette in funzione l'orologio-campanella che scandirà i tempi per tutto l'allenamento, le catene dei sacchi cominciano a tintinnare per i primi pugni ancora poco convinti..so che tanti staranno a guardare, è sempre così quando qualcuno fa guanti..figuriamoci tra due ragazze in una palestra che ha praticamente sempre visto soli uomini. Ma questo non mi preoccupa, anzi mi sarà utile sentire il parere degli altri su come andrà.."Su, forza!", aspettavo che lo dicesse, un cenno con la testa e scavalco le corde. "Due round da due minuti". Io salendo sul ring non so ancora niente di lei, nè da quanto si allena, nè se ha già fatto incontri, se è forte, se è veloce..Due round da due minuti..Alcune raccomandazioni prima di cominciare, le sento, annuisco, ma non le afferro..solo io, l'avversaria, un quadrato, la voce fuori campo e la campanella sovrana. Silenzio, anche le catene hanno smesso di tintinnare, anche le corde che sbattono ad ogni giro di polso sul pavimento non fano più rumore, ma il respiro diventa assordante nella morsa del caschetto..e l'
adrenalina si libera nelle vene. "Via!". I polmoni si riempiono pronti per i primi pugni...uno-due uno-due..l'ultimo destro penetra e mi sfiora tra naso e guancia..e allora una sensazione del tutto nuova per me..ecco che realizzo finalmente cosa sta succedendo, si rompe quella bolla che mi ovattava i sensi, ricordo cosa ho fatto fino all'allenamento del giorno prima, quanto ho atteso questo momento, quanto abbia voglia di viverlo, quanta
voglia ho
di fare bene..è un attimo e sento un calore nuovo che parte dal fondo dello stomaco e irrompe come una valanga..un'emozione magnifica, straordinaria,
mi sentivo padrona di me stessa, mi sentivo forte..come se fosse la prima volta, mi rendevo conto che stavo boxando. E non smisi.. non rallentai.. non mi stancavo di dare tutto..non mi stancavo di tenere per me il centro del quadrato.. fino alla fine..due round da due minuti..nemmeno mi accorgo del tempo che passa e presto è tutto finito.. giù, a continuare l'allenamento.
Mi sono divertita tantissimo ed è stata una grande soddisfazione quando il maestro Livio si è dichiarato contento. Alla fine, mentre si parlava con altri, ha detto sorridendo mettendomi una mano sulla spalla che sono "grama"

ma no, io non sono cattiva..
non ci provo sodisfazione a fare del male, non è quello che voglio, ma provo soddisfazione a fare bene e se questo coincide con un pugno che va a segno, allora non mi dispiace quando colpisco l'avversario. Credo che comunque sia giusto così. Ci vuole lo stesso coraggio per dare e incassare. Nessun rancore, nessuna finzione..anche se a molti sembra un comportamento ipocrita quando due pugili alla fine si abbracciano dopo "essersele date", ho provato quel giorno quanto sia un ennesimo sciocco luogo comune..se si è
corretti e "sinceri" sul ring, fuori dal ring gli avversari possono essere amici. Abbiamo chiaccherato un bel po' dopo e ho saputo che lei si allena da quattro anni, prevalentemente nella kick.
Ci siamo divertite tutte e due, perchè anche lei non ha nessuna ragazza del suo livello con cui fare guanti. Perciò ci siamo salutate con la promessa di incontrarci ancora sul ring!
Sono rimasta soddisfatta di come ho reagito alla situazione, temevo di rimanere bloccata dalla tensione essendo un qualcosa che sentivo molto, invece non è successo..ho fiducia nella mia
volontà, è il mio colpo vincente e per quanto possa sembrare un giudizio presuntuoso, arbitrario ed immaturo data la mia inesperienza, credo che saprò fare della mia volontà la volontà più forte

permettetemi un minimo di impertinenza e cocciutaggine, del resto la testardaggine e la fiducia nelle proprie capacità non devono mancare mai. Soprattutto ad un pugile, anche se ancora in fasce
Ora aspetto solo che arrivino altri round
