Trascrivo qui sotto la mia proposta di lettera o e-mail per candido cannavò.
Attendo commenti.
Gentile Dr Cannavò,
non le scriviamo per avere la nostra lettera pubblicata sulla Gazzetta dello Sport, ma per chiederle un aiuto.
Siamo un gruppo di appassionati di pugilato (fra di noi anche qualche attuale campione e qualche campione del passato) riuniti in un sitoweb e forum (indirizzo
www.nonsoloboxe.it) e, notando quanto Lei abbia fatto in questi mesi e anche prima, per moralizzare l’ambiente del calcio, ci chiedevamo se potevamo riuscire a sensibilizzarLa anche sui mali che affliggono il pugilato, che non sono purtroppo certo minori.
La boxe in genere, sport antico e pieno di valori e umanità, (e in cui le sole “veline” presenti sono quelle che reggono il cartellone dei round) è in una situazione atipica. Che valore avrebbe, per esempio, il titolo mondiale della Nazionale di calcio se altri enti oltre la FIFA avessero organizzato loro campionati e avessero come campioni, che so, il Brasile, il Paraguay o la Svezia? E’ quanto invece avviene nella boxe, al punto che la FPI nel suo statuto ha ritenuto di dover riconoscere ben 4 sigle mondiali professionisti ! Il peggio è che questi cosiddetti enti, la cui corruzione è stata provata al punto da avere avuto dei dirigenti incarcerati (vedi Bob Lee della IBF) hanno organizzato un marasma di sottotitoli assolutamente ridicoli. Se già non lo sa Le dirò che esiste anche un Titolo del Mediterraneo IBF, a cui concorrono fra gli altri pugili ungheresi o tedeschi, in un ridicolo totale disprezzo della geografia e della cultura. Nessuno muove un solo dito in questa situazione che offende l’intelligenza e la nostra passione, con la scusa che le televisioni vogliono un titolo in palio per assicurare la loro presenza. Televisioni che snobbano totalmente i veri incontri importanti per offrire match di bassissimo rilievo con commenti tecnici inadeguati, ormai, dal tempo del disimpegno di Rino Tommasi. La FPI dovrebbe difendere i Titoli Italiani da questa miriade di titolini senza senso e non lo fa, permettendo che pugili ed organizzatori se ne disfino a loro piacimento per inseguire queste altre “corone”. Ora addirittura una nota organizzatrice è alla testa di una nuova sigla femminile che non è riconosciuta dalla FPI, pur sedendo in un organismo della stessa FPI nella quale è stata eletta! Spesso i nostri pugili vengono opposti a vittime designate che arrivano da paesi in difficoltà e non è un caso che i nostri veri campioni del mondi risalgano a vent’anni fa. E pure la stampa (duole dirlo anche la Gazzetta che evita accuratamente i necessari distinguo sulle panzane degli organizzatori e trascrive i risultati anche con 5-6 giorni di ritardo!) ci mette del suo.
Nel settore dilettantistico è praticamente impossibile ottenere un verdetto combattendo ospiti di un’altra società. Oltre a violare qualsiasi principio di etica sportiva, questo fatto allontana i giovani dalle palestre, disillusi da tanta ingiustizia. Forse questo avrà purtroppo a che fare col fatto che chi organizza paga più tasse federali e ha “diritto” a un occhio di riguardo, certo è che è perfettamente inutile protestare per i verdetti che subiamo in campo internazionale (vedi Olimpiadi) grazie anche alle famigerate “scoremachine”, quando siamo i primi a dare il cattivo esempio, anche in campo professionistico.
Spero, dottore, che trovi il tempo di dare un’occhiata allo Statuto Federale che si trova sul sito della FPI (
www.fpi.it). Naturalmente si parla di principi generali di lealtà sportiva. Ma mi dica Lei se riesce a trovare in questo Statuto qualcosa che si riferisca alla possibilità di sfiduciare un Presidente o un Consiglio Federale. Per assurdo un Presidente potrebbe tenere le sue relazioni in sanscrito o esibirsi in capriole sul palco senza poter essere sfiduciato. Del resto l’attuale Presidente ha per prima cosa nominato un parente a capo della Nazionale dilettanti. Non che il parente in questione non sia persona valida, ma semplicemente è cosa non si fa avendone altre di livello a disposizione. Le Società indignate per questo stato di cose hanno paura a esporsi, temendo ritorsioni. Infatti le votazioni nell’Assemblea Nazionale si tengono per alzata di mano (se le immagini Lei fra centinaia di persone chi alza la mano, chi ce l’ha a metà, chi l’abbassa prima o dopo gli altri e chi conta?) tranne quelle dell’Assemblea che nomina le cariche ogni 4 anni.
Tutto questo, è bene ricordarlo, avviene sotto l’egida del CONI.
Il tennis ha vissuto per lunghi anni una situazione analoga e deficitaria anche sul piano dei risultati. Poi finalmente qualcuno è intervenuto. La boxe sul piano dei risultati, quelli veri, non sta messa meglio del tennis. E’ troppo sperare in un commissariamento?
Speriamo di non averLa disturbata troppo, dottore. Noi amiamo questo sport che, pur bistrattato e spesso insultato, conta molti appassionati e che quando va in televisione con l’evento giusto ha ottime percentuali di ascolto. Dobbiamo proprio lasciarlo morire per l’incapacità, se non peggio, di qualcuno?
Con i nostri migliori saluti