L'attacco alla boxe di la Repubblica
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Bonaccorso
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Questo è quanto ho scritto io ieri
Gentile Direttore,
scrivo per protestare dopo aver letto l'iniquo, disinformato e superficialissimo articolo di Eugenio Capodacqua sul pugilato.
Sfruttare la morte di un ragazzo per fare un'operazione molto simile allo sciacallaggio è indegno di un giornale come quello da Lei diretto. Un articolo serio non avrebbe certamente omesso i dati riportati dal Capodacqua ma avrebbe utilizzato anche le statistiche riguardanti tutto lo sport di èlite, calcio compreso, che sono molto più preoccupanti. E non avrebbe certo trascurato l'importanza sociale di uno sport che ha recuperato al mondo civile molte persone e che è praticato comunque da veri e leali sportivi , spesso per pura e semplice passione.
Articoli come quello di Capodacqua, che del pugilato dimostra di non conoscere nulla, sono puri inviti ad abbandonare un quotidiano sempre meno obbiettivo e circostanziato, pur avendolo io comprato fin dal primo giorno.
Distinti saluti
Vittorio Parisi
Gentile Direttore,
scrivo per protestare dopo aver letto l'iniquo, disinformato e superficialissimo articolo di Eugenio Capodacqua sul pugilato.
Sfruttare la morte di un ragazzo per fare un'operazione molto simile allo sciacallaggio è indegno di un giornale come quello da Lei diretto. Un articolo serio non avrebbe certamente omesso i dati riportati dal Capodacqua ma avrebbe utilizzato anche le statistiche riguardanti tutto lo sport di èlite, calcio compreso, che sono molto più preoccupanti. E non avrebbe certo trascurato l'importanza sociale di uno sport che ha recuperato al mondo civile molte persone e che è praticato comunque da veri e leali sportivi , spesso per pura e semplice passione.
Articoli come quello di Capodacqua, che del pugilato dimostra di non conoscere nulla, sono puri inviti ad abbandonare un quotidiano sempre meno obbiettivo e circostanziato, pur avendolo io comprato fin dal primo giorno.
Distinti saluti
Vittorio Parisi
Aboliamo i giornalisti? Spero che non debba mai succedere salvo qualche eccezione,purtroppo il Sig.Eugenio Capodacqua ha dimostrato di non essere debitamente informato su quello che scrive,ed in questo caso lo si dovrebbe censurare,detto personaggio spara a zero su uno sport di cui non conosce nulla e nello stesso tempo offende tantissimi appassionati e sportivi che chiedono solo di praticare lo sport che amano senza disturbare o togliere qualcosa a qualcuno.Sarebbe troppo facile per me argomentare una difesa ad oltranza della Noble Art,ma voglio chiedere al Sig.Capodacqua in nome di quale libertà si arroga il diritto di processare uno sport antico e nobile?Se lo fà in nome della libertà di esprimere opinioni,allora se capisce cosa vuol dire libertà ci lasci liberi di fare lo sport che vogliamo,si documenti e le sue offese le faccia ad altre persone che non siano gli sportivi della boxe,con queste forse io non acquisterò più il Vostro nobile ed antico quotidiano.
Distinti saluti.
Nicotra Rosario
Questo è invece quello che ho scritto io questa sera .
Distinti saluti.
Nicotra Rosario
Questo è invece quello che ho scritto io questa sera .
La Boxe finirà quando gli uomini nasceranno senza mani.
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Stefania Bianchini
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Non avendo in casa sufficiente "tecnologia" trascrivo di seguito, l'intero articolo di Claudio Colombo.orson ha scritto:Ho scritto anch'io a questo ciarlatano,anche se dialogare con tipi che hanno pregiudizi del genere è francamente inutile.
Qualcuno potrebbe postare l'articolo di Colombo?Sarebbe interssante leggerlo.
Aboliamo chi abolisce
E' sempre triste quando un pugile muore sul ring. E' giusto porci domande sul perchè sia successo e sul come si sarebbe potuto evitare.
Ma è altrettanto triste ascoltare le puntuali e dolenti voci di chi, con il senno di poi,agitando la lisa bandiera del luogo comune, chiede a gran voce l'abolizione del pugilato. E' accaduto anche stavolta, nella solita scia velenosa seguita alla morte del coreano Choi, ucciso da un'emorragia cerebrale una settimana dopo aver vinto un match e poi essere crollato al tappeto in stato d'incoscienza. Non si può negare che il pugilato sia uno sport duro, difficile e pericoloso. Non si può negare che facciano meditare le 500 morti avvenute in un secolo (cento anni!) di boxe. E' però altrettanto innegabile che la boxe, proprio perchè disciplina rischiosa, abbia cercato e trovato soluzioni per ridurre al massimo i rischi di danni alla salute per i suoi protagonisti, diventando tra l'altro un eccellente banco di prova per i progressi medici in campo sportivo.
Non è un caso che il CIO abbia sempre rimandato al mittente, con solidi argomenti a difesa, le ricorrenti richieste di abolizione della boxe dal programma olimpico.
Nella boxe professionistica sono stati introdotti controlli sanitari accuratissimi a monte (il pugile deve essere un atleta "perfetto") e non esiste federazione che autorizzi una riunione se non in presenza a bordoring di uno staff sanitario di pronto intervento.
Tutto questo rende il pugilato uno sport sicuro tanto quanto altre discipline.
Abolirlo "tanto per" sarebbe soltanto cedere alla banalità di chi, pur di non capire, preferisce cancellare.
Il maggior pericolo si trova nel momento della vittoria.
Napoleone I
Napoleone I