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Come già avevo preannunciato in un topic, apro qui uno spazio, spero nella sezione giusta, per commentare gli articoli in home page e in particolare vorrei sapere la vostra opinione su un dubbio che mi è venuto leggendo l'articolo di Vittorio sul "Bisogna sapere perdere".
Condivido quello che lui scrive, però volevo chiedervi perchè si cambia, secondo voi. Cioè, io parto dalle interviste che ho fatto, per la rivista Samurai, ai ragazzi della palestra Doria di Milano, tutti dilettanti, che hanno dichiarato che si apprenda più dalle sconfitte che dalle vittorie, che alla fine del match sono già in grado di fare un'autoanalisi e di cercare poi una conferma o un approfondimento con il maestro. Un'analisi non solo tecnica, ma soprattutto psicologica, del perchè non siano riusciti a controllare le emozioni, del perchè si sentissero troppo tesi, se mancasse la preparazione atletica ecc.
Mi chiedo: possibile che se si cresce assegnando alla boxe un valore così formativo, quando si diventi professionista possa cambiare tutto? oppure coloro che non sanno perdere erano così anche all'inizio, e dipende dal maestro?
Non so a voi, ma a me interessa molto, in questo periodo, proprio il salto che ci possa essere fra il dilettantismo e il professionismo: possibile che si parli quasi di due sport diversi?
Condivido quello che lui scrive, però volevo chiedervi perchè si cambia, secondo voi. Cioè, io parto dalle interviste che ho fatto, per la rivista Samurai, ai ragazzi della palestra Doria di Milano, tutti dilettanti, che hanno dichiarato che si apprenda più dalle sconfitte che dalle vittorie, che alla fine del match sono già in grado di fare un'autoanalisi e di cercare poi una conferma o un approfondimento con il maestro. Un'analisi non solo tecnica, ma soprattutto psicologica, del perchè non siano riusciti a controllare le emozioni, del perchè si sentissero troppo tesi, se mancasse la preparazione atletica ecc.
Mi chiedo: possibile che se si cresce assegnando alla boxe un valore così formativo, quando si diventi professionista possa cambiare tutto? oppure coloro che non sanno perdere erano così anche all'inizio, e dipende dal maestro?
Non so a voi, ma a me interessa molto, in questo periodo, proprio il salto che ci possa essere fra il dilettantismo e il professionismo: possibile che si parli quasi di due sport diversi?
So per certo che fortunatamente il "non saper perdere" non fa parte del bagaglio di tutti professionisti. Magari sarà così per Cantatore che, a suo dire, non ha perso giustamente con Spinelli, con Mavrovic, con Bretwhaite, con Nelson, con Jensen. Di occhi gli appassionati ne hanno però due e hanno visto benissimo chi le aveva date e chi le aveva prese. Molte volte il pugile che nega l'evidenza é quello più insicuro, più fragile e che ha bisogno di arrampicarsi lungo gli specchi per cercare un alibi al proprio fallimento, invece di bere la medicina amara sino in fondo e trovare un rimedio per il futuro. Se Cantatore ha attorno, come certamente ha, della gente che gli vuole bene, questa gli deve dire la verità e cioè che ha preso bruttissimi colpi, che si é battuto tatticamente come un ragazzino alle prime armi e che forse per lui andare ancora sul ring é pericoloso. Poi farà quello che vuole, ma chi vuole bene a un pugile deve dirgli la verità quando perde e non quando vince. In caso contrario, non capisce niente di boxe o peggio, non gli vuole bene.
- Doyle
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- Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 2:44
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a me sembra che le dichiarazioni di sportività fatte con le gambe sotto a un tavolo siano la solita aria fritta retorica per far contenti gli intervistatori;tutto bene sulla carta,ma perdere non piace a nessuno,soprattutto quando la vittoria e la sconfitta sono determinate da una giuria,come nel caso della boxe,e sinceramente ho qualche dubbio che anche il più bravo dei maestri possa inculcare in certe teste coriacee un po' di educazione sportiva
sarebbe meglio che gli sportivi fossero un po' meno ignoranti,che andassero a scuola qualche anno in più,come si usa fare nelle società di calcio che puntano sul vivaio,come l'Ajax in Olanda
e nel caso dei pugili,la situazione è ancora peggiore:la boxe fa miracoli nel recuperare potenziali disadattati,ma non può trasformare un somaro in un dottore,e i manager squali che ci sono in giro non contribuiscono certo positivamente in questo senso;Tyson era una specie di orango impazzito,e un orango è rimasto,anche a 40 anni,e tornando al calcio,Cassano rubava motorini e autoradio,e gli hanno dato 5 miliardi all'anno di stipendio a 19 anni
nel Bronx dicono questa cosa un po' forte:puoi togliere il negro dalla giungla,ma non la giungla dal negro
non sarà politically correct,ma temo sia vero,e Cassano (che pure negro non è),Adriano,Tyson,Duran e altri ne sono la triste conferma
per saper perdere bisogna avere la fortuna di essere persone decenti prima di tutto;hai visto Hatton? ha preso una batosta storica,ma non ha smesso di sorridere e di ringraziare i suoi fans,e non solo non ne ha perso nemmeno uno,ma di sicuro se ne è guadagnati di nuovi
sarebbe meglio che gli sportivi fossero un po' meno ignoranti,che andassero a scuola qualche anno in più,come si usa fare nelle società di calcio che puntano sul vivaio,come l'Ajax in Olanda
e nel caso dei pugili,la situazione è ancora peggiore:la boxe fa miracoli nel recuperare potenziali disadattati,ma non può trasformare un somaro in un dottore,e i manager squali che ci sono in giro non contribuiscono certo positivamente in questo senso;Tyson era una specie di orango impazzito,e un orango è rimasto,anche a 40 anni,e tornando al calcio,Cassano rubava motorini e autoradio,e gli hanno dato 5 miliardi all'anno di stipendio a 19 anni
nel Bronx dicono questa cosa un po' forte:puoi togliere il negro dalla giungla,ma non la giungla dal negro
non sarà politically correct,ma temo sia vero,e Cassano (che pure negro non è),Adriano,Tyson,Duran e altri ne sono la triste conferma
per saper perdere bisogna avere la fortuna di essere persone decenti prima di tutto;hai visto Hatton? ha preso una batosta storica,ma non ha smesso di sorridere e di ringraziare i suoi fans,e non solo non ne ha perso nemmeno uno,ma di sicuro se ne è guadagnati di nuovi
Come qualcuno del forum già sa, da 14 anni faccio sport da combattimento (full contact).
Personalmente i piccoli "salti di qualità" li ho fatti quasi esclusivamente dopo aver perso un match, guardando indietro e cercando di capire gli errori che avevo fatto per correggerli.
Se non ci si rende conto di quali sono i nostri limiti,come possiamo lavorare per superarli?
Cantatore questo non lo ha fatto, o almeno non ha dato a vedere di averci provato.
Che ricombatta o meno,se non si rende conto dei suoi errori non ha futuro.
Lui da solo non ci arriva,ma temo che anche chi gli sta attorno non abbia la personalità o la competenza per aiutarlo...
Personalmente i piccoli "salti di qualità" li ho fatti quasi esclusivamente dopo aver perso un match, guardando indietro e cercando di capire gli errori che avevo fatto per correggerli.
Se non ci si rende conto di quali sono i nostri limiti,come possiamo lavorare per superarli?
Cantatore questo non lo ha fatto, o almeno non ha dato a vedere di averci provato.
Che ricombatta o meno,se non si rende conto dei suoi errori non ha futuro.
Lui da solo non ci arriva,ma temo che anche chi gli sta attorno non abbia la personalità o la competenza per aiutarlo...
Ancora,sempre,ostinatamente.
Siamo proprio convinti che Tyson sia la regola e non l'eccezione?Doyle ha scritto:a me sembra che le dichiarazioni di sportività fatte con le gambe sotto a un tavolo siano la solita aria fritta retorica per far contenti gli intervistatori;tutto bene sulla carta,ma perdere non piace a nessuno,soprattutto quando la vittoria e la sconfitta sono determinate da una giuria,come nel caso della boxe,e sinceramente ho qualche dubbio che anche il più bravo dei maestri possa inculcare in certe teste coriacee un po' di educazione sportiva
sarebbe meglio che gli sportivi fossero un po' meno ignoranti,che andassero a scuola qualche anno in più,come si usa fare nelle società di calcio che puntano sul vivaio,come l'Ajax in Olanda
e nel caso dei pugili,la situazione è ancora peggiore:la boxe fa miracoli nel recuperare potenziali disadattati,ma non può trasformare un somaro in un dottore,e i manager squali che ci sono in giro non contribuiscono certo positivamente in questo senso;Tyson era una specie di orango impazzito,e un orango è rimasto,anche a 40 anni,
Io concordo invece con il maestro che mi disse che i cosiddetti ignoranti disadattati è molto raro che diventino dei bravi pugili, perchè non è possibile, dico in generale, diventarlo, se non ti controlli, se non impari una disciplina interiore, a studiare gli altri, insomma, tutto quello che voi sapete più di me che bisogna fare sul ring.
Non so Doyle, può darsi che le persone che abbia intervistato è che boxino siano degli orsi ammaestrati, però non me ne davano l'aria: erano studenti, impiegati, una psicologa, avevano fatto altri sport, mi sapevano di persone sincere, e mi sembra di avere abbastanza esperienza di vita e di persone da "saper intuire"anche dagli sguardi quando sono fasulle.
E poi, che Tyson sia un orango me lo devono ancora dimostrare, credo che se si legge il libro di Joyce Carol Oates su di lui, poi, vengano dei seri dubbi.
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michele.raffi
- Peso Piuma
- Messaggi: 600
- Iscritto il: domenica 23 settembre 2007, 20:31
- Località: Versilia
Anche io in genere ho fiducia negli altri però non credo che Tyson sia l'eccezione.
Non credo che sia una questione di cultura ma di carattere e di come si metabolizzano le sconfitte e, soprattutto, i momenti di gloria.
Credo sia difficilissimo per tutti e tipico solo di grandi personaggi arrivare a grandi traguardi e restare umili ben consapevoli che magari la sconfitta è dietro l'angolo.
Il successo è sì questione di applicazione, perseveranza e talento ma anche di occasioni e fortuna; chi ne è consapevole è un saggio ma di saggi in giro, per definizione, ce ne devono essere pochi.
Però dirlo e insegnarlo, come ha fatto Bonaccorso in Home page e decine di maestri nelle palestre, è giusto, utile e, di questi tempi, necessario.
Non credo che sia una questione di cultura ma di carattere e di come si metabolizzano le sconfitte e, soprattutto, i momenti di gloria.
Credo sia difficilissimo per tutti e tipico solo di grandi personaggi arrivare a grandi traguardi e restare umili ben consapevoli che magari la sconfitta è dietro l'angolo.
Il successo è sì questione di applicazione, perseveranza e talento ma anche di occasioni e fortuna; chi ne è consapevole è un saggio ma di saggi in giro, per definizione, ce ne devono essere pochi.
Però dirlo e insegnarlo, come ha fatto Bonaccorso in Home page e decine di maestri nelle palestre, è giusto, utile e, di questi tempi, necessario.
Eppure a vedere gli incontri dei dilettanti a me sembra che proprio non ci sia tutta questa animosità e non saper perdere, anche perchè sanno che devono portare più colpi possibili e che su questo saranno valutati, probabilmente non cercano neanche il colpo da ko, o non ce l'hanno ancora. Quando finisce l'incontro si percepisce il cameratismo e il rispetto per l'avversario.Niente a che vedere con quel che succede nei campetti di calcio, per esempio, altro che Ajax, basta leggere nel forum apposito.
Ho saputo poi che ai recenti campionati assoluti dilettanti, a Bologna, l'albergatore si è congratulato con i dirigenti per l'educazione dei ragazzi che erano ospitati lì, niente a che vedere, a suo dire, con il soggiorno delle pallavoliste, che gli avevano mezzo demolite le camere
Mi sto chiedendo se il dilettantismo nella boxe e il professionismo non siano cose diverse, invece....
Ho saputo poi che ai recenti campionati assoluti dilettanti, a Bologna, l'albergatore si è congratulato con i dirigenti per l'educazione dei ragazzi che erano ospitati lì, niente a che vedere, a suo dire, con il soggiorno delle pallavoliste, che gli avevano mezzo demolite le camere
Mi sto chiedendo se il dilettantismo nella boxe e il professionismo non siano cose diverse, invece....
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purtroppo sì,non ci sarà nessuna rivincitaemily ha scritto:Fatemi capre, per piacere: Miranda è passato di categoria? non è più un peso medio e quindi è scongiurata la rivincita con Abraham?
Emily interessata
Miranda faceva fatica a rimanere al limite delle 160 libbre,e dopo averne prese cento e una da Kelly Pavlik è passato nei supermedi,insomma si è concesso tre chiletti abbondanti in più
...e i risultati si vedono!
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Bonaccorso
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