Mi esprimo sul ciclo e solo su quello, cosa avesse la Galassi non lo so. Il ciclo non è un problema già a livello dilettantistico (in generale a livello sportivo e poi negli sport da ring), non lo è nel professionismo.Bonaccorso ha scritto:L'argomento è se vogliamo delicato. E forse inelegante fare supposizioni. A onore del vero e della Galassi va detto che queste cose lei non le ha dette, ma sono gradatamente venute fuori per bocca di altri. A volte però non succede che un ciclo sballi? E forse sui tre round un problema similie si sente meno, che ci dite a proposito?
Se l'ipotesi è resistere per + round, l'allenamento stesso ti porta a non sentirle + oltre che in quel periodo diventi anche + reattiva, oltre che esistono metodi farmaceutici (vedasi pillole, anelli vaginali e cerotti) per controllare, cioè posticipare, anticipare o bloccare il ciclo a piacimento a seconda delle proprie esigenze di ritmi di vita, le ballerine professioniste è cosa nota che lo fanno da tempo.
Ora non è detto che tutte le sportive ricorrano a queste metodologie, ma un ciclo non può in nessun caso avere influenza sulla prestazione, che sia controllato o che sia casuale, se arrivi ad un certo livello, ma già dopo 8 mesi di allenamento.
Se il ciclo è molto problematico, si è o meno delle sportive, si ricorre ai metodi che ho citato sopra proprio come terapia, al di là di quello che si fa nella vita, compresa la casalinga.
La donna costretta a casa cn il ciclo doloroso e sfiancante è purtroppo solo il risultato, oggi, di superficialità nel correre ai ripari. Sono infatti anni che la ginecologia si è evoluta in questo senso.
Buona Pasquetta
