Abbiamo un problema
Moderatori: Bonaccorso, kinchen, mirko
Abbiamo un problema
Intervistando i pugili neopro per boxe ring mi sono accorto che la situazione da noi non potrà mai essere rosea quanto a campioni o bacino di presunti tali per il semplice motivo che l'età di questi ragazzi è troppo alta. Non è possbile arrivare a 28 anni e aver combattuto al massimo 6 incontri da PRO, spesso e volentieri con materassi. Così non si va da nessuna parte.
Qualcuno mi può illuminare sul punteggio necessario per passare da dilettante a pro? Se c'è un limite d'età? Io credo si debba partire da qui per presentare al mondo atleti italiani di livello. Tra l'altro è una cosa di cui ne beneficerebbe prima di tutti il pugile stesso. Insomma se un atleta di valore nella boxe è costretto a lavorare per mantenersi è anche perchè a 30 anni si trova a combattere quando va bene per un titolo italiano! Ma scherziamo. Un pugile a 23/24 inizierebbe a guadagnare buone borse se combattesse per titoli importanti perchè sarebbe passato PRO magari già a 20 anni e questo influenzerebbe sicuramente la gestione della sua vita lavorativa e della sua carriera. Tra l'altro la maggior parte di questi ragazzi inzia a fare boxe molto giovane, com'è possibile che ci metta minimo 10/15 anni per fare il salto? Eppure la possibilità di fare attività agonistica c'è, ma se uno deve accumulare una quantità improba di punti per lasciare i dilettanti è chiaro gli anni passano.
Qualcuno mi può illuminare sul punteggio necessario per passare da dilettante a pro? Se c'è un limite d'età? Io credo si debba partire da qui per presentare al mondo atleti italiani di livello. Tra l'altro è una cosa di cui ne beneficerebbe prima di tutti il pugile stesso. Insomma se un atleta di valore nella boxe è costretto a lavorare per mantenersi è anche perchè a 30 anni si trova a combattere quando va bene per un titolo italiano! Ma scherziamo. Un pugile a 23/24 inizierebbe a guadagnare buone borse se combattesse per titoli importanti perchè sarebbe passato PRO magari già a 20 anni e questo influenzerebbe sicuramente la gestione della sua vita lavorativa e della sua carriera. Tra l'altro la maggior parte di questi ragazzi inzia a fare boxe molto giovane, com'è possibile che ci metta minimo 10/15 anni per fare il salto? Eppure la possibilità di fare attività agonistica c'è, ma se uno deve accumulare una quantità improba di punti per lasciare i dilettanti è chiaro gli anni passano.
mirko "the moviemaker"
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
abbiamo un problema
ora,o già da un pò di tempo
io penso che la cosa principale siano i soldi
pertanto, i ragazzi scelgono sport dove si può guadagnare
è vero, scoprono la boxe anche a 30 anni, ma da dilettante
figurati il professionismo
quei pochi forti che ci sono, vanno in nazionale e ci rimangono sino al termine perchè lì stanno bene, poi, magari passano prof. a 28 anni
questo che tu hai sollevato è un grosso problema, ma stai tranquillo, se girassero più soldi anche nella boxe, ci sarebbero più pugili a praticare
ora,o già da un pò di tempo
io penso che la cosa principale siano i soldi
pertanto, i ragazzi scelgono sport dove si può guadagnare
è vero, scoprono la boxe anche a 30 anni, ma da dilettante
figurati il professionismo
quei pochi forti che ci sono, vanno in nazionale e ci rimangono sino al termine perchè lì stanno bene, poi, magari passano prof. a 28 anni
questo che tu hai sollevato è un grosso problema, ma stai tranquillo, se girassero più soldi anche nella boxe, ci sarebbero più pugili a praticare
Due sono i tipi di conoscenza. O si conosce una materia in prima persona o si sa come trovare le informazioni al riguardo.


-
alexkrycek
- Peso Paglia
- Messaggi: 56
- Iscritto il: lunedì 14 maggio 2007, 21:56
- Località: Monza
Quello sollevato da Mirko è un problema reale, ma secondo me non il più grave della boxe italiana.
Per provare a sintetizzare all'estremo, secondo me il problema più grave è che non c'è nessuno che ci crede, che abbia l'insieme di passione e competenza necessarie per realizzare le imprese necessarie a rilanciare il movimento.
Prendiamo l'esempio della Germania: 15-20 anni fa il pugilato in Germania era morto, letteralmente.
Poi, tra gli altri, un paio di signori di nome Kohl e Sauerland si sono messi di buzzo buono e hanno provato ad immaginare un piano di medio e lungo periodo, usando come pionieri pugili non certo entusiasmanti come i signori Maske o Rocchigiani.
Poi sono stati tesserati ed affiliati pugili di nazionalità estera, che hanno trovato in Germania condizioni favorevoli per allenarsi ed in cambio hanno riempito le palestre: Dariusz Michalczewski è polacco, mica tedesco.
Si è costruita la carriera di pugili con avversari magari comodi, i soliti Tom, Dick e Harry, ma non i materassi dell'est europeo, pseudo calciatori di nome Zoltan, Lajos e Dimitri. Poi si è cominciato ad ingaggiare avversari sul viale del tramonto ma dal passato glorioso, che potevano fare da buoni collaudatori e che potevano dare un po' di lustro al record.
Intanto la televisione comincia ad accorgersi, si creano appuntamenti con cadenze regolari, un calendario degli incontri (quello che ancora predicava sulle colonne di Boxering 15 anni fa il compianto Umberto Branchini).
Ed ecco l'occasione: riescono ad ingaggiare Charles Williams e a farlo sfidare da Maske per il titolo dei mediomassimi. Maske, che non è un fenomeno, è mancino e non picchia (un mancino che non picchia, e come lo venderesti in America??), ma è un signor tecnico, strappa il verdetto e fa il miracolo. Ti inanella una interminabile serie di vittorie con pugili di medio calibro, però serve a creare il personaggio, che viene intervistato in tv, sul quale vengono girati documentari, che danno modo di capire che il pugilato è uno sport duro ma non per questo deve essere popolato da gente necessariamente rozza.
Arriva la sconfitta contro il campione Hill, però ecco che subito la Germania si vendica con Michalczewski, nel frattempo diventato per tutti "la tigre".
Nascono i mondiali fatti in casa con Rocchigiani, con palazzetti pieni fino all'orlo e tv che fanno a gara per prendersi i diritti. Nascono le palestre, nascono le colonie anche rivali, e nel frattempo le palestre si riempiono sempre di più...di tedeschi? Molto più di turchi, ungheresi, ucraini. Toh, gli ucraini...tra questi due fratelli scultorei, Wladimir e Vitali che faranno soldi a palate ben oltre il loro reale valore (comunque buono).
Va beh, il resto è storia. Ed è il risultato di un piano di lungo periodo, di un INVESTIMENTO.
Qui in Italia: la colpa è delle tv che non ci credono, dei soldi che non ci sono, della stampa che non segue, della mancanza del pugile icona che può servire per trascinare i ragazzi nelle palestre, del calcio che tutto risucchia.....ma c'è qualcuno che crede davvero a questo sport e che è disposto a porre le basi per risultati che si vedranno magari tra vent'anni?
No. Noi italiani non abbiamo la mentalità del lungo periodo, noi prendiamo quello che c'è da prendere adesso: pochi, maledetti e subito.
Ci eravamo anche noi creati i nostri titoletti casalinghi (qualcuno ricorda la WBU e le sue pagliacciate?) e buoni pugili come Piccirillo, Duran, o Branco
venivano spacciati in prima serata su Raidue come campioni del mondo. Succedeva nel 2000, non trent'anni fa. Ma anche lì la voglia di arraffare fece strafare e i risultati si sono visti.
In Italia, il periodo d'oro era fatto di atleti che erano bambini nell'immediato dopoguerra, che avevano fame almeno grande quanto i loro sogni.
Oggi la fame non c'è come allora, per fortuna, e i tempi sono cambiati almeno per noi italiani. Ma c'è un sacco di gente, un sacco di ragazzoni marocchini, nigeriani, atleticamente dotati che nessuno ha voglia di portare in palestra per vedere se per caso...ma no, molto meglio stare qua a litigare per decidere se farli entrare o meno (quando sono già dentro) o per dargli il voto, in questo paese di finte promesse.
L'Italia aveva un patrimonio pugilistico invidiabile un tempo, poi è stato dilapidato. Colpa del benessere? Solo in parte. Più probabilmente colpa del fatto che i "figli" professionali dei grandi Branchini, Sabbatini, Spagnoli non sono mai nati o hanno preferito fare altro.
Bisogna ricominciare da capo, bisogna investire energie tempo ed entusiasmo: non pensate che la gente preferirebbe vedere Aurino contro Cantatore, invece che mettere Aurino di fronte a un pugile vero una volta ogni 3 anni e Cantatore a parlare con l'arbitro ogni volta che l'avversario (valido o meno che sia) lo colpisce? Certo, nel breve forse si fa qualche euro in più così. Ma siamo già al fondo della bottiglia. E per come stanno le cose, non me lo vedo proprio nei prossimi cinque anni un pugile promettente a spasso con una Velina di Striscia.
Scusate, ogni tanto perdo il dono della sintesi. Spero, almeno non del tutto, quello dell'obiettività.
Alex
Per provare a sintetizzare all'estremo, secondo me il problema più grave è che non c'è nessuno che ci crede, che abbia l'insieme di passione e competenza necessarie per realizzare le imprese necessarie a rilanciare il movimento.
Prendiamo l'esempio della Germania: 15-20 anni fa il pugilato in Germania era morto, letteralmente.
Poi, tra gli altri, un paio di signori di nome Kohl e Sauerland si sono messi di buzzo buono e hanno provato ad immaginare un piano di medio e lungo periodo, usando come pionieri pugili non certo entusiasmanti come i signori Maske o Rocchigiani.
Poi sono stati tesserati ed affiliati pugili di nazionalità estera, che hanno trovato in Germania condizioni favorevoli per allenarsi ed in cambio hanno riempito le palestre: Dariusz Michalczewski è polacco, mica tedesco.
Si è costruita la carriera di pugili con avversari magari comodi, i soliti Tom, Dick e Harry, ma non i materassi dell'est europeo, pseudo calciatori di nome Zoltan, Lajos e Dimitri. Poi si è cominciato ad ingaggiare avversari sul viale del tramonto ma dal passato glorioso, che potevano fare da buoni collaudatori e che potevano dare un po' di lustro al record.
Intanto la televisione comincia ad accorgersi, si creano appuntamenti con cadenze regolari, un calendario degli incontri (quello che ancora predicava sulle colonne di Boxering 15 anni fa il compianto Umberto Branchini).
Ed ecco l'occasione: riescono ad ingaggiare Charles Williams e a farlo sfidare da Maske per il titolo dei mediomassimi. Maske, che non è un fenomeno, è mancino e non picchia (un mancino che non picchia, e come lo venderesti in America??), ma è un signor tecnico, strappa il verdetto e fa il miracolo. Ti inanella una interminabile serie di vittorie con pugili di medio calibro, però serve a creare il personaggio, che viene intervistato in tv, sul quale vengono girati documentari, che danno modo di capire che il pugilato è uno sport duro ma non per questo deve essere popolato da gente necessariamente rozza.
Arriva la sconfitta contro il campione Hill, però ecco che subito la Germania si vendica con Michalczewski, nel frattempo diventato per tutti "la tigre".
Nascono i mondiali fatti in casa con Rocchigiani, con palazzetti pieni fino all'orlo e tv che fanno a gara per prendersi i diritti. Nascono le palestre, nascono le colonie anche rivali, e nel frattempo le palestre si riempiono sempre di più...di tedeschi? Molto più di turchi, ungheresi, ucraini. Toh, gli ucraini...tra questi due fratelli scultorei, Wladimir e Vitali che faranno soldi a palate ben oltre il loro reale valore (comunque buono).
Va beh, il resto è storia. Ed è il risultato di un piano di lungo periodo, di un INVESTIMENTO.
Qui in Italia: la colpa è delle tv che non ci credono, dei soldi che non ci sono, della stampa che non segue, della mancanza del pugile icona che può servire per trascinare i ragazzi nelle palestre, del calcio che tutto risucchia.....ma c'è qualcuno che crede davvero a questo sport e che è disposto a porre le basi per risultati che si vedranno magari tra vent'anni?
No. Noi italiani non abbiamo la mentalità del lungo periodo, noi prendiamo quello che c'è da prendere adesso: pochi, maledetti e subito.
Ci eravamo anche noi creati i nostri titoletti casalinghi (qualcuno ricorda la WBU e le sue pagliacciate?) e buoni pugili come Piccirillo, Duran, o Branco
In Italia, il periodo d'oro era fatto di atleti che erano bambini nell'immediato dopoguerra, che avevano fame almeno grande quanto i loro sogni.
Oggi la fame non c'è come allora, per fortuna, e i tempi sono cambiati almeno per noi italiani. Ma c'è un sacco di gente, un sacco di ragazzoni marocchini, nigeriani, atleticamente dotati che nessuno ha voglia di portare in palestra per vedere se per caso...ma no, molto meglio stare qua a litigare per decidere se farli entrare o meno (quando sono già dentro) o per dargli il voto, in questo paese di finte promesse.
L'Italia aveva un patrimonio pugilistico invidiabile un tempo, poi è stato dilapidato. Colpa del benessere? Solo in parte. Più probabilmente colpa del fatto che i "figli" professionali dei grandi Branchini, Sabbatini, Spagnoli non sono mai nati o hanno preferito fare altro.
Bisogna ricominciare da capo, bisogna investire energie tempo ed entusiasmo: non pensate che la gente preferirebbe vedere Aurino contro Cantatore, invece che mettere Aurino di fronte a un pugile vero una volta ogni 3 anni e Cantatore a parlare con l'arbitro ogni volta che l'avversario (valido o meno che sia) lo colpisce? Certo, nel breve forse si fa qualche euro in più così. Ma siamo già al fondo della bottiglia. E per come stanno le cose, non me lo vedo proprio nei prossimi cinque anni un pugile promettente a spasso con una Velina di Striscia.
Scusate, ogni tanto perdo il dono della sintesi. Spero, almeno non del tutto, quello dell'obiettività.
Alex
Mai smettere di credere in un miracolo - Fox Mulder (X-Files)
E' proprio questo il punto. tutti a lamentarsi che non ci sono soldi. Ma i soldi arrivano quando fiutano l'affare, i soldi sono come conigli, prolificano come matti quando ce ne sono le condizioni. E nella boxe in Italia le condizioni oggi non ci sono. Io ho il timore che proprio le persone che piangono miseria, scuderie, allenatori manager sono proprio gli stessi fautori della crisi, non voglio fare di tutta l'erba un facio intendiamoci. Ma basta vdere come molti gestiscono i loro pugili, il valore degli avversari che gli fanno incontrare, i litigi tra scuderie, il "guai a far scontrare pugili italiani" ecc... Insomma la crisi della boxe è partita (anche) perchè venivano proposti alla tv riunioni terrbili. E di questo chi si assume la responsabilità se non chi sta dentro al sistema boxe? Troppo comodo oggi dire, non ci sono i soldi, la TV ci snobba. Rimboccarsi le mani e tornare credibili, questè il compito, la TV non c'entra niente.alexkrycek ha scritto: Qui in Italia: la colpa è delle tv che non ci credono, dei soldi che non ci sono, della stampa che non segue, della mancanza del pugile icona che può servire per trascinare i ragazzi nelle palestre, del calcio che tutto risucchia.....ma c'è qualcuno che crede davvero a questo sport e che è disposto a porre le basi per risultati che si vedranno magari tra vent'anni?
mirko "the moviemaker"
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
-
alexkrycek
- Peso Paglia
- Messaggi: 56
- Iscritto il: lunedì 14 maggio 2007, 21:56
- Località: Monza
Infatti. I soldi ci sono, solo che sono veicolati verso gli sport o le manifestazioni che attraggono pubblico (e quindi audience televisiva, e quindi contratti con sponsor).
Ma torno a dire, ci vuole qualcuno che abbia la voglia di immaginare un percorso lungo, tortuoso e pieno di rischi: e per fare questo ci vuole entusiasmo e passione. Quella che spesso vedo qua in questo forum, ma che da troppo tempo manca agli addetti ai lavori.
Ma torno a dire, ci vuole qualcuno che abbia la voglia di immaginare un percorso lungo, tortuoso e pieno di rischi: e per fare questo ci vuole entusiasmo e passione. Quella che spesso vedo qua in questo forum, ma che da troppo tempo manca agli addetti ai lavori.
Mai smettere di credere in un miracolo - Fox Mulder (X-Files)
tre punti fondamentali:
1 - TV
2 - Soldi
3 - Un personaggio alla Valentino Rossi che riporta all'attenzione la Boxe
tre i punti critici:
1 - la TV ci ignora
2 - i soldi se ci sono se li mangiano ....................... ai pugili (che sono i protagonisti) ben poca cosa
3 - impossibile ore trovare uno alla Valentino Rossi
tirem inanz, qualcosa poi salterà fuori

1 - TV
2 - Soldi
3 - Un personaggio alla Valentino Rossi che riporta all'attenzione la Boxe
tre i punti critici:
1 - la TV ci ignora
2 - i soldi se ci sono se li mangiano ....................... ai pugili (che sono i protagonisti) ben poca cosa
3 - impossibile ore trovare uno alla Valentino Rossi
tirem inanz, qualcosa poi salterà fuori
Due sono i tipi di conoscenza. O si conosce una materia in prima persona o si sa come trovare le informazioni al riguardo.


No me ne volere Pepe ma puntare il dito su soldi e tv è troppo comodo e non porta da nessuna parte. Allenatori, Manager, scuderie, presidente della federazione compreso, cioè quelli che stanno dentro la boxe cosa fanno?Piangono solo o cercano di capire come uscirne. Te lo dico io, piangono e basta.pepe ha scritto:tre punti fondamentali:
1 - TV![]()
2 - Soldi![]()
3 - Un personaggio alla Valentino Rossi che riporta all'attenzione la Boxe![]()
tre i punti critici:
1 - la TV ci ignora![]()
2 - i soldi se ci sono se li mangiano ....................... ai pugili (che sono i protagonisti) ben poca cosa![]()
3 - impossibile ore trovare uno alla Valentino Rossi![]()
tirem inanz, qualcosa poi salterà fuori![]()
mirko "the moviemaker"
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
NO, Non te ne voglio, è solo un modo di parlaremirko ha scritto:No me ne volere Pepe ma puntare il dito su soldi e tv è troppo comodo e non porta da nessuna parte. Allenatori, Manager, scuderie, presidente della federazione compreso, cioè quelli che stanno dentro la boxe cosa fanno?Piangono solo o cercano di capire come uscirne. Te lo dico io, piangono e basta.pepe ha scritto:tre punti fondamentali:
1 - TV![]()
2 - Soldi![]()
3 - Un personaggio alla Valentino Rossi che riporta all'attenzione la Boxe![]()
tre i punti critici:
1 - la TV ci ignora![]()
2 - i soldi se ci sono se li mangiano ....................... ai pugili (che sono i protagonisti) ben poca cosa![]()
3 - impossibile ore trovare uno alla Valentino Rossi![]()
tirem inanz, qualcosa poi salterà fuori![]()
ma dimmi, tu che sei un ragazzino, preferisci fare il calcio con questi stimoli:
campioni che vedi sempre in TV, le trasmissioni dedicate sempre al calcio
i giornali parlano sempre di calcio
anche il più dilettante dei calciatori, a soldi si difende bene
che ogni due per tre, si fidanzano con la velina di turno
oppure
preferisci la Boxe,con questi stimoli:
prendi un sacco di pugni (anche se vinci)
la TV ti ignora
la mamma è la prima a non volere che tu faccia questo sport
e i familiari che ti stanno sempre vicino, ti consigliano di sempre di cambiare sport
i giornali ne parlano solo nelle righe nascoste in "tutte le notizie di sport"
Ma, io se fossi un ragazzino mi darei altri obbiettivi
è pur vero, che ognuno si sente di fare quello che vuole e scegliersi lo sport che vuole, ma questo bombardamento ti costringe a pensare in questo modo (oggi c'è la partita del Milan di campione d'Europa........... pensa è una settimana che ne parlano
PRIMA NON ERA COSI'
bisogna assolutamente trovare chi è stato ad innescare questa disfatta della boxe
allora, ci si difendeva, ma adesso siamo al collasso
la FPI ha le sue colpe e continua ad averle
si va dagli arbitri incompetenti (con verdetti scandalosi che ti costringono poi a perdere l'entusiasmo e di arbitri qui in Lombardia di incompetenti c'è nè) ai dirigenti della nostra federazione, che ogni qualvolta dicono di lasciare il posto a qualcun altro, perchè loro non vivono con la boxe, poi, te lì ritrovi ancora lì seduti sul cadreghino
ai voglia te a cambiare le cose
loro sono sempre lì seduti sul cadreghino con la loro fetta di torta, non dico che sono tutti uguali i nostri dirigenti
c'è anche chi lavora per ridare vita alla Boxe ma se 2 costruiscono 8 distruggono
io vedo nero il nostro cammino
se poi dico, io se andrei alla presidenza della FPI cambierei le cose e cercherei di fare molto meglio e di assegnare più punti alle associazioni
allora c'è sempre qualcuno che dice "ma tu lo fai per il cadreghino"
ora, mi fermo
Due sono i tipi di conoscenza. O si conosce una materia in prima persona o si sa come trovare le informazioni al riguardo.


Ok pepe però le palestre nonostante tutto sono piene di gente. Il problema non sono gli iscritti, sono proprio le questione di cui si discuteva con alex. Il malessere della boxe, il probelma sono quelli che dovrebbero volere che la boxe tornasse florida. Alla tv non interssa la boxe perchè non porta soldi, se lo facesse sta tranquillo che la tv arriverebbe di corsa. Il paragone con la Germania fatto da alex è evidente, è partito tutto da chi è dentro la boxe non fuori. Unito poi al fatto che un pugile qui da noi mediamente passa pro poco sotto i 30 perchè deve fare un milione di punti per levarsi dai dilettanti cosa abbbiamo? Il disastro. Eppure i giovani, la gente che vule fare la boxe c'è ma viene soffocata dal fumo di cui il nostro sistema boxe èiente arrosto solo fumo. Porca miseria basta piangere, si faccia qualcosa. Pepe candidati a presidente della lega!
mirko "the moviemaker"
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
è vero le palestre sono piene
si, ma di gente che fa boxe amatoriale (io vedo la mia), io voglio gli agonisti
poi, uno qui da noi può passare professionista anche a 18 anni compiuti
purchè abbia raggiunto la 1° serie e che abbiano svolto un'adeguata attività nella 1° seria, a giudizio dell C.T.N.
si, ma di gente che fa boxe amatoriale (io vedo la mia), io voglio gli agonisti
poi, uno qui da noi può passare professionista anche a 18 anni compiuti
purchè abbia raggiunto la 1° serie e che abbiano svolto un'adeguata attività nella 1° seria, a giudizio dell C.T.N.
Due sono i tipi di conoscenza. O si conosce una materia in prima persona o si sa come trovare le informazioni al riguardo.


Giusto per capire, si comincia dalla 2° serie perchè la 3° non c'è più. Per passare dalla 2° alla 1° quanti punti ci vogliono? Non sembra lo sappia nessuno, nemmeno gli allenatori e meno ancora i pugili....E i punti come sono assegnati, se uno vince quanti punti? Pareggio? Sconfitta immagino niente punti. Dov'è possibile vedere com'è sto regolamento?pepe ha scritto:uno qui da noi può passare professionista anche a 18 anni compiuti purchè abbia raggiunto la 1° serie e che abbiano svolto un'adeguata attività nella 1° seria, a giudizio dell C.T.N.
mirko "the moviemaker"
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
ci sono dei regolamenti che chiunque può vedere
basta andare sul sito della FPI ovvero www.fpi.it
leggi tutto, poi ricominciamo il discorso
guarda che sono diversi regolamenti:
dilettante
professionista
arbitri
insegnanti.................. e vai, divertiti
io aspetto perchè quà le ho già letti, ma me li sono già scordati
quando mi serve sapere, vado a vedere
basta andare sul sito della FPI ovvero www.fpi.it
leggi tutto, poi ricominciamo il discorso
guarda che sono diversi regolamenti:
dilettante
professionista
arbitri
insegnanti.................. e vai, divertiti
io aspetto perchè quà le ho già letti, ma me li sono già scordati
quando mi serve sapere, vado a vedere
Due sono i tipi di conoscenza. O si conosce una materia in prima persona o si sa come trovare le informazioni al riguardo.


-
Bonaccorso
- Amministratore
- Messaggi: 4200
- Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:59
Ragazzi cerchiamo di mettere un po' di ordine. Non è tutto nero nè tutto bianco, ci sono riunioni con 87 persone e altre con migliaia o un tendone che scoppia come a Voghera quando ha combattuto la Silu.
PROBLEMA TV La televisione compra ciò che può vendere come pubblicità prima durante e dopo. Cherchi sostiene che lui non crede all'auditel, non ci credo neanche io per la verità. La boxe tirerebbe abbastanza bene, ma non puoi proporre alla RAI, quella su terrestre non su satellite, incontri assurdi. Mirko ricordava bene da dove nacque la crisi, si sono viste certe cose....si vedono ancora ma almeno non in tv. Serve un responsabile (forse uscirà dalla Lega) o un manager che venda buoni prodotti alle televisioni, serve anche qualcuno che dall'altra parte si renda conto che non gli stai tirando un "pacco". Sere un prodotto presentabile, imitiamo pure i tedeschi. Serve che nessun organizzatore vada in Rai , dopo, a dire prendi i miei match e non quelli dell'altro, come pare sia successo, sputtanando tutti quanti oltre a se stesso. Serve un calendario serio e poi bisogna rispettarlo. Se no si fa come Giuliano Orlando che inveisce contro la Federazione ma tace sui manager. La Lega dovrebbe servire a tenerli uniti ma non sarà facile; semplicemente si detestano, e per un piatto di lenticchie, non come Don King, Arum e De La Hoya, che ugualmente si detestano, ma per milioni di dollari.
PROBLEMA ARBITRI E GIUDICI: ne abbiamo di buoni e non vanno attaccati per differenze di punteggio che stanno nella realtà delle cose. Ma quelli ce sgarrano devono andarsene. E poi basta con questa storia ridicola di arbitri IBF e arbitri WBC (ne sto per scrivere sul portale). Siamo seri!
PROBLEMI DEI PUGILI: Se c'è una cosa che non funziona è il consiglio di disciplina. Aurino ha fatto quello che ha fatto in Germania e nessuno, tranne forse Cherchi, gli ha ancora dato un calcio nel sedere. Il Cantatore del dopo Nelson uguale come sopra.
PROBLEMA DI UN AMBIENTE: E' un discorso delicato e antipatico ma il vecchio ruspante mondo della boxe è bene che continui a esistere ma per rappresentare bene il movimento a livello nazionale e internazionale devono esserci persone che, oltre a sapere interpretare le esigenze della base, siano anche capaci di presentarle in modo accettabile.
Non crediate che un grande campione risolverebbe i problemi d'incanto, ricordatevi che noi della boxe siamo e resteremo la periferia. Quello che possiamo fare è lavorare tutti per rendere l'ambiente più credibile e rispettabile. Non per prendere il posto di Falcinelli in FPI o di Becchetti su Boxe Ring.
PROBLEMA TV La televisione compra ciò che può vendere come pubblicità prima durante e dopo. Cherchi sostiene che lui non crede all'auditel, non ci credo neanche io per la verità. La boxe tirerebbe abbastanza bene, ma non puoi proporre alla RAI, quella su terrestre non su satellite, incontri assurdi. Mirko ricordava bene da dove nacque la crisi, si sono viste certe cose....si vedono ancora ma almeno non in tv. Serve un responsabile (forse uscirà dalla Lega) o un manager che venda buoni prodotti alle televisioni, serve anche qualcuno che dall'altra parte si renda conto che non gli stai tirando un "pacco". Sere un prodotto presentabile, imitiamo pure i tedeschi. Serve che nessun organizzatore vada in Rai , dopo, a dire prendi i miei match e non quelli dell'altro, come pare sia successo, sputtanando tutti quanti oltre a se stesso. Serve un calendario serio e poi bisogna rispettarlo. Se no si fa come Giuliano Orlando che inveisce contro la Federazione ma tace sui manager. La Lega dovrebbe servire a tenerli uniti ma non sarà facile; semplicemente si detestano, e per un piatto di lenticchie, non come Don King, Arum e De La Hoya, che ugualmente si detestano, ma per milioni di dollari.
PROBLEMA ARBITRI E GIUDICI: ne abbiamo di buoni e non vanno attaccati per differenze di punteggio che stanno nella realtà delle cose. Ma quelli ce sgarrano devono andarsene. E poi basta con questa storia ridicola di arbitri IBF e arbitri WBC (ne sto per scrivere sul portale). Siamo seri!
PROBLEMI DEI PUGILI: Se c'è una cosa che non funziona è il consiglio di disciplina. Aurino ha fatto quello che ha fatto in Germania e nessuno, tranne forse Cherchi, gli ha ancora dato un calcio nel sedere. Il Cantatore del dopo Nelson uguale come sopra.
PROBLEMA DI UN AMBIENTE: E' un discorso delicato e antipatico ma il vecchio ruspante mondo della boxe è bene che continui a esistere ma per rappresentare bene il movimento a livello nazionale e internazionale devono esserci persone che, oltre a sapere interpretare le esigenze della base, siano anche capaci di presentarle in modo accettabile.
Non crediate che un grande campione risolverebbe i problemi d'incanto, ricordatevi che noi della boxe siamo e resteremo la periferia. Quello che possiamo fare è lavorare tutti per rendere l'ambiente più credibile e rispettabile. Non per prendere il posto di Falcinelli in FPI o di Becchetti su Boxe Ring.
bè, a voghera, bisogna anche dire che intorno al ring, cera una festa paesana che attirava persone e poi l'ingresso era gratis, non so se mi spiego
se c'è un problema TV, ok è colpa di certi organizzatori che hanno venduto incontri farsa, ma complici, sono anche le federazioni che designano pugili sfidanti al titolo, se poi guardi il curriculum lascia desiderare
il responsabile che contatta le TV, ben venga così almeno si sà come vanno le cose
ho letto l'articolo in home page, e quando si parla di magia magia, si è visto di tutto anni a dietro
trasferte con due pugili dilettanti e 20 accompagnatori di cui 2 allenatori e il resto .........................
però non voglio entrare in polemica, la mia è una costatazione di fatto
anni indietro era così, i soldi c'erano e si spendevano
ora non sò se spesi bene o spesi male fate un pò voi
basta, io ora non intervengo più, potete dire di tutto
se c'è un problema TV, ok è colpa di certi organizzatori che hanno venduto incontri farsa, ma complici, sono anche le federazioni che designano pugili sfidanti al titolo, se poi guardi il curriculum lascia desiderare
il responsabile che contatta le TV, ben venga così almeno si sà come vanno le cose
ho letto l'articolo in home page, e quando si parla di magia magia, si è visto di tutto anni a dietro
trasferte con due pugili dilettanti e 20 accompagnatori di cui 2 allenatori e il resto .........................
però non voglio entrare in polemica, la mia è una costatazione di fatto
anni indietro era così, i soldi c'erano e si spendevano
ora non sò se spesi bene o spesi male fate un pò voi
basta, io ora non intervengo più, potete dire di tutto
Due sono i tipi di conoscenza. O si conosce una materia in prima persona o si sa come trovare le informazioni al riguardo.

