White hope...
Dopo il ritiro di Marciano la categoria dei massimi è stata dominata da atleti di colore, questo fatto dopo qualche anno ha creato una definizione "White hope" o speranza bianca..per quei massimi bianchi che riuscirono con più o meno successo a spezzare l'egemonia dei pugili neri.
Definizione nata da una rivendicazione razziale da parte dell'uomo bianco?
Reazione ai successi (soprattutto negli stati del Sud degli USA) di quei ragazzi nati in zone dove i rapporti sociali tra bianchi e neri erano ancora negli anni '60 rimasti alla situazione post-schiavile. Pensiamo ad Alì campione olimpico a cui fu proibito di entrare in un locale...
Le vittorie di questi ragazzi di colore fece storcere il naso ai bianchi?
"White hope" anche se pronunciato con leggerezza e senza nessun tipo di pregiudizio razziale ha un restogusto amaro..
Voi che ne dite?
Inoltre a quali pugili venne appiccicata addosso?
E quali pugili bianchi rifiutarono l'etichetta e quali altri la cavalcarono sfruttando la peggior cosa della definizione?
White hope
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White hope
..tuo nonno è stato il più gran peso medio clandestino di tutti i tempi, se fosse diventato professionista a quest'ora sarebbe nella storia
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Bonaccorso
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C'è un errore storico che fai Delmo: la definizione "The White Hope" risale al periodo in cui Jack Johnson conquistò il titolo mondiale dei pesi massimi. All'epoca fu addirittura istituito un campionato del mondo di razza bianca la cui storia assurda terminò con la vittoria di Jess Willard su Johnson.
Nel periodo successivo a Marciano, e soprattutto a Johansson, non dimentichiamolo, diversi pugili "godettero" dell'appellativo di "speranza bianca". Negli anni 60 furono diversi fra cui Jerry Quarry, poi ricordo in seguito Duane Bobick, Gerry Cooney e Gerrie Coetzee. Quest'ultimo fu quello che ci marciò un po', sfruttando anche il fatto di essere sudafricano, cioè di vivere in un paese dove l'apartheid era ancora in vigore.
Nel periodo successivo a Marciano, e soprattutto a Johansson, non dimentichiamolo, diversi pugili "godettero" dell'appellativo di "speranza bianca". Negli anni 60 furono diversi fra cui Jerry Quarry, poi ricordo in seguito Duane Bobick, Gerry Cooney e Gerrie Coetzee. Quest'ultimo fu quello che ci marciò un po', sfruttando anche il fatto di essere sudafricano, cioè di vivere in un paese dove l'apartheid era ancora in vigore.
Bonaccorso ha scritto:C'è un errore storico che fai Delmo: la definizione "The White Hope" risale al periodo in cui Jack Johnson conquistò il titolo mondiale dei pesi massimi. All'epoca fu addirittura istituito un campionato del mondo di razza bianca la cui storia assurda terminò con la vittoria di Jess Willard su Johnson.
Nel periodo successivo a Marciano, e soprattutto a Johansson, non dimentichiamolo, diversi pugili "godettero" dell'appellativo di "speranza bianca". Negli anni 60 furono diversi fra cui Jerry Quarry, poi ricordo in seguito Duane Bobick, Gerry Cooney e Gerrie Coetzee. Quest'ultimo fu quello che ci marciò un po', sfruttando anche il fatto di essere sudafricano, cioè di vivere in un paese dove l'apartheid era ancora in vigore.
Anche Francesco Damiani era un " white hope", era veramente un bellissimo pugile technico con un buon punch, era alto ( 193 cm), buono mento... sarebbe meglio che andava a un promoter americano e 2 o 3 anni prima... ho visto i combattimenti dilettanti fra Damiani contro la leggenda cubana Teofilo Stevenson e contro Tyrell Biggs 1984 (una grande vergogna il verdetto) e i combattimenti professionisti contro Mercer, McCall, Emmen, ecc. , che peccato...
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Bonaccorso
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