One Million Dollar Baby con mimosa
Moderatori: Bonaccorso, Stefania Bianchini
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Valky
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One Million Dollar Baby con mimosa
Mea culpa, da non crederci
ma io non l'ho visto al cinema e ho perso tutte le occasioni x vederlo
, quindi mi fiondo un'ora prima giovedì 8 marzo alle 21 su Rai Uno
e lo ricordo anche a voi, x chi volesse vederlo o rivederlo....bye 
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Valky
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Rocky è Rocky, è il cult della generazione (la mia) dei30-40enni, e nn si discute
...
ma OneMillionDollarBaby, ha delle caratteristiche che lo rendono unico seppur di genere sportivo-pugilistico:
1) un grande film di un mitico attore-regista (Eastwood)
2) la storia di una pugile donna (in Italia)
3) in prima serata su RaiUno, roba che qualche anno fa avrebbe fatto venire i birividi lungo la schiena ai benpensanti, cioè la nonnina, la famigliola tranquilla, in prima serata impattano (ed era ora, nel 2007) con questa realtà...di fatto
, che possono non condividere, ma che almeno sanno che esiste
...
ma OneMillionDollarBaby, ha delle caratteristiche che lo rendono unico seppur di genere sportivo-pugilistico:
1) un grande film di un mitico attore-regista (Eastwood)
2) la storia di una pugile donna (in Italia)
3) in prima serata su RaiUno, roba che qualche anno fa avrebbe fatto venire i birividi lungo la schiena ai benpensanti, cioè la nonnina, la famigliola tranquilla, in prima serata impattano (ed era ora, nel 2007) con questa realtà...di fatto
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Stefania Bianchini
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Valky
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ok, grazie StefaniaStefania Bianchini ha scritto:Cara Valky, non voglio toglierti la sorpresa, quindi ti darò il mio modesto parere dopo che avrai visto il film.
quindi ...ne riparliamo.
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bratan tzenov
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Valky
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Molto carino Girlfight.bratan tzenov ha scritto:Million dollar baby è semplicemente un capolavoro. Hilary Swank è eccezionale, come Clint e Morgan Freeman. A me è piaciuto anche Girlfight, anche se l'ho registrato di notte e credo di non aver beccato tutto il finale.
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Stefania Bianchini
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Come promesso eccomi qui a dare il mio parere sul film.
La prima volta che l'ho visto sono uscita dal cinema i......a nera! Ma come, noi pugili ci stiamo facendo un mazzo così per far conoscere, riconoscere ed apprezzare il pugilato femminile, e poi viene rappresentato come uno sport senza regole, inverosimile e pericolosissimo!!
Solo in un secondo momento sono riuscita ad apprezzare la magnifica interpretazione dell'attrice e del regista.
Credevo in una pubblicità negativa, ma è stato esattamente il contrario. Io stessa, ho ricevuto molte più attenzioni, rispetto al solito, sull'onda del film. Forse la regola del "L'importante è che se ne parli" è valsa anche in questo caso.
Quando però Pepe afferma che il pugilato femminile ne esce male non ha torto: spero che nessuno abbia creduto che si possono vincere incontri sempre e subito per ko, che non esistono regole e che si possa colpire l'avversaria quando pare e piace...e l'arbitro dov'è?
Una cosa che non apprezzo in generale nei film che parlano di pugilato, è che ci deve SEMPRE essere un cattivo: forse, cinematograficamente parlando, sarebbe poco interessante.
Per finire, riporto una frase di una mia amica quando le raccontai di "Million dollar baby":
"Non ti arrabbiare Stefania, anche le storie d'amore non sono mai come al cinema!".
La prima volta che l'ho visto sono uscita dal cinema i......a nera! Ma come, noi pugili ci stiamo facendo un mazzo così per far conoscere, riconoscere ed apprezzare il pugilato femminile, e poi viene rappresentato come uno sport senza regole, inverosimile e pericolosissimo!!
Solo in un secondo momento sono riuscita ad apprezzare la magnifica interpretazione dell'attrice e del regista.
Credevo in una pubblicità negativa, ma è stato esattamente il contrario. Io stessa, ho ricevuto molte più attenzioni, rispetto al solito, sull'onda del film. Forse la regola del "L'importante è che se ne parli" è valsa anche in questo caso.
Quando però Pepe afferma che il pugilato femminile ne esce male non ha torto: spero che nessuno abbia creduto che si possono vincere incontri sempre e subito per ko, che non esistono regole e che si possa colpire l'avversaria quando pare e piace...e l'arbitro dov'è?
Una cosa che non apprezzo in generale nei film che parlano di pugilato, è che ci deve SEMPRE essere un cattivo: forse, cinematograficamente parlando, sarebbe poco interessante.
Per finire, riporto una frase di una mia amica quando le raccontai di "Million dollar baby":
"Non ti arrabbiare Stefania, anche le storie d'amore non sono mai come al cinema!".
Il maggior pericolo si trova nel momento della vittoria.
Napoleone I
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Bonaccorso
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King Ivan
Scusate l'intrusione, visto che non sono un habituè del forum boxe,ma vorrei chiedere alla campionessa Stefania Bianchini se anche lei, durante la visione del film, non abbia visto molta irrealtà nella rapida ascesa ai vertici di Maggie, che avviene così, di colpo, a furia di avversarie stese al primo round non appena Frankie decide "seriamente" di occuparsi di lei. Sull'irrealtà dello scontro con la campionessa tedesca avete detto già tutto voi. Impossibile che si verifichino certe scene..Stefania Bianchini ha scritto:Come promesso eccomi qui a dare il mio parere sul film.
La prima volta che l'ho visto sono uscita dal cinema i......a nera! Ma come, noi pugili ci stiamo facendo un mazzo così per far conoscere, riconoscere ed apprezzare il pugilato femminile, e poi viene rappresentato come uno sport senza regole, inverosimile e pericolosissimo!!
Solo in un secondo momento sono riuscita ad apprezzare la magnifica interpretazione dell'attrice e del regista.
Credevo in una pubblicità negativa, ma è stato esattamente il contrario. Io stessa, ho ricevuto molte più attenzioni, rispetto al solito, sull'onda del film. Forse la regola del "L'importante è che se ne parli" è valsa anche in questo caso.
Quando però Pepe afferma che il pugilato femminile ne esce male non ha torto: spero che nessuno abbia creduto che si possono vincere incontri sempre e subito per ko, che non esistono regole e che si possa colpire l'avversaria quando pare e piace...e l'arbitro dov'è?
Una cosa che non apprezzo in generale nei film che parlano di pugilato, è che ci deve SEMPRE essere un cattivo: forse, cinematograficamente parlando, sarebbe poco interessante.
Per finire, riporto una frase di una mia amica quando le raccontai di "Million dollar baby":
"Non ti arrabbiare Stefania, anche le storie d'amore non sono mai come al cinema!".
E anche l'età della protagonista, 31 anni, mi sembra piuttosto tarda per l'avvio di una carriera: o esistono campionesse che abbiano iniziato a boxare verso i 30 anni ?
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Valky
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L'ho visto finalmente!
Il film è molto realistico, come già avevo letto e sentito, vicino al realismo della boxe e di quella femminile, non alla sua realtà pericolosa o violenta che sia, ma a quello che ci gira intorno, alle lobbies, alle persone senza scrupoli, allo sfruttamento delle persone e delle immagini ( non è nè una regola nè una costante).
La condizione umana e sociale di Maggie è verosimile e resa appunto in tutta la sua crudezza, l'angoscia della discriminazione sessuale, il 200% che le combattenti devono rendere atleticamente e psicologicamente anche solo x esistere e farsi accettare, è un fatto che c'è sempre meno, ma è stato giusto che se ne sia tratteggiato uno spaccato letterario-cinematografico.
Quello che accade dopo, l'ascesa, le vittorie, ha sia dello spettacolare, come è giusto, sia del quasi verosimile.
L'incidente è l' effetto di una casualità più che di una pericolosità insita negli sport da ring, ma non è ritagliata come se dipendesse dallo sport stesso (lo sgabbello era lì perchè il round era finito, il pugno a tradimento a fine round non fa parte delle regole del pugilato), come qualunque grave scorrettezza non fa parte di qualunque sport, e come nella realtà esistono le scorrettezze, le fatalità e il rischio negli sport da combattimento come in altri sport, per tutti, maschi e femmine.
L'epilogo è una conseguente tragedia umana e vissuta in tutta la sua amarezza e saggezza assieme.
Il film è bello, è come me l'aspettavo, è discreto, mai pomposo, asciutto.
Sì che la protagonista sia una donna ha dato una bella botta di adrenalina su larga scala a impatto capillare, alla sonnolenta concezione maschilista degli sport da ring, ma era un atto dovuto, un omaggio del marketing dello spettacolo ai tempi che cambiano.
Ma non credo che la storia avrebbe brillato di meno se ci fosse stato un uomo invece che una donna.
Alla fine e per fortuna, il dettaglio della discriminazione sessista diventa quasi inesistente (e sarebbe ora).
Come dice verso la fine del film Eastwood a Freeman "Ti chiedo scusa, non è stata colpa tua, tu mi hai solo portato un pugile....."
Il film è molto realistico, come già avevo letto e sentito, vicino al realismo della boxe e di quella femminile, non alla sua realtà pericolosa o violenta che sia, ma a quello che ci gira intorno, alle lobbies, alle persone senza scrupoli, allo sfruttamento delle persone e delle immagini ( non è nè una regola nè una costante).
La condizione umana e sociale di Maggie è verosimile e resa appunto in tutta la sua crudezza, l'angoscia della discriminazione sessuale, il 200% che le combattenti devono rendere atleticamente e psicologicamente anche solo x esistere e farsi accettare, è un fatto che c'è sempre meno, ma è stato giusto che se ne sia tratteggiato uno spaccato letterario-cinematografico.
Quello che accade dopo, l'ascesa, le vittorie, ha sia dello spettacolare, come è giusto, sia del quasi verosimile.
L'incidente è l' effetto di una casualità più che di una pericolosità insita negli sport da ring, ma non è ritagliata come se dipendesse dallo sport stesso (lo sgabbello era lì perchè il round era finito, il pugno a tradimento a fine round non fa parte delle regole del pugilato), come qualunque grave scorrettezza non fa parte di qualunque sport, e come nella realtà esistono le scorrettezze, le fatalità e il rischio negli sport da combattimento come in altri sport, per tutti, maschi e femmine.
L'epilogo è una conseguente tragedia umana e vissuta in tutta la sua amarezza e saggezza assieme.
Il film è bello, è come me l'aspettavo, è discreto, mai pomposo, asciutto.
Sì che la protagonista sia una donna ha dato una bella botta di adrenalina su larga scala a impatto capillare, alla sonnolenta concezione maschilista degli sport da ring, ma era un atto dovuto, un omaggio del marketing dello spettacolo ai tempi che cambiano.
Ma non credo che la storia avrebbe brillato di meno se ci fosse stato un uomo invece che una donna.
Alla fine e per fortuna, il dettaglio della discriminazione sessista diventa quasi inesistente (e sarebbe ora).
Come dice verso la fine del film Eastwood a Freeman "Ti chiedo scusa, non è stata colpa tua, tu mi hai solo portato un pugile....."
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