Tre nomi che mi piacerebbe vedere prossimamente nella HOF Italia
Moderatori: Bonaccorso, kinchen, mirko
Tre nomi che mi piacerebbe vedere prossimamente nella HOF Italia
Ci sono ancora tre nomi, che probabilmente saranno stati già presi in considerazione dagli organizzatori, che mi piacerebbe vedere inseriti nella prossima edizione HOF Italia: Carmelo Bossi, Vito Antuofermo e Fernando Atzori. Per i primi due il discorso è semplice; fanno parte dei nove campioni del mondo “Veri”, i “Linear World Champions”… Carnera, D’Agata, Loi, Burruni, Mazzinghi, Benvenuti, Lopopolo, e appunto Bossi e Antuofermo. Ai nove, personalmente, aggiungo Bruno Arcari (il più forte di tutti), Rocky Mattioli (c’erano “solo” WBC e WBA e durante il suo regno i suoi alter ego WBA erano Eddie Gazo e Masashi Kudo che erano alla sua altezza), Patrizio Oliva (oro olimpico e numero uno dei superleggeri 1986 per “The Ring”) e Sumbu Kalambay (per la caratura degli avversari battuti e campione del mondo riconosciuto da “The Ring” dal 6 luglio 1988). Il terzo è Fernando Atzori. Fernando è uno dei quindici campioni olimpici della nostra boxe, e da professionista è stato campione d’Europa dei pesi mosca ininterrottamente per quattro anni e mezzo e ben nove difese, dal 1967 al 1972, quando il titolo d’Europa contava veramente tanto e si svolgeva sui quindici round come il mondiale, e poi nuovamente nel 1973 per sei mesi. Per l’Europeo combatté tredici volte, con dieci vittorie, un pareggio e due sconfitte con Fritz Chervet, da lui battuto KO al quattordicesimo nel dicembre del ‘67 in casa dello svizzero. Non ebbe mai l’occasione mondiale che avrebbe meritato. Diventò professionista nel ‘65, quando il suo corregionale Salvatore Burrini conquistava il mondiale. E’ stato campione d’Europa durante i regni di Chionoi, Efren Torres, Erbito Salvarria e Venice Borkhorsor… non avrebbe sfigurato con nessuno dei quattro. Ci ha lasciato sei anni fa… merita la HOF Italia alla grandissima.
La prossima volta che senti un combattente dire "Preferisco morire piuttosto che perdere" o "dovrà uccidermi", osservalo attentamente. Tali parole non sono sempre mera spavalderia.