Cosa fare?
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Bonaccorso
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A parole nessuno!
Siccome l'AIBA le ha imposte,contravvenendo si verrebbe esclusi
dalle olimpiadi e tutte le manifestazioni internazionali.
Io dico che se una nazione le abolisce,tutte le altre seguiranno,si tratta di stare fuori dai giochi per un paio d'anni.
Ovviamente anche il CONI ci volterebbe le spalle.
L'AIBA non le abolirà, perderebbe la faccia,sarebbe come dire che
in tutti questi anni ha sbagliato.
Siccome l'AIBA le ha imposte,contravvenendo si verrebbe esclusi
dalle olimpiadi e tutte le manifestazioni internazionali.
Io dico che se una nazione le abolisce,tutte le altre seguiranno,si tratta di stare fuori dai giochi per un paio d'anni.
Ovviamente anche il CONI ci volterebbe le spalle.
L'AIBA non le abolirà, perderebbe la faccia,sarebbe come dire che
in tutti questi anni ha sbagliato.
...a volte la sfortuna è aiutata e si può travestire da cornerman inetti ed insensibili. -- Ilic "Mantequilla"--
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Le score machine non le toccheranno mai. Pensate che prima il pugilato era la terza disciplina più gradita delle olimpiadi. con l'avvento delle score machine un sondaggio dice che ora è al 18esimo posto. Diciamo la verità! Ci si diverte più a guardare i terza serie che guardare questi pugili delle nazionali tutti super velocissimi che praticamente ti toccano sul viso con rapidissimi diretti. I montanti e il lavoro al corpo non esiste. Poi passano Professionisti e prendono sonore legnate magari da avversari che da dilettanti avevano dominato. Per non parlare dei nostri nazionali che nemmeno ci passano PRO. si sta troppo bene in polizia e prendere i soldi della nazionale. Vorrei sapere quanti soldi si beccano dalla nazionale Cammarelle e Valentino, sempre in attesa di questi ORI che non arrivano mai, per non parlare poi delle ultime clamorose debacle! ARIA NUOVA!!!
Ho divagato scusate, ma la battaglia contro le score machine è già persa. Tanto vale combattere contro i mulini a vento.
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"Come vado?"
"Se lo ammazzi fai pari"
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Il punto è questo: La questione delle macchinette è importante ma perchè se ne possa parlare è necessario un diverso atteggiamento della Federazione. A me ha sempre fatto impressione quando la nuova dirigenza immediatamente dopo la prima elezione vantò come un successo l'aver ricevuto qualche carica negli organismi internazionali che sovraintendono all'attività dilettantistica. A parte il fatto che da quel momento nulla è cambiato perchè gli atleti italiani , e certo non solo loro, continuano a venire penalizzati a favore dei bulgari o dei kazaki, un ragionamento corretto sarebbe quello di dire, bene, ora ci siamo noi e proveremo a cambiare queste cose. Invece la soddisfazione sembrava proprio essere quella di chi dice finora si sono divertiti loro adesso mi diverto io.
Detto questo ribadisco che bisogna trovare nello Statuto le norme per cambiare lo Statuto stesso. Una volta modificato lo Statuto bisogna che società e atleti eleggano chi rappresenta il pugilato, non i piccoli interessi di parte. Altrimenti il pugilato continuerà a correre allegramente verso la sua fine. Facile a dirsi, meno a farsi. Sto lentamente pensando a un testo da diffondere, ma le macchinette non possono essere il punto centrale.
Detto questo ribadisco che bisogna trovare nello Statuto le norme per cambiare lo Statuto stesso. Una volta modificato lo Statuto bisogna che società e atleti eleggano chi rappresenta il pugilato, non i piccoli interessi di parte. Altrimenti il pugilato continuerà a correre allegramente verso la sua fine. Facile a dirsi, meno a farsi. Sto lentamente pensando a un testo da diffondere, ma le macchinette non possono essere il punto centrale.
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Trascrivo qui sotto la mia proposta di lettera o e-mail per candido cannavò.
Attendo commenti.
Gentile Dr Cannavò,
non le scriviamo per avere la nostra lettera pubblicata sulla Gazzetta dello Sport, ma per chiederle un aiuto.
Siamo un gruppo di appassionati di pugilato (fra di noi anche qualche attuale campione e qualche campione del passato) riuniti in un sitoweb e forum (indirizzo www.nonsoloboxe.it) e, notando quanto Lei abbia fatto in questi mesi e anche prima, per moralizzare l’ambiente del calcio, ci chiedevamo se potevamo riuscire a sensibilizzarLa anche sui mali che affliggono il pugilato, che non sono purtroppo certo minori.
La boxe in genere, sport antico e pieno di valori e umanità, (e in cui le sole “veline” presenti sono quelle che reggono il cartellone dei round) è in una situazione atipica. Che valore avrebbe, per esempio, il titolo mondiale della Nazionale di calcio se altri enti oltre la FIFA avessero organizzato loro campionati e avessero come campioni, che so, il Brasile, il Paraguay o la Svezia? E’ quanto invece avviene nella boxe, al punto che la FPI nel suo statuto ha ritenuto di dover riconoscere ben 4 sigle mondiali professionisti ! Il peggio è che questi cosiddetti enti, la cui corruzione è stata provata al punto da avere avuto dei dirigenti incarcerati (vedi Bob Lee della IBF) hanno organizzato un marasma di sottotitoli assolutamente ridicoli. Se già non lo sa Le dirò che esiste anche un Titolo del Mediterraneo IBF, a cui concorrono fra gli altri pugili ungheresi o tedeschi, in un ridicolo totale disprezzo della geografia e della cultura. Nessuno muove un solo dito in questa situazione che offende l’intelligenza e la nostra passione, con la scusa che le televisioni vogliono un titolo in palio per assicurare la loro presenza. Televisioni che snobbano totalmente i veri incontri importanti per offrire match di bassissimo rilievo con commenti tecnici inadeguati, ormai, dal tempo del disimpegno di Rino Tommasi. La FPI dovrebbe difendere i Titoli Italiani da questa miriade di titolini senza senso e non lo fa, permettendo che pugili ed organizzatori se ne disfino a loro piacimento per inseguire queste altre “corone”. Ora addirittura una nota organizzatrice è alla testa di una nuova sigla femminile che non è riconosciuta dalla FPI, pur sedendo in un organismo della stessa FPI nella quale è stata eletta! Spesso i nostri pugili vengono opposti a vittime designate che arrivano da paesi in difficoltà e non è un caso che i nostri veri campioni del mondi risalgano a vent’anni fa. E pure la stampa (duole dirlo anche la Gazzetta che evita accuratamente i necessari distinguo sulle panzane degli organizzatori e trascrive i risultati anche con 5-6 giorni di ritardo!) ci mette del suo.
Nel settore dilettantistico è praticamente impossibile ottenere un verdetto combattendo ospiti di un’altra società. Oltre a violare qualsiasi principio di etica sportiva, questo fatto allontana i giovani dalle palestre, disillusi da tanta ingiustizia. Forse questo avrà purtroppo a che fare col fatto che chi organizza paga più tasse federali e ha “diritto” a un occhio di riguardo, certo è che è perfettamente inutile protestare per i verdetti che subiamo in campo internazionale (vedi Olimpiadi) grazie anche alle famigerate “scoremachine”, quando siamo i primi a dare il cattivo esempio, anche in campo professionistico.
Spero, dottore, che trovi il tempo di dare un’occhiata allo Statuto Federale che si trova sul sito della FPI (www.fpi.it). Naturalmente si parla di principi generali di lealtà sportiva. Ma mi dica Lei se riesce a trovare in questo Statuto qualcosa che si riferisca alla possibilità di sfiduciare un Presidente o un Consiglio Federale. Per assurdo un Presidente potrebbe tenere le sue relazioni in sanscrito o esibirsi in capriole sul palco senza poter essere sfiduciato. Del resto l’attuale Presidente ha per prima cosa nominato un parente a capo della Nazionale dilettanti. Non che il parente in questione non sia persona valida, ma semplicemente è cosa non si fa avendone altre di livello a disposizione. Le Società indignate per questo stato di cose hanno paura a esporsi, temendo ritorsioni. Infatti le votazioni nell’Assemblea Nazionale si tengono per alzata di mano (se le immagini Lei fra centinaia di persone chi alza la mano, chi ce l’ha a metà, chi l’abbassa prima o dopo gli altri e chi conta?) tranne quelle dell’Assemblea che nomina le cariche ogni 4 anni.
Tutto questo, è bene ricordarlo, avviene sotto l’egida del CONI.
Il tennis ha vissuto per lunghi anni una situazione analoga e deficitaria anche sul piano dei risultati. Poi finalmente qualcuno è intervenuto. La boxe sul piano dei risultati, quelli veri, non sta messa meglio del tennis. E’ troppo sperare in un commissariamento?
Speriamo di non averLa disturbata troppo, dottore. Noi amiamo questo sport che, pur bistrattato e spesso insultato, conta molti appassionati e che quando va in televisione con l’evento giusto ha ottime percentuali di ascolto. Dobbiamo proprio lasciarlo morire per l’incapacità, se non peggio, di qualcuno?
Con i nostri migliori saluti
Attendo commenti.
Gentile Dr Cannavò,
non le scriviamo per avere la nostra lettera pubblicata sulla Gazzetta dello Sport, ma per chiederle un aiuto.
Siamo un gruppo di appassionati di pugilato (fra di noi anche qualche attuale campione e qualche campione del passato) riuniti in un sitoweb e forum (indirizzo www.nonsoloboxe.it) e, notando quanto Lei abbia fatto in questi mesi e anche prima, per moralizzare l’ambiente del calcio, ci chiedevamo se potevamo riuscire a sensibilizzarLa anche sui mali che affliggono il pugilato, che non sono purtroppo certo minori.
La boxe in genere, sport antico e pieno di valori e umanità, (e in cui le sole “veline” presenti sono quelle che reggono il cartellone dei round) è in una situazione atipica. Che valore avrebbe, per esempio, il titolo mondiale della Nazionale di calcio se altri enti oltre la FIFA avessero organizzato loro campionati e avessero come campioni, che so, il Brasile, il Paraguay o la Svezia? E’ quanto invece avviene nella boxe, al punto che la FPI nel suo statuto ha ritenuto di dover riconoscere ben 4 sigle mondiali professionisti ! Il peggio è che questi cosiddetti enti, la cui corruzione è stata provata al punto da avere avuto dei dirigenti incarcerati (vedi Bob Lee della IBF) hanno organizzato un marasma di sottotitoli assolutamente ridicoli. Se già non lo sa Le dirò che esiste anche un Titolo del Mediterraneo IBF, a cui concorrono fra gli altri pugili ungheresi o tedeschi, in un ridicolo totale disprezzo della geografia e della cultura. Nessuno muove un solo dito in questa situazione che offende l’intelligenza e la nostra passione, con la scusa che le televisioni vogliono un titolo in palio per assicurare la loro presenza. Televisioni che snobbano totalmente i veri incontri importanti per offrire match di bassissimo rilievo con commenti tecnici inadeguati, ormai, dal tempo del disimpegno di Rino Tommasi. La FPI dovrebbe difendere i Titoli Italiani da questa miriade di titolini senza senso e non lo fa, permettendo che pugili ed organizzatori se ne disfino a loro piacimento per inseguire queste altre “corone”. Ora addirittura una nota organizzatrice è alla testa di una nuova sigla femminile che non è riconosciuta dalla FPI, pur sedendo in un organismo della stessa FPI nella quale è stata eletta! Spesso i nostri pugili vengono opposti a vittime designate che arrivano da paesi in difficoltà e non è un caso che i nostri veri campioni del mondi risalgano a vent’anni fa. E pure la stampa (duole dirlo anche la Gazzetta che evita accuratamente i necessari distinguo sulle panzane degli organizzatori e trascrive i risultati anche con 5-6 giorni di ritardo!) ci mette del suo.
Nel settore dilettantistico è praticamente impossibile ottenere un verdetto combattendo ospiti di un’altra società. Oltre a violare qualsiasi principio di etica sportiva, questo fatto allontana i giovani dalle palestre, disillusi da tanta ingiustizia. Forse questo avrà purtroppo a che fare col fatto che chi organizza paga più tasse federali e ha “diritto” a un occhio di riguardo, certo è che è perfettamente inutile protestare per i verdetti che subiamo in campo internazionale (vedi Olimpiadi) grazie anche alle famigerate “scoremachine”, quando siamo i primi a dare il cattivo esempio, anche in campo professionistico.
Spero, dottore, che trovi il tempo di dare un’occhiata allo Statuto Federale che si trova sul sito della FPI (www.fpi.it). Naturalmente si parla di principi generali di lealtà sportiva. Ma mi dica Lei se riesce a trovare in questo Statuto qualcosa che si riferisca alla possibilità di sfiduciare un Presidente o un Consiglio Federale. Per assurdo un Presidente potrebbe tenere le sue relazioni in sanscrito o esibirsi in capriole sul palco senza poter essere sfiduciato. Del resto l’attuale Presidente ha per prima cosa nominato un parente a capo della Nazionale dilettanti. Non che il parente in questione non sia persona valida, ma semplicemente è cosa non si fa avendone altre di livello a disposizione. Le Società indignate per questo stato di cose hanno paura a esporsi, temendo ritorsioni. Infatti le votazioni nell’Assemblea Nazionale si tengono per alzata di mano (se le immagini Lei fra centinaia di persone chi alza la mano, chi ce l’ha a metà, chi l’abbassa prima o dopo gli altri e chi conta?) tranne quelle dell’Assemblea che nomina le cariche ogni 4 anni.
Tutto questo, è bene ricordarlo, avviene sotto l’egida del CONI.
Il tennis ha vissuto per lunghi anni una situazione analoga e deficitaria anche sul piano dei risultati. Poi finalmente qualcuno è intervenuto. La boxe sul piano dei risultati, quelli veri, non sta messa meglio del tennis. E’ troppo sperare in un commissariamento?
Speriamo di non averLa disturbata troppo, dottore. Noi amiamo questo sport che, pur bistrattato e spesso insultato, conta molti appassionati e che quando va in televisione con l’evento giusto ha ottime percentuali di ascolto. Dobbiamo proprio lasciarlo morire per l’incapacità, se non peggio, di qualcuno?
Con i nostri migliori saluti
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