Vittorio Parisi è certamente tra i migliori giornalisti che scrivono di boxe.
Ma nei pezzi scritti prima e dopo il match Canelo-Charlo, lascia non poche perplessità.
A parte la sorprendente boutade formulata dal notissimo allenatore, Parisi nel primo pezzo non da per niente scontatissima la vittoria di Canelo,.
mentre nel secondo, scrive definendolo addirittura un match inutile! Nei veri fuoriclasse la differenza non è data da uno o due chili in più o in meno.
Certamente non è stato un match che ha regalato emozioni, ma certamente apprezzabile con qualche spunto curioso.
Di questi incontri ce ne sono stati tanti nel passato e, ce ne saranno altrettanti, in futuro.
Canelo è meritatamente campione in quattro sigle ma non si può definirlo un fuoriclasse.
Per esserlo, gli ci vorrebbe più "fantasia" e velocità nella braccia e nei "piedi".
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Canelo sì Canelo no
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Re: Canelo sì Canelo no
Charlo era abituato ad affrontare avversari meno pesanti di lui dopo la reidratazione, il che gli ha sempre dato un bel vantaggio.
È salito di due categorie, ha incontrato un pugile (forte) che ha un peso effettivo superiore a lui ed ha subito capito che non era aria visto che i colpi messi a segno non preoccupavano minimamente il messicano.
Il vantaggio stavolta non c'era, anzi. Magari lo sapeva ma pensava di poter fare di più.
Match noioso perché Charlo a quel punto ha tirato i remi in barca e cercato solo di limitare i danni.
È salito di due categorie, ha incontrato un pugile (forte) che ha un peso effettivo superiore a lui ed ha subito capito che non era aria visto che i colpi messi a segno non preoccupavano minimamente il messicano.
Il vantaggio stavolta non c'era, anzi. Magari lo sapeva ma pensava di poter fare di più.
Match noioso perché Charlo a quel punto ha tirato i remi in barca e cercato solo di limitare i danni.
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Re: Canelo sì Canelo no
Non credo di avere scritto qualcosa di sbagliato nè prima nè dopo il match fra Alvarez e Charlo. Basta rileggere ciò che ho scritto prima con più attenzione e magari anche il titolo. La doverosa riserva risiedeva nel fatto che Roach, non pincopalla, si fosse espresso in quesl modo, in realtà non era stato certo il solo ad avere notato un certo rilassamento nelle abitudini giornaliere del messicano. Non solo, rimarcavo anche la questione della differenza di categoria che non è affatto così peregrina. Visto poi il match cosa dovevo scrivere, che non fosse inutile come invece si è dimostrato? Nella presentazione avevo anche scritto che a parità di condizione i match fra due campioni li vince sempre quello di categoria superiore. Non me lo sono inventata io, lo ripetono da anni i più grandi allenatori della storia e anche i fatti. Ricordo una vecchia intervista di Nino Benvenuti che sosteneva come Griffith fosse stato in assoluto meglio di lui perché nonostante ci avesse perso 2 volte su 3 era pur sempre un welter naturale, tanto è vero che dopo quella trilogia Griffith riprovò il mondiale dei welter perdendo da uno che era ancora più bravo, Napoles.
Fra la categoria dei superwelter e quella dei supermedi ci sono 6 kg e 2 etti, non 1 o 2 chili. Il peso fatto registrare ufficialmente conta pochissimo perché poi sul ring la differenza torna grande perché uno rimane lì e l'altro sale di peso come del resto appariva evidente. Il risultato è stato che i colpi di Charlo erano buffetti per Alvarez che se ne è reso conto subito (anzi, lo sapeva ben prima). Se ne è reso conto anche Charlo che ha scelto di tirare a campare. Del resto era successo anche a Canelo versione mediomassimo sia contro Kovalev (col quale stava perdendo) che soprattutto contro Bivol tanto è vero che da vero furbo ha chiesto che una rivincita si facesse al limite dei supermedi sperando di drenare per bene il russo. L'unica differenza è che tirare a campare non rientra nella mentalità di Canelo.
Chiariamo anche la questione della presunta lentezza di Canelo, argomento che mi riporta alla memoria quando si diceva che Monzon fosse lento e poi chissà come mai arrivava sempre prima lui. Le migliori gambe, o meglio piedi, sul ring non sono quelli così belli da vedere di chi sembra un ballerino, ma quelli che sanno sempre come muoversi. Attualmente Canelo è uno dei migliori pugili nell'arte di tagliare il ring, ragione per cui gli avversari se lo ritrovano sempre addosso, soprattutto se non sono grandi maestri nell'uso del jab. E avere addosso Canelo è cosa che solo i grandissimi possono permettersi.
Non ho mai avuto simpatia per Canelo come non l'ho mai avuta per chi è protetto dall'establishment. Sono convinto che sia stato favorito da verdetti ingiusti almeno 2 volte (vedi Golovkin) se non 3 (vedi Lara), non gli perdono di averci preso tutti per il culo con la faccenda della carne contaminata e soprattutto il fatto di avere scientemente atteso che Golovkin compisse 40 anni prima di concedergli il terzo incontro. Il problema non è lui ma la boxe di oggi che consente queste cose. Nonostante ciò mi è impossibile non considerare Canelo un fuoriclasse ed è certo uno che già da tempo si sa che, trascorsi i canonici 5 anni dal suo ritiro, entrerà di corsa nella Hall of Fame di Canastota, e con pieno merito.
Fra la categoria dei superwelter e quella dei supermedi ci sono 6 kg e 2 etti, non 1 o 2 chili. Il peso fatto registrare ufficialmente conta pochissimo perché poi sul ring la differenza torna grande perché uno rimane lì e l'altro sale di peso come del resto appariva evidente. Il risultato è stato che i colpi di Charlo erano buffetti per Alvarez che se ne è reso conto subito (anzi, lo sapeva ben prima). Se ne è reso conto anche Charlo che ha scelto di tirare a campare. Del resto era successo anche a Canelo versione mediomassimo sia contro Kovalev (col quale stava perdendo) che soprattutto contro Bivol tanto è vero che da vero furbo ha chiesto che una rivincita si facesse al limite dei supermedi sperando di drenare per bene il russo. L'unica differenza è che tirare a campare non rientra nella mentalità di Canelo.
Chiariamo anche la questione della presunta lentezza di Canelo, argomento che mi riporta alla memoria quando si diceva che Monzon fosse lento e poi chissà come mai arrivava sempre prima lui. Le migliori gambe, o meglio piedi, sul ring non sono quelli così belli da vedere di chi sembra un ballerino, ma quelli che sanno sempre come muoversi. Attualmente Canelo è uno dei migliori pugili nell'arte di tagliare il ring, ragione per cui gli avversari se lo ritrovano sempre addosso, soprattutto se non sono grandi maestri nell'uso del jab. E avere addosso Canelo è cosa che solo i grandissimi possono permettersi.
Non ho mai avuto simpatia per Canelo come non l'ho mai avuta per chi è protetto dall'establishment. Sono convinto che sia stato favorito da verdetti ingiusti almeno 2 volte (vedi Golovkin) se non 3 (vedi Lara), non gli perdono di averci preso tutti per il culo con la faccenda della carne contaminata e soprattutto il fatto di avere scientemente atteso che Golovkin compisse 40 anni prima di concedergli il terzo incontro. Il problema non è lui ma la boxe di oggi che consente queste cose. Nonostante ciò mi è impossibile non considerare Canelo un fuoriclasse ed è certo uno che già da tempo si sa che, trascorsi i canonici 5 anni dal suo ritiro, entrerà di corsa nella Hall of Fame di Canastota, e con pieno merito.
Re: Canelo sì Canelo no
Io sul mio personalissimo quaderno ho tre sconfitte per Canelo, due contro GGG e una contro Lara, poi ho un nota bene dove scrivo che è dopato e che combatte contro chi vuole quando vuole e al peso che vuole e che se questo non basta a garantire la vittoria ci sono sempre i giudici. Quindi per quanto mi riguarda uno così fa più male che bene alla boxe, molto più male. Nonostante il talento.
mirko "the moviemaker"
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
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Re: Canelo sì Canelo no
condivido in toto il pensiero di Mirko e aggiungo che le sconfitte sono più di 3 considerando Bivol e Mayweather....e secondo me, a parte il popolo messicano, non credo che in giro per il mondo abbia tutti questi tifosi..ora pianificherà il solito match di maggio per l'indipendenza del suo paese ma non avremo gli incontri che vorremmo vedere
La realtà è quella cosa che, anche se smetti di crederci, non svanisce. (Philip K. Dick)