A proposito di Previdenza nel Pugilato.

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Lamberto
Peso Mosca
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Iscritto il: martedì 17 marzo 2020, 19:31

A proposito di Previdenza nel Pugilato.

Messaggio da Lamberto »

Le notizie apparse sulla stampa in questi giorni sul nostro amato ex Campione del Mondo Bruno Arcari, relative alle sue attuali difficoltà economiche, ripropongono un problema che in qualche modo, a mio modesto avviso, andrebbe seriamente affrontato. Chi segue, come noi del Forum, la boxe da tanti anni è "ormai abituato" a ricevere ogni tanto, spiacevoli notizie del genere e sovente le difficoltà economiche sono, purtroppo, accompagnate anche da precarie e spesso gravi condizioni di salute.
Chi, come me ha svolto un lavoro dipendente presso una Azienda, ha avuto trattenute obbligatorie sui propri stipendi per l'intera durata del percorso lavorativo ed anche alcune categorie di lavoratori autonomi, hanno un trattamento similare. Ciò permette che, alla fine della propria attività, si possa usufruire di una pensione.
Mi chiedo da tanto tempo: ma non sarebbe possibile fare un qualcosa di simile per questi nostri atleti del Pugilato?
Certo, non sarebbe facile ma se non ci si pensa e non si prova, di sicuro non cambierà mai nulla!
Io sono addolorato dalle notizie sulle tante situazioni analoghe di cui negli anni siamo venuti a conoscenza e che ci hanno informato di grandi Campioni e non, in difficoltà economiche e con gravi problemi di salute
Sono stato informato, a suo tempo, da Mauro Betti Vice Presidente del WBC, che tale Sigla già da qualche anno è operativa in questo campo, avendo creato un apposito "Capitolo" per questi scopi. E difatti il WBC è intervenuto con tempestività per la problematica di Arcari. Però non conosco, al momento, i criteri seguiti da tale sigla nelle erogazioni nè se esistano, da parte di altre Sigle o Organizzazioni Pugilistiche, iniziative in tal senso.
Non sarebbe il caso che il "mondo del Pugilato" si interessasse di questo importante problema al fine di fare un po' di chiarezza sull'argomento? E soprattutto che intraprendesse delle iniziative volte a rendere meno onerosi, ed a volte drammatici, i problemi che, con l'età, possono riguardare tutti i pugili?
Grazie per le vostre eventuali e sempre utili riflessioni sull'argomento.
Un cordiale saluto a tutti.
paolant
Peso Piuma
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Iscritto il: giovedì 31 dicembre 2020, 18:47

Re: A proposito di Previdenza nel Pugilato.

Messaggio da paolant »

Che dire, un pugile professionista percepisce una "borsa" e da quella, immagino, paghi le tasse. Le tasse versate ogni anno dal proprio guadagno dovrebbero comprendere,immagino sempre, un contributo pensionistico. Un pugile professionista che combatte quindici anni dovrebbe avere quindici anni di contributi pensionistici versati. Poi trovatemi un lavoro più usurante di quello di pugile (ho fatto i guanti con il mio collega Paolo Biancu e vi assicuro... vabbé, lasciamo perdere). Mi sembra di ricordare, non vorrei sbagliare, che lo stesso problema lo ebbero anche Duilio Loi e Carmelo Bossi e beneficiarono dell'assegno previsto dalla legge Onesti.
La prossima volta che senti un combattente dire "Preferisco morire piuttosto che perdere" o "dovrà uccidermi", osservalo attentamente. Tali parole non sono sempre mera spavalderia.
Bonaccorso
Amministratore
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Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:59

Re: A proposito di Previdenza nel Pugilato.

Messaggio da Bonaccorso »

Come tutti i lavoratori dello spettacolo, e gli sportivi sono inquadrati in questo settore, i pugili dovrebbero ricevere i contributi ENPALS, ente ora facente parte dell'INPS. Ancora prima di diventare campione europeo Paolo Vidoz si rivolse a me perché riteneva che il suo manager/organizzatore non gli versasse i contributi. lo indirizzai a un commercialista esperto del settore poi non ne ho giustamente più saputo nulla. Però con pochi anni di contributi, e i pugili non "lavorano" 40 anni, non torna indietro nulla sotto forma di pensione. Quindi servirebbe un intervento a livello statale. Arcari riceve un aiuto perché è stato un campione ma chi non ha vinto quanto lui?
Lamberto
Peso Mosca
Messaggi: 213
Iscritto il: martedì 17 marzo 2020, 19:31

Re: A proposito di Previdenza nel Pugilato.

Messaggio da Lamberto »

Nel ringraziare chi è intervenuto sull'argomento da me evidenziato, devo però chiarire che io non mi riferivo soltanto ai pugili italiani ma anche a quelli di altri Paesi.
L'inizIativa del WBC relativa al nostro Arcari, di cui ho parlato nel mio precedente intervento, non mi risulta essere un fatto isolato e, per le informazioni che ho ricevuto a suo tempo, la sua attività in questo particolare segmento si manifesta anche con l'erogazione di varie pensioni. Pur non conoscendo, come già ho detto, i criteri seguiti da tale sigla nella fattispecie, mi sembrerebbe un argomento da approfondire e su cui riflettere. In questo caso, infatti, una delle "troppe" Sigle (il WBC), il cui proliferare non ha certo giovato a questo nostro sport (come sappiamo tutti ce ne sono varie!!) ha avuto delle iniziative, in campo previdenziale, certamente positive. Potrebbero, se stimolate bene da chi può, fare ciò anche le altre Sigle (IBF WBO WBA) !!
È fantascienza ciò di cui sto parlando?
Purtroppo non mi sembra che in Italia, salvo errore, per questo argomento della Previdenza, la nostra Federazione Pugilistica Italiana abbia intrapreso azioni in tal senso per i pugili professionisti.
Infatti, come ha scritto Bonaccorso, il nostro Arcari (come già qualche altro nostro ex Campione) potrà usufruire della legge Onesti perchè ha "vinto tanto", ma non tutti i pugili possono certo fregiarsi di carriere come la sua!
Negli altri lavori chi termina il proprio periodo di attività, se ha versato i giusti contributi, percepisce automaticamente una pensione (senza il bisogno di dover essere stato un "Campione del mondo" nel proprio ambiente lavorativo e senza la necessità di essere in gravi difficoltà economiche) !
Peraltro, come ha evidenziato giustamente Paolant, il Pugilato è sicuramente un lavoro "usurante" ( anzi in molti casi "ultra usurante") e quindi potrebbe bastare un numero ridotto di anni di attività. Certo, ci vorrebbe "qualcuno" che, condividendole, portasse avanti queste considerazioni a favore del settore pugili professionisti.
Ed infine, è proprio fantascienza pensare che le Sigle possano interessarsi a questo problema? Magari avendo un ritorno economico dalla gestione di tali fondi ed anche un ritorno in termini di immagine?
Grazie per l'attenzione ed un cordiale saluto a tutti.
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