Chi avrebbe vinto? Nino Benvenuti-Carlos Monzon nel luglio 1967
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Chi avrebbe vinto? Nino Benvenuti-Carlos Monzon nel luglio 1967
Ecco a voi il match di questa settimana
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Martino1
Re: Chi avrebbe vinto? Nino Benvenuti-Carlos Monzon nel luglio 1967
Ritengo (e credo che lo ritenga anche Benvenuti) che Carlos Monzon avrebbe sempre battuto Nino, pure quello dei tempi migliori. Benvenuti, secondo me, insieme a Loi e Arcari é stato il miglior pugile italiano di tutti i tempi, ma l'argentino é altrettanto vero che é stato il migliore peso medio della storia della boxe o comunque uno dei primissimi, a seconda delle opinioni. Aveva proprio le caratteristiche perfette per battere il nostro campione: altezza, tenuta dei colpi, mani pesantissime, un sinistro smisurato che era una fucilata e benché fosse alto, all'occorrenza era tremendamente efficace pure alla breve distanza con montanti al corpo mozzafiato. Per non parlare della feroce determinazione che lo rendeva unico o quasi. Forse Nino avrebbe potuto affidarsi solo al suo saettante e molto spesso fatale gancio sinistro, ma é ben nota la reazione di Monzon a tale colpo quando lo subì in pieno nelle fasi iniziali del primo match. Dico Monzon e sempre per ko.
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virgilio pronzati
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Re: Chi avrebbe vinto? Nino Benvenuti-Carlos Monzon nel luglio 1967
Che Monzon sia stato uno dei migliori pesi medi degli ultimi cinquant'anni è assolutamente vero, ma per collocarlo tra i migliori di sempre ce ne passa! Senza lasciarsi trasportare dal temperamento o dalla soggettività, ritengo che nel 1967 Benvenuti avrebbe battuto Monzon dopo 15 durissime riprese. Un esiguo vantaggio di Nino su Monzon, conferito da un superiore fraseggio tecnico (ossia intelligenza pugilistica), risorse fisiche ancora buone, esperienza da vendere e perchè no, l'orgoglio del campione.
Monzon a quel tempo aveva tante energie ma ben poca esperienza. Anche gli avversari tranne qualcuno,
erano di seconda e terza scelta. Non c'erano ancora le prerogative che hanno poi determinato l'esito del
match del 1970.
Monzon a quel tempo aveva tante energie ma ben poca esperienza. Anche gli avversari tranne qualcuno,
erano di seconda e terza scelta. Non c'erano ancora le prerogative che hanno poi determinato l'esito del
match del 1970.
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Alberto Pionca
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Re: Chi avrebbe vinto? Nino Benvenuti-Carlos Monzon nel luglio 1967
Incontro molto difficile da prevedere, data l’assenza di immagini del Monzon pre-Benvenuti. Si può tentare di farsi un’idea esaminando il suo record, partendo dal presupposto che il Benvenuti del 1967 era cosa ben diversa da quello di oltre tre anni dopo.
Detto ciò, l’oggetto misterioso Monzon, a che livello era nel ’67? Scorrendo il suo record, si nota una sfilza di avversari di scarsa consistenza, ad eccezione, nel maggio 1967, di Bennie Briscoe, avversario comunque impegnativo, col quale non andò oltre il pari, che potrebbe avere anche un sapore casalingo.
Certamente, il miglior Monzon (quello che abbiamo imparato a conoscere) sarebbe stato un avversario molto, molto ostico, forse troppo, anche per il miglior Benvenuti, perché aveva un’altezza superiore che faceva fruttare in maniera esemplare, con martellate dritte che lasciavano il segno. I colpi al corpo, poi, non erano meno devastanti. Possedeva, infine, una fredda cattiveria che scatenava in tutta la sua violenza. Ma, addentrandosi in questo ragionamento, si finirebbe nella fantascienza, giacché, come capita molto spesso negli scontri tra campioni, quando uno è nel pieno della maturità, l’altro ha già imboccato il viale del tramonto.
Nel luglio 1967, Nino era fresco della conquista del titolo contro Griffith (perso di lì a poco contro lo stesso Emile, ma con una frattura alla costola che ne condizionò il rendimento), ancora lucido, sano, reattivo. Aveva dimostrato di saper affrontare dure battaglie senza tirarsi indietro, per cui la mia idea è che un Monzon ancora balbettante, non pronto per incontri ad alto livello, avrebbe perso ai punti di fronte alla fantasia, alla pulizia della scherma, all’esperienza e alla capacità di colpire col gancio sinistro di Nino Benvenuti.
Detto ciò, l’oggetto misterioso Monzon, a che livello era nel ’67? Scorrendo il suo record, si nota una sfilza di avversari di scarsa consistenza, ad eccezione, nel maggio 1967, di Bennie Briscoe, avversario comunque impegnativo, col quale non andò oltre il pari, che potrebbe avere anche un sapore casalingo.
Certamente, il miglior Monzon (quello che abbiamo imparato a conoscere) sarebbe stato un avversario molto, molto ostico, forse troppo, anche per il miglior Benvenuti, perché aveva un’altezza superiore che faceva fruttare in maniera esemplare, con martellate dritte che lasciavano il segno. I colpi al corpo, poi, non erano meno devastanti. Possedeva, infine, una fredda cattiveria che scatenava in tutta la sua violenza. Ma, addentrandosi in questo ragionamento, si finirebbe nella fantascienza, giacché, come capita molto spesso negli scontri tra campioni, quando uno è nel pieno della maturità, l’altro ha già imboccato il viale del tramonto.
Nel luglio 1967, Nino era fresco della conquista del titolo contro Griffith (perso di lì a poco contro lo stesso Emile, ma con una frattura alla costola che ne condizionò il rendimento), ancora lucido, sano, reattivo. Aveva dimostrato di saper affrontare dure battaglie senza tirarsi indietro, per cui la mia idea è che un Monzon ancora balbettante, non pronto per incontri ad alto livello, avrebbe perso ai punti di fronte alla fantasia, alla pulizia della scherma, all’esperienza e alla capacità di colpire col gancio sinistro di Nino Benvenuti.
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Bonaccorso
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Re: Chi avrebbe vinto? Nino Benvenuti-Carlos Monzon nel luglio 1967
Ero un ragazzino quando Benvenuti perse il titolo mondiale a Roma contro Monzon. Piansi. La rivincita era in qualche modo scontata, Nino aveva perso anche con Chirino, era in caduta libera e Amaduzzi fece benissimo a gettare la spugna, lo sa anche Benvenuti. Nel 1967 era tutta un'altra storia. Monzon non era ancora noto, e non lo era abbastanza nemmeno quando battè Benvenuti, altrimenti quella sfida si doveva evitare a tutti i costi e sarebbe stato possibile. Qualche malalingua disse che Amaduzzi era sì andato in Argentina per vederlo ma che una volta lì si fosse dedicato a tutt'altro.
Però Monzon era quello che si definisce "best kept secret in boxing" ed a giochi fatti certamente uno dei pesi medi più forti della storia, non il migliore, perché con un Robinson non avrebbe comunque visto palla. Ma abbastanza forte già nel 1967 da vincere un bell'incontro ai punti, un incontro equilibrato in cui Benvenuti sarebbe stato grande ma non abbastanza.
Però Monzon era quello che si definisce "best kept secret in boxing" ed a giochi fatti certamente uno dei pesi medi più forti della storia, non il migliore, perché con un Robinson non avrebbe comunque visto palla. Ma abbastanza forte già nel 1967 da vincere un bell'incontro ai punti, un incontro equilibrato in cui Benvenuti sarebbe stato grande ma non abbastanza.
Re: Chi avrebbe vinto? Nino Benvenuti-Carlos Monzon nel luglio 1967
Nino Benvenuti lo conosciamo tutti bene. Al di là dei comprensibili pareri personali di ciascuno di noi, è stato un vero grande campione a livello mondiale che, sia nei dilettanti che nei professionisti, ha vinto tutto ciò che c'era da vincere (medaglia d'oro e coppa V. B. comprese, alle Olimpiadi). Dotato da sempre delle "stimmate" del fuoriclasse, nei professionisti ha salito tutti i gradini delle gerarchie sino ad arrivare, nell'aprile del '67 al titolo di campione del mondo dei pesi medi, quando tale titolo era "mondiale" davvero ! Inoltre, particolare non certo trascurabile, è che tale titolo lo ha conquistato e successivamente riconquistato (marzo '68) al Madison Square Garden di New York e non in Italia.
Trovo quasi superfluo e ripetitivo, almeno per noi italiani, dilungarmi sulle straordinarie caratteristiche tecniche e di intelligenza pugilistica in suo possesso. Quando si ha avuto una carriera come la sua i fatti parlano da soli anche se, ripeto, su taluni episodi e circostanze i pareri possono essere comprensibilmente diversi.
Le carriere però, anche le più fulgide, ad un certo punto iniziano naturalmente una parabola discendente e qualunque campione non riesce più ad essere lo stesso. A tale proposito ricordo che nell'ottobre '69 (un mese e mezzo circa prima del match di Roma con Rodriguez) mi recai a Napoli per assistere all'incontro Benvenuti vs Scott e rimasi molto colpito e perplesso. Fraser Scott, un buon pugile giovane ed esuberante, ma non certo un campione, mise in difficoltà il triestino ed io notai che quest'ultimo non vedeva più bene partire i colpi del suo avversario e, di conseguenza, finiva per incassarne un gran numero. In verità, già mi ero accorto che dopo i tre incontri con Griffith, naturalmente alcuni mesi dopo, Benvenuti non mi appariva più lo stesso ma l'incontro di Napoli me lo confermò in modo netto. Poi l'ulteriore declino successivo lo abbiamo visto tutti.
Monzon è stato un altro vero grande campione, capace di detenere il "mondiale" dei pesi medi per circa 7 anni e di respingere gli assalti degli sfidanti con una serie di 14 vittorie consecutive. Anche qui, cosa dire, i numeri parlano da soli e alcuni validi giornalisti lo inseriscono ai primi posti di una graduatoria dei migliori pesi medi di sempre.
Ma, come al solito, in questa sede la domanda che ci viene fatta non è: chi è stato il migliore tra i due? La domanda la conosciamo ed è riferita ad un ipotetico incontro con data luglio '67, titolo mondiale in palio.
In questa data io credo che si sarebbero trovati di fronte due pugili ben diversi da quelli che si scontrarono nel novembre del '70.
Nino Benvenuti sarebbe stato al massimo del proprio rendimento e della propria maturità, sorretto ancora da un fisico che, tra le altre qualità, lo aveva portato a vincere sempre (il match con Kim a Seoul non può considersrsi una sicura sconfitta), mentre Monzon non penso che sarebbe potuto essere lo stesso pugile che si presentò poi al Palasport di Roma nl '70. Analizzando la carriera di quest'ultimo sino al luglio '67, (purtroppo dai filmati sono riuscito a vedere molto poco, quasi nulla) attraverso gli avversari incontrati non si riscontrano, salvo eccezioni, pugili molto conosciuti: Jeorge Fernandez (due vittorie), Bennie Briscoe (pareggio al Luna Park di B. Aires!), Antonio Aguilar (due vittorie), Andres Selpa (un pari e una vittoria).
La mia opinione è che sarebbe stato un incontro molto duro in cui le grandi potenzialità, ancora parzialmente inespresse, di Monzon sarebbero state tenute a bada, con grande attenzione, dalla limpida classe, dalla esperienza e dall'intelligenza del nostro pugile che avrebbe condotto il match e vinto, non senza difficoltà, ai punti.
Trovo quasi superfluo e ripetitivo, almeno per noi italiani, dilungarmi sulle straordinarie caratteristiche tecniche e di intelligenza pugilistica in suo possesso. Quando si ha avuto una carriera come la sua i fatti parlano da soli anche se, ripeto, su taluni episodi e circostanze i pareri possono essere comprensibilmente diversi.
Le carriere però, anche le più fulgide, ad un certo punto iniziano naturalmente una parabola discendente e qualunque campione non riesce più ad essere lo stesso. A tale proposito ricordo che nell'ottobre '69 (un mese e mezzo circa prima del match di Roma con Rodriguez) mi recai a Napoli per assistere all'incontro Benvenuti vs Scott e rimasi molto colpito e perplesso. Fraser Scott, un buon pugile giovane ed esuberante, ma non certo un campione, mise in difficoltà il triestino ed io notai che quest'ultimo non vedeva più bene partire i colpi del suo avversario e, di conseguenza, finiva per incassarne un gran numero. In verità, già mi ero accorto che dopo i tre incontri con Griffith, naturalmente alcuni mesi dopo, Benvenuti non mi appariva più lo stesso ma l'incontro di Napoli me lo confermò in modo netto. Poi l'ulteriore declino successivo lo abbiamo visto tutti.
Monzon è stato un altro vero grande campione, capace di detenere il "mondiale" dei pesi medi per circa 7 anni e di respingere gli assalti degli sfidanti con una serie di 14 vittorie consecutive. Anche qui, cosa dire, i numeri parlano da soli e alcuni validi giornalisti lo inseriscono ai primi posti di una graduatoria dei migliori pesi medi di sempre.
Ma, come al solito, in questa sede la domanda che ci viene fatta non è: chi è stato il migliore tra i due? La domanda la conosciamo ed è riferita ad un ipotetico incontro con data luglio '67, titolo mondiale in palio.
In questa data io credo che si sarebbero trovati di fronte due pugili ben diversi da quelli che si scontrarono nel novembre del '70.
Nino Benvenuti sarebbe stato al massimo del proprio rendimento e della propria maturità, sorretto ancora da un fisico che, tra le altre qualità, lo aveva portato a vincere sempre (il match con Kim a Seoul non può considersrsi una sicura sconfitta), mentre Monzon non penso che sarebbe potuto essere lo stesso pugile che si presentò poi al Palasport di Roma nl '70. Analizzando la carriera di quest'ultimo sino al luglio '67, (purtroppo dai filmati sono riuscito a vedere molto poco, quasi nulla) attraverso gli avversari incontrati non si riscontrano, salvo eccezioni, pugili molto conosciuti: Jeorge Fernandez (due vittorie), Bennie Briscoe (pareggio al Luna Park di B. Aires!), Antonio Aguilar (due vittorie), Andres Selpa (un pari e una vittoria).
La mia opinione è che sarebbe stato un incontro molto duro in cui le grandi potenzialità, ancora parzialmente inespresse, di Monzon sarebbero state tenute a bada, con grande attenzione, dalla limpida classe, dalla esperienza e dall'intelligenza del nostro pugile che avrebbe condotto il match e vinto, non senza difficoltà, ai punti.
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lilith.dea84
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Re: Chi avrebbe vinto? Nino Benvenuti-Carlos Monzon nel luglio 1967
Come al solito chi mi ha preceduto nei pareri ha ben illustrato le carriere di entrambi con loro pregi e difetti. Faccio una premessa: considero Robinson il più forte pound for pound della storia della boxe,ma non credo avrebbe facilmente battuto uno dalle misure da mediomassimo(vedasi la sconfutta con Maxim) come lo era Carlos. Quindi Monzon se la gioca con Sugar Ray per il primo posto nei medi. Questa premessa per dire quanto fosse forte Monzon e quanta fama e rabbia avesse nel suo animo. Certo il Benvenuto del '67 era ben diverso da quello ormai imborghesito del biennio '70-'71 quando resse più o meno botta per 10 round nel primo match prima di venire abbattuto da una martellata in pieno viso,mentre nella rivincita fu spazzato via. Certo due vittorie su tre incontri con Griffith contano nell'ottimo giudizio come gran peso medio di Nino(che però era meglio da medio jr),tuttavia Griffith era stato spazzato via(in un solo round) da Hurricane Carter e forse non aveva vinto contro Tiger e Arcer, anche lui il meglio non lo dette da medio ma da welter. Mentre Monzon avrebbe battuto per ko i tre da me citati.
Il fantasy match del '67 avrebbe avuto un canovaccio simile a quello del '70 con Nino che avrebbe fatto valere la maggior mobilità e fantasia dei colpi e qualche danno con il montante l'avrebbe procurato a Monzon. Ma sulle 15 lo sfidante(temendo una soluzione ai punti che l'avrebbe visto soccombente in Italia) avrebbe approfittato delle carenze della mascella di Nino, come aveva dimostrato anni prima un altro argentino Gutierrez. Monzon sapeva far male con entrambe le mani ed era il "Liston" dei medi come caratteristiche: freddo e spietato lo avrebbe cotto a puntino dall'undcesima ripresa e abbattuto come avvenne nel '70 nel match reale, magari alla quattordicesima. Monzon per ko.
Il fantasy match del '67 avrebbe avuto un canovaccio simile a quello del '70 con Nino che avrebbe fatto valere la maggior mobilità e fantasia dei colpi e qualche danno con il montante l'avrebbe procurato a Monzon. Ma sulle 15 lo sfidante(temendo una soluzione ai punti che l'avrebbe visto soccombente in Italia) avrebbe approfittato delle carenze della mascella di Nino, come aveva dimostrato anni prima un altro argentino Gutierrez. Monzon sapeva far male con entrambe le mani ed era il "Liston" dei medi come caratteristiche: freddo e spietato lo avrebbe cotto a puntino dall'undcesima ripresa e abbattuto come avvenne nel '70 nel match reale, magari alla quattordicesima. Monzon per ko.
La bellezza è negli occhi di chi guarda la purezza dell'Anima.Senza pretendere di capire il perché della vera natura di chi hai di fronte: a volte cogliendola subito, a volte comprendendola più tardi
https://www.youtube.com/watch?v=ptrns6WTqBw
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Re: Chi avrebbe vinto? Nino Benvenuti-Carlos Monzon nel luglio 1967
Forse sono fuori tempo massimo. È un match che mi mette in difficoltà, perché non so come fosse il Monzon del '67. Il miglior Benvenuti aveva, secondo me, le armi giuste da opporgli, essendo provvisto di un'ottima scherma che gli avrebbe permesso di reggere il confronto dalla lunga distanza. Il Monzon che strappò il titolo al nostro nel '70 era un uomo in missione, un insospettabile predestinato alla gloria: anche il miglior Benvenuti, quella sera, avrebbe ceduto il passo. Il quesito, destinato - per quanto mi riguarda - a restare inevaso, è se Monzon fosse già così forte tre anni prima. Dal punto di vista anagrafico, non lo si sarebbe potuto considerare acerbo, ma non è detto che non lo fosse sotto l'aspetto tecnico. Anche perché credo che l'argentino si sia affinato ben oltre la soglia dei vent'anni, non essendo esattamente un esempio di talento "naturale". Visto l'andamento del primo match tra i due (il secondo neanche lo considero), mi riesce comunque difficile dare vincente Benvenuti. Per azzardare un simile pronostico, dovrei aver visto il Monzon del periodo precedente. Opto quindi per una vittoria ai punti dell' argentino, con un atterramento a suo favore nel finale e un distacco nell'ordine delle quattro lunghezze.
Re: Chi avrebbe vinto? Nino Benvenuti-Carlos Monzon nel luglio 1967
Monzon vince ai punti.
mirko "the moviemaker"
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali