Rivedere il mito Tyson
Moderatori: Bonaccorso, kinchen, mirko
-
michele.raffi
- Peso Piuma
- Messaggi: 600
- Iscritto il: domenica 23 settembre 2007, 20:31
- Località: Versilia
Rivedere il mito Tyson
Inutile dire che l'articolo in home Page di Vittorio Parisi è ineccepibile. Chi scrive era tifosissimo di Tyson. Piansi addirittura quando perse da Douglas. Però le carriere vanno viste nel complesso e nel complesso Mike aveva dei limiti ben precisi tipo l'assenza di un qualsivoglia piano b. I match arrivati alla fine con Tucker e Smith dovevano suonare come campanello d'allarme. Rino Tommasi, colui che ha fatto scoprire Tyson in Italia molto prima che lo scoprissero in america, disse che dopo la sconfitta con Holyfield il pugile Tyson doveva essere ridimensionato come valore. Una bella manifestazione di onestà intellettuale
Re: Rivedere il mito Tyson
Se Cus fisse vissuto 10 anni più a lungo chissà cosa si direbbe oggi di Tyson.
mirko "the moviemaker"
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
-
kinchen
- Peso Superleggero
- Messaggi: 972
- Iscritto il: domenica 19 marzo 2006, 19:02
- Località: sesto san giovanni (MI)
Re: Rivedere il mito Tyson
In realtà si può discutere ogni pugile, lo stesso Alì è difficile da collocare tra mito e realtà. Quello che so è che all' epoca Spinks era ritenuto un grande, che lo stesso Holmes batté Mercer e fece sfigurare Holyfield ben dopo il match con Tyson. Secondo me il primo Tyson rientra nei 10 all time tranquillamente, ora ovviamente non può combattere ma quello non c' entra, non avrebbe mai dovuto combattere da Holyfield un poi, non era più un pugile ma sarebbe come giudicare Alì dai match con spinks holmes e berbick o frazier da quelli con foreman
-
Alberto Pionca
- Peso Mosca
- Messaggi: 219
- Iscritto il: domenica 15 marzo 2020, 23:01
Re: Rivedere il mito Tyson
...Magari dopo aver scagliato queste serie tremende si ferma per riprendere il fiato e ansima con affanno . Così conclude l'articolo l'articolo di oggi sul nuovo video di Mike Tyson in allenamento. Aggiungerei: anche prima che sopraggiungano affanno e stanchezza, chissà quanti di quei colpi andrebbero realmente a segno, e quanti, invece, ne subirebbe con un movimento di tronco che, per forza di cose, non è neanche lontano parente di quello dei bei tempi... Contnui a dilettarsi, disputi qualche ripresa di esibizione per beneficenza, non di più.
Re: Rivedere il mito Tyson
Ecco un'altro vecchio tifoso di Tyson che sta per dire la sua
:
L'ho seguito da sempre, mi ha entusiasmato, mi ha rattristato nelle varie fasi del lungo declino.
Che sembrava essere iniziato dopo la sconfitta con Holyfield ma che in realtà partiva da molto molto lontano.
Qualche anno fa ho letto la sua autobiografia, ed ancora adesso mi domando come faccia ad essere ancora vivo, dopo gli eccessi di droghe e alcool, oltre alle pazzie varie fatte fin da giovanissimo ed in seguito.
Il rimpianto, unito alla sincera curiosità di cosa avrebbe potuto essere un Tyson disciplinato anche dopo Cus D'Amato, resta eccome.
In tal caso probabilmente avremmo avuto un atleta pericoloso non solo nelle prime riprese ma anche dopo.
E comunque, se andate a recuperare (su youtube) le sessioni di figure fatte prima dell'ultimo match e le confrontate con quelle di oggi,beh...oggi sta molto meglio.
Il che dà l'idea del penoso stato psicofisico nel quale ha affrontato diversi match,con esiti disastrosi.
L'ho seguito da sempre, mi ha entusiasmato, mi ha rattristato nelle varie fasi del lungo declino.
Che sembrava essere iniziato dopo la sconfitta con Holyfield ma che in realtà partiva da molto molto lontano.
Qualche anno fa ho letto la sua autobiografia, ed ancora adesso mi domando come faccia ad essere ancora vivo, dopo gli eccessi di droghe e alcool, oltre alle pazzie varie fatte fin da giovanissimo ed in seguito.
Il rimpianto, unito alla sincera curiosità di cosa avrebbe potuto essere un Tyson disciplinato anche dopo Cus D'Amato, resta eccome.
In tal caso probabilmente avremmo avuto un atleta pericoloso non solo nelle prime riprese ma anche dopo.
E comunque, se andate a recuperare (su youtube) le sessioni di figure fatte prima dell'ultimo match e le confrontate con quelle di oggi,beh...oggi sta molto meglio.
Il che dà l'idea del penoso stato psicofisico nel quale ha affrontato diversi match,con esiti disastrosi.
Ancora,sempre,ostinatamente.
-
virgilio pronzati
- Peso Minimosca
- Messaggi: 177
- Iscritto il: giovedì 14 maggio 2020, 16:31
Re: Rivedere il mito Tyson
Guardando Tyson al microscopio ne uscirebbe un quadro dalle tinte forti ma contrastanti. Quasi imbattile nei primi 3-4 anni, vulnerabile negli anni seguenti per le note vicissitudini (che avrebbero minato chiunque), l’ombra di se stesso in fine carriera. Non sono d’accordo sulla tesi che Tyson poteva vincere per ko solo nelle prime riprese. Non poche le ha ottenute nella seconda parte del match e, alcune ai punti. Essendo un brevilineo molto muscoloso e massiccio, colpendo in serie, non solo avrebbe avuto, come tutti, la necessitò di riprendere fiato, ma un naturale rallentamento per la quantità di acido lattico nei muscoli. La sua era una scelta dovuta. Non avendo un’alta statura e un’allungo appena discreto e, con un gioco di gambe limitato o parziale, non avrebbe potuto fare di meglio. Sulla sua personalità, discutibile quanto si vuole, trova similitudine anche in altri campioni.
Re: Rivedere il mito Tyson
Potrbbe rientrare o meno nella dicitura ""gioco di gambe" ma il miglior Tyson aveva una capacità di accorciare la distanza e di spostarsi lateralmente piuttosto impressionante.
mirko "the moviemaker"
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali
-
kinchen
- Peso Superleggero
- Messaggi: 972
- Iscritto il: domenica 19 marzo 2006, 19:02
- Località: sesto san giovanni (MI)
Re: Rivedere il mito Tyson
Io sono dell' idea che un conto è la "mitologia" sorta intorno a pugili che avevano qualità ma erano soprattutto beniamini del pubblico o comunque spettacolari ma, limitati, tipo Arturo gatti. Un altro è pensare a una sopravalutazione mediatica di un pugile come Tyson, del resto è stato ampiamente rivalutato Holmes (ingiustamente, al contrario, snobbato all' epoca) che comunque fece la sua bella fatica con i vari Weaver,Witherspoon ecc. La generazione di massimi del primo Tyson era tutt' altro che trascurabile, Thomas, Smith, Tucker, Biggs non erano affatto mediocri e Spinks era considerato uno dei più grandi mediomassimi di sempre.
-
lilith.dea84
- Peso Paglia
- Messaggi: 91
- Iscritto il: domenica 12 aprile 2020, 18:44
Re: Rivedere il mito Tyson
Segnalo anche l'altro articolo in HP di Dario Torromeo, altrettanto interessante, magari più di "colore", come fa spesso Torromeo che sa alternare bene nei suoi libri aneddoti privati con valutazioni tecniche. Parto dalla classifica dei pesi massimi trovata in un vecchio articolo proprio di Torromeo, per dare una collocazione storico tecnico-pugilistica ad Iron Mike, partendo da un confronto con gli altri grandi campioni dei massimi .
Joe Louis
Muhammad Ali
Rocky Marciano
Jack Dempsey
Gene Tunney
George Foreman
Sonny Liston
Joe Frazier
Larry Holmes
Lennox Lewis
Mike Tyson
Ken Norton
Evander Holyfield
Ezzard Charles
Vitali Klitschko
Diciamo che Torromeo è stato indulgente nelle valutazioni(messo troppo in alto forse ci stava Walcott lì al posto suo, ma lui ha avuto il privilegio di vederlo spesso a bordo ring), ed ha tenuto conto del primo Tyson quello che ebbe il suo apice battendo, in 91'' un mediomassimo certo costruito bene in palestra come massimo dignitoso(e lo sa Holmes che ci perse, forse ingiustamente nella rivincita), come Spinks..ma che evitò di affrontare gente come Witherspoon, Smith e Tucker, perché serviva restasse imbattuto prima di affrontare Mike. Prima del match che fu lo sliding doors della sua carriera con Douglas, una delle 5 più grandi sorprese nella storia del pugilato, i limiti di Tyson erano ben stati nascosti dalla mediocrità di troppi sfidanti, e li avete indicati voi i suoi limiti. Ma con un colpo solo (la sua più grande qualità pari solo a quella di un Dempsey, di un Marciano o di un Foreman), era riuscito a mettere giù ben oltre i 10 secondi il mediocre Douglas, il cronometro fu chiarissimo. Poi l'arbitro contò, non volutamente al rallenty, ed il match fu vinto va detto dal carneade che brutalizzò un pugile che sulla carta era 4 spanne sopra lui. Alì, Louis, Marciano, Foreman, Liston, Frazier,Tunney, Johnson e Dempsey non si sarebbero mai fatti malmenare così, neanche in una serataccia...avrebbero vinto facendo valere le gerarchie preesistenti. La verità è che senza quel lavoro dispendioso sul tronco e la voglia di tagliare gli angoli agli avversari, Tyson era un pugile monotono, potentissimo ma impossibilitato a cambiare registro.
Certo dopo la morte di D'Amato prima e di Jim Jacobs dopo, perse i suoi angeli custodi ed è tutto vero, tuttavia come ho detto in altre occasioni aveva limiti caratteriali ed una fragilità psicologica decisiva per non farlo essere un campionissimo, un fuoriclasse per quattro anni sì..una specie di scheggia impazzita che nel biennio '86-88 avrebbe messo ko dei buoni ex campioni, non quelli che ho citato. Holmes forse ci avrebbe potuto rimettere le penne, in modo meno drammatico di quello che avvenne nel loro match reale(diciamo 50-50) Holyfield ci avrebbe perso, anche Bowe avrebbe corso il rischio di finire giù, e probabilmente il Lewis svagato che perse da McCall sarebbe finito male. Ma parliamo di ottimi/discreti campioni, da decimo posto in giù in una classifica dei primi 30 degli ultimi 100 anni dei massimi, in cui potremmo inserire il coriaceo Schmelling, il veloce Patterson, ed il clownersco ma dai colpi mortiferi Baer.
Sicuramente Tyson fu superiore ai Klitschko, mentre i pugili odierni li avrebbe battuti (i primi 5) uno al mese per ko. Dopo Tyson ammettiamolo non si è più parlato di boxe nei bar o altrove.
Facendo una media tra il primo(eccitante e spaventoso per potenza ed aggressività) ed il secondo Tyson ormai postero di sè... io lo metterei fuori da una rigida classifica il"cattivo" Iron Mike
Francamente è come valutare due pugili opposti tra loro, 3 anni di prigione(forse ingiusta), troppe vite in una, troppi se e troppi ma..per dire cosa sia stato il suo apparire sulla scena di una boxe che stava già declinando almeno come sport di combattimento più popolare. Difficile dare una certa valutazione a 360 gradi della figura di Tyson. Un po' come valutare la consistenza letteraria de il Giovane Holden: grande capolavoro o libercolo sopravvalutato di un misantropo? O entrambe le cose??
Spero davvero non torni sul ring nemmeno per un'esibizione, si alleni sempre se serve a combattere e vincere tutti i giorni i propri demoni.
Joe Louis
Muhammad Ali
Rocky Marciano
Jack Dempsey
Gene Tunney
George Foreman
Sonny Liston
Joe Frazier
Larry Holmes
Lennox Lewis
Mike Tyson
Ken Norton
Evander Holyfield
Ezzard Charles
Vitali Klitschko
Diciamo che Torromeo è stato indulgente nelle valutazioni(messo troppo in alto forse ci stava Walcott lì al posto suo, ma lui ha avuto il privilegio di vederlo spesso a bordo ring), ed ha tenuto conto del primo Tyson quello che ebbe il suo apice battendo, in 91'' un mediomassimo certo costruito bene in palestra come massimo dignitoso(e lo sa Holmes che ci perse, forse ingiustamente nella rivincita), come Spinks..ma che evitò di affrontare gente come Witherspoon, Smith e Tucker, perché serviva restasse imbattuto prima di affrontare Mike. Prima del match che fu lo sliding doors della sua carriera con Douglas, una delle 5 più grandi sorprese nella storia del pugilato, i limiti di Tyson erano ben stati nascosti dalla mediocrità di troppi sfidanti, e li avete indicati voi i suoi limiti. Ma con un colpo solo (la sua più grande qualità pari solo a quella di un Dempsey, di un Marciano o di un Foreman), era riuscito a mettere giù ben oltre i 10 secondi il mediocre Douglas, il cronometro fu chiarissimo. Poi l'arbitro contò, non volutamente al rallenty, ed il match fu vinto va detto dal carneade che brutalizzò un pugile che sulla carta era 4 spanne sopra lui. Alì, Louis, Marciano, Foreman, Liston, Frazier,Tunney, Johnson e Dempsey non si sarebbero mai fatti malmenare così, neanche in una serataccia...avrebbero vinto facendo valere le gerarchie preesistenti. La verità è che senza quel lavoro dispendioso sul tronco e la voglia di tagliare gli angoli agli avversari, Tyson era un pugile monotono, potentissimo ma impossibilitato a cambiare registro.
Certo dopo la morte di D'Amato prima e di Jim Jacobs dopo, perse i suoi angeli custodi ed è tutto vero, tuttavia come ho detto in altre occasioni aveva limiti caratteriali ed una fragilità psicologica decisiva per non farlo essere un campionissimo, un fuoriclasse per quattro anni sì..una specie di scheggia impazzita che nel biennio '86-88 avrebbe messo ko dei buoni ex campioni, non quelli che ho citato. Holmes forse ci avrebbe potuto rimettere le penne, in modo meno drammatico di quello che avvenne nel loro match reale(diciamo 50-50) Holyfield ci avrebbe perso, anche Bowe avrebbe corso il rischio di finire giù, e probabilmente il Lewis svagato che perse da McCall sarebbe finito male. Ma parliamo di ottimi/discreti campioni, da decimo posto in giù in una classifica dei primi 30 degli ultimi 100 anni dei massimi, in cui potremmo inserire il coriaceo Schmelling, il veloce Patterson, ed il clownersco ma dai colpi mortiferi Baer.
Sicuramente Tyson fu superiore ai Klitschko, mentre i pugili odierni li avrebbe battuti (i primi 5) uno al mese per ko. Dopo Tyson ammettiamolo non si è più parlato di boxe nei bar o altrove.
Facendo una media tra il primo(eccitante e spaventoso per potenza ed aggressività) ed il secondo Tyson ormai postero di sè... io lo metterei fuori da una rigida classifica il"cattivo" Iron Mike
Spero davvero non torni sul ring nemmeno per un'esibizione, si alleni sempre se serve a combattere e vincere tutti i giorni i propri demoni.
La bellezza è negli occhi di chi guarda la purezza dell'Anima.Senza pretendere di capire il perché della vera natura di chi hai di fronte: a volte cogliendola subito, a volte comprendendola più tardi
https://www.youtube.com/watch?v=ptrns6WTqBw
https://www.youtube.com/watch?v=ptrns6WTqBw
-
Bonaccorso
- Amministratore
- Messaggi: 4200
- Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:59
Re: Rivedere il mito Tyson
Quell'articolo che ha iniziato questa discussione aveva anche un po' questo scopo, cioè di fare discutere, ma ciò non toglie che i suoi contenuti siano pensati. Tra l'altro rileggendo il record di Tyson confermo che la potenza di Tyson si affievoliva col passare delle riprese in modo consistente, ci sono solo due casi di vittorie dopo il 6° round e una è al settimo.
Inoltre ritengo non sia assolutamente possibile giudicare un pugile solo dal periodo migliore della sua carriera ma solo considerando il suo intero percorso anche in relazione all'età. Se poi Tyson si è buttato via sono problemi suoi. Allo stesso modo si potrebbe sostenere allora che Edwin Valero sia stato il miglior pugile di tutti i tempi. Non concordo sul fatto che i vari Thomas, Biggs, Smith siano stati grandi pugili. Smith decise di voler arrivare in fondo, si chiuse a riccio e ce la fece. Biggs e Thomas erano due tossicodipendenti e anche in questo caso vale ciò che hanno fatto, ben poco, e non cosa avrebbero, magari, forse, potuto fare.
La classifica di Torromeo la condivido quasi interamente ma non ha importanza perché mi sono sempre più convinto nel tempo che un pugile può essere paragonato solo ai suoi contemporanei. C'è di più. Tutti siamo molto affezionati agli idoli della nostra gioventù o a quelli che ci hanno raccontato quelli che sono venuti prima di noi e naturalmente portati a farne dei miti. E non è neppure vero che la boxe è uno sport che non cambia, forse è cambiata meno di altri sport ma non ha senso paragonare, che so, Dempsey a Frazier. Questi aspetti portano a considerare inferiori i contemporanei. Mayweather o Lomachenko non hanno nulla da invidiare ad Henry Armstrong o Barney Ross o Lou Ambers.
Vale anche per i pesi massimi. Trattare, per esempio, un Tyson Fury come se fosse uno qualunque significa non rendersi conto che un uomo di dimensioni enormi che si muove sui piedi e con la velocità di braccia che ha lui metterebbe in difficoltà chiunque in qualsiasi epoca. Non si tratta di Valuev! E il destro di Wilder avrebbe potuto mettere K.O. chiunque adesso come in altre epoche, proprio come, che so, Earnie Shavers.
La creazione dei match mai effettuati fra contemporanei ha proprio lo scopo di proporre discussioni credibili, certo sempre ipotetiche ma non quanto sarebbero fra pugili di epoche distanti come pure in passato abbiamo fatto.
Inoltre ritengo non sia assolutamente possibile giudicare un pugile solo dal periodo migliore della sua carriera ma solo considerando il suo intero percorso anche in relazione all'età. Se poi Tyson si è buttato via sono problemi suoi. Allo stesso modo si potrebbe sostenere allora che Edwin Valero sia stato il miglior pugile di tutti i tempi. Non concordo sul fatto che i vari Thomas, Biggs, Smith siano stati grandi pugili. Smith decise di voler arrivare in fondo, si chiuse a riccio e ce la fece. Biggs e Thomas erano due tossicodipendenti e anche in questo caso vale ciò che hanno fatto, ben poco, e non cosa avrebbero, magari, forse, potuto fare.
La classifica di Torromeo la condivido quasi interamente ma non ha importanza perché mi sono sempre più convinto nel tempo che un pugile può essere paragonato solo ai suoi contemporanei. C'è di più. Tutti siamo molto affezionati agli idoli della nostra gioventù o a quelli che ci hanno raccontato quelli che sono venuti prima di noi e naturalmente portati a farne dei miti. E non è neppure vero che la boxe è uno sport che non cambia, forse è cambiata meno di altri sport ma non ha senso paragonare, che so, Dempsey a Frazier. Questi aspetti portano a considerare inferiori i contemporanei. Mayweather o Lomachenko non hanno nulla da invidiare ad Henry Armstrong o Barney Ross o Lou Ambers.
Vale anche per i pesi massimi. Trattare, per esempio, un Tyson Fury come se fosse uno qualunque significa non rendersi conto che un uomo di dimensioni enormi che si muove sui piedi e con la velocità di braccia che ha lui metterebbe in difficoltà chiunque in qualsiasi epoca. Non si tratta di Valuev! E il destro di Wilder avrebbe potuto mettere K.O. chiunque adesso come in altre epoche, proprio come, che so, Earnie Shavers.
La creazione dei match mai effettuati fra contemporanei ha proprio lo scopo di proporre discussioni credibili, certo sempre ipotetiche ma non quanto sarebbero fra pugili di epoche distanti come pure in passato abbiamo fatto.
-
lilith.dea84
- Peso Paglia
- Messaggi: 91
- Iscritto il: domenica 12 aprile 2020, 18:44
Re: Rivedere il mito Tyson
Earnie Shavers, Ron Lyle, Ringo Bonaveva e Jerry Quarry sono stati dei re senza corona, sarebbero stati certamente avversari più pericolosi per un Iron Mike all'apice rispetto ai vari Berbick e co, forse i primi campanelli d'allarme per Tyson arrivarono con Tillis, che fu quello che lo fece soffrire di più perché non si accontentò di sopravvivere e basta, e poi nel match con Bruno dell' '89 dove nel primo round Mike fu incrociato da una combinazione destro-sinistro sbarellò, dimostrando di non essere insensibile a colpi portati con buona potenza.
Le classifiche sono spesso un gioco anche divertente ma sarà sempre difficilissimo paragonare pugili e sportivi di epoche differenti. Concordo sulla sottovalutazione di molti pugili contemporanei, soprattutto da leggeri a medi negli ultimi 15 -20 anni.Jones e Hopkins per dire non avevano nulla da meno di un Hagler e Monzon, ovviamente con caratteristiche tecniche differenti. In effetti spesso ci "innamoriamo" dello stile di un pugile che ci eccita di più e non valutiamo l'insieme dei pregi e difetti, Tyson ne è l'esempio.
Sui massimi attuali sì c'è stato un miglioramento della qualità media rispetto agli sfidanti dei Klitschko del passato:a me non fanno impazzire ma Fury sa fare la boxe ed il match con Jushua sarà un degno campionato del mondo dal pronostico incerto, Wilder lo vedo più emotivamente fragile, sulla potenza non si discute. Attendo con curiosità di vedere Usyk nella regina della categorie
Le classifiche sono spesso un gioco anche divertente ma sarà sempre difficilissimo paragonare pugili e sportivi di epoche differenti. Concordo sulla sottovalutazione di molti pugili contemporanei, soprattutto da leggeri a medi negli ultimi 15 -20 anni.Jones e Hopkins per dire non avevano nulla da meno di un Hagler e Monzon, ovviamente con caratteristiche tecniche differenti. In effetti spesso ci "innamoriamo" dello stile di un pugile che ci eccita di più e non valutiamo l'insieme dei pregi e difetti, Tyson ne è l'esempio.
Sui massimi attuali sì c'è stato un miglioramento della qualità media rispetto agli sfidanti dei Klitschko del passato:a me non fanno impazzire ma Fury sa fare la boxe ed il match con Jushua sarà un degno campionato del mondo dal pronostico incerto, Wilder lo vedo più emotivamente fragile, sulla potenza non si discute. Attendo con curiosità di vedere Usyk nella regina della categorie
La bellezza è negli occhi di chi guarda la purezza dell'Anima.Senza pretendere di capire il perché della vera natura di chi hai di fronte: a volte cogliendola subito, a volte comprendendola più tardi
https://www.youtube.com/watch?v=ptrns6WTqBw
https://www.youtube.com/watch?v=ptrns6WTqBw
-
Martino1
Re: Rivedere il mito Tyson
Mike Tyson é stato un campione e delle sue qualità inutile parlare, perché sono universalmente note. Però, secondo me, non é stato un "grande" campione. L'impressionante record della prima fase della carriera é costellata di pugili di modestissimo livello e da qualche nome ormai appassito. Quando le cose si sono fatte complicate sul ring, Iron Man ha sempre ceduto. Sono il ring e i risultati a dire sempre la verità. Avrebbe potuto fare di più? Certo. Ma con poca testa e modeste palle prima o poi si paga il conto. I "se" contano zero. E a dire la verità sarei preso dalla voglia di "bestemmiare", cioé ridimensionare anche un immortale leggenda dei pesi massimi, vincitore di una lunga fila di rivali di poco conto o strafiniti o non della sua categoria. Ma lasciamo perdere. Ai miti non si manca mai di rispetto!
-
kinchen
- Peso Superleggero
- Messaggi: 972
- Iscritto il: domenica 19 marzo 2006, 19:02
- Località: sesto san giovanni (MI)
Re: Rivedere il mito Tyson
Parli di Marciano immagino. Ma, lo ripeto, sì può discutere pure Alì ci mancherebbe, anzi in quel caso la mitologia ha superato ogni altro discorso. Piuttosto, e mi ripeto ancora, si sottovaluta troppo Foreman (lui stesso lo fa! Ma credo si diverta perché è un tipo spiritoso credo), ha sbagliato un solo match in circostanze perlomeno singolari, dopodiché ha lasciato i suoi potenziali dieci anni migliori sul ring (un altro sacrificato dopo Liston al mito di Alì seppur in tutt' altra maniera?) ed è ritornato battendo i migliori di un' altra epoca (e se Moorer aveva battuto Holyfield era il legittimo campione della sua epoca non un rivale di comodo) dimostrando un' intelligenza sul ring fuori dal comune, altro che bestione potente e basta. Frazier dopo essere stato distrutto da lui ha quasi demolito Alì a Manila, lo stesso si può dire di Norton. Francamente la doppia carriera di Foreman ha pochi paragoni, e all' apice era qualcosa di mostruoso.
Re: Rivedere il mito Tyson
Tyson è forse il pugile di cui è più difficile stimare il valore effettivo. La ragione è chiara: finché è stato al suo meglio, ha incontrato avversari di medio o basso rango; quando ha finalmente affrontato campioni suoi pari, non era già più il vero Tyson. Il giudizio storico sul pugile e sulla sua carriera non è difficile da formulare ed è grosso modo quello che avete già espresso; ma la valutazione sul valore effettivo di Tyson è destinata a sollevare e alimentare dibattiti infiniti, perché può spaziare da un estremo all'altro. Trovo sbagliato fare le pulci al periodo della sua carriera precedente al match con Douglas: le debolezze che Tyson può aver denunciato in quegli anni possono essere cercate e viste solo con il lanternino, sezionando i match al microscopio: la realtà è che Tyson, in quel periodo, era davvero un grande peso massimo. Se devo cercare un campione dei massimi che sia sembrato del tutto esente da fragilità, impossibile non solo da battere ma anche solo da impensierire, mi ritrovo con due soli nomi: quelli di Jeffries e Liston. Loro due hanno davvero raso al suolo la categoria battendo con modalità indiscutibili e brutali qualunque rivale. Tutti gli altri, da Louis ad Ali passando per Marciano, hanno variamente mostrato un qualche tratto di umanità, se non di vulnerabilità.
Il punto della questione, per quanto riguarda Tyson, è che la stabilità e la salute mentali sono fondamentali per fare il campione: sono condizione non sufficiente, perché ci vuole anche il talento, ma assolutamente necessaria. I pesi massimi degli anni '90 lo dimostrano in modo esemplare: i più talentuosi erano, a mio parere, Tyson e Bowe; ma quelli con la "legacy" migliore sono stati senza dubbio Lewis e Holyfield, perché avevano la mentalità che contraddistingue i campioni.
Il punto della questione, per quanto riguarda Tyson, è che la stabilità e la salute mentali sono fondamentali per fare il campione: sono condizione non sufficiente, perché ci vuole anche il talento, ma assolutamente necessaria. I pesi massimi degli anni '90 lo dimostrano in modo esemplare: i più talentuosi erano, a mio parere, Tyson e Bowe; ma quelli con la "legacy" migliore sono stati senza dubbio Lewis e Holyfield, perché avevano la mentalità che contraddistingue i campioni.
-
Walker Smith
- Peso Paglia
- Messaggi: 31
- Iscritto il: martedì 29 settembre 2020, 21:44
Re: Rivedere il mito Tyson
Considero Tyson una vera e propria forza della natura. Ha messo in pratica ottimamente gli insegnamenti di D'Amato, col valore aggiunto di una velocità straordinaria per un peso massimo. Non è stato per nulla completo sul piano della scherma, con tutto ciò che n'è conseguito su quello tattico; per combattere in quel modo occorrono grandi motivazioni, aspetto che a un certo punto è venuto a mancare, mettendone a nudo tutte le lacune in un colpo solo.
Sono d'accordo sul fatto che la boxe sia cambiata col passare degli anni, forse non tanto sul ring quanto piuttosto in palestra, grazie alla continua ottimizzazione dei metodi di allenamento, sicuramente più funzionali e meno logoranti dello "spaccare legna". Per questo credo che messi sullo stesso ring con i campioni odierni, i grandi del passato partirebbero con un certo svantaggio in termini di freschezza, contro il quale anche il grande talento potrebbe non essere sufficiente.
Sono d'accordo sul fatto che la boxe sia cambiata col passare degli anni, forse non tanto sul ring quanto piuttosto in palestra, grazie alla continua ottimizzazione dei metodi di allenamento, sicuramente più funzionali e meno logoranti dello "spaccare legna". Per questo credo che messi sullo stesso ring con i campioni odierni, i grandi del passato partirebbero con un certo svantaggio in termini di freschezza, contro il quale anche il grande talento potrebbe non essere sufficiente.