Match fantastico e Frampton perfetto.
L'americano non ha un piano b e non ha mai cambiato strategia.
Frampton è stato quasi commovente per tenacia, senso del tempo e resistenza.
Ho avuto solo paura del verdetto e quando ho sentito il giudice italiano dare il pari mi sono preoccupato ancor di più.
Poi gli altri due giudici hanno fatto giustizia e consegnato all'irlandese una fantastica impresa.
I britannici dettano legge, c'è poco da fare. Sono un modello da imitare sotto tutti gli aspetti.
Sai cosa ho pensato vedendo il match? Che il messicano sembrava Frampton, e il nordirlandese, Santa Cruz. Frampton ha una boxe che non si vede tanto spesso, oggi: quel dentro-fuori, quelle schivate con rientro sono merce piuttosto rara. E sono capisaldi della boxe messicana tradizionale, che però mi sembra si sia annacquata: solo Estrada e Oscar Valdez, tra i messicani in attività, fanno le stesse cose. Santa Cruz è un ottimo pugile, ma vorrei ricordare che, fino a dieci anni fa, i pesi piuma messicani si chiamavano Marquez, Morales e Barrera; i gallo, Rafael Marquez e Israel Vazquez. Insomma, vogliamo mettere?
In quanto a Cavalleri, credo e spero si sia fatto fuorviare dall'enorme numero di colpi che Santa Cruz, come sempre, ha portato (ma ci sarebbe da discutere sulla pulizia e sull'efficacia): anche stavolta, è andato oltre i mille. Ma questi dati sono sopravvalutati.
Non lo metto in dubbio, ma stavolta ha preso un brutto abbaglio. Malgrado i numeri quasi identici dei colpi messi a segno dai due pugili (sempre secondo Compubox), non era un match in bilico, che potesse andare all' uno come all'altro. Avesse vinto Santa Cruz, sarebbe stato un furto...