Il fenomeno britannico

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Dinamita
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Il fenomeno britannico

Messaggio da Dinamita »

La boxe britannica sta vivendo una splendida fase rinascimentale. Ha tredici campioni di sigla (più il "dimissionario" Frampton) e li sta moltiplicando esponenzialmente: nell'ultimo mese, il solo Eddie Hearn ha portato al titolo tre pugili. Palazzetti stipati, stadi colmi di gente e di entusiasmo, riunioni sfarzose e spettacolari. E pugili forti, più forti di quanto si pensi. Fateci caso: la maggior parte dei pugili britannici laureati campioni di sigla negli ultimi anni ha vinto il titolo contro pronostico. Fury con Klitschko; Bellew con Makabu; Saunders con Lee (è inglese anche Lee, ma trapiantato negli USA); Crolla con Barroso. E anche DeGale (con Dirrell), Brook (con Porter), McDonnell (non quando ha vinto il titolo, ma nei due match con Kameda), Selby (con Gradovych) non partivano certo favoriti. Il margine di fallimento è ridottissimo e comunque facilmente ammortizzato da un movimento in piena salute: se un pugile manca l'occasione pur facendo una buona figura, ha la garanzia di poterci riprovare. E' il caso di Stephen Smith, che ha perso con un "super" come Pedraza ed è già in lista per un'altra occasione.
Ciò che più mi impressiona è la forza fisica di questi pugili. Hanno una consistenza di molto superiore alla media. Callum Smith è un cruiser che pesa come un supermedio; Bellew, fino a poco tempo fa, era un mediomassimo in un corpo da peso massimo. Brook stesso ha un fisico da peso medio, e difatti non a caso si vociferava di un suo (malaugurato) match con Golovkin, sulla falsariga di quello tra Khan e Alvarez. Tra McDonnell e Kameda, sembravano esserci due categorie di differenza. Non so quale sia il segreto dei britannici, ma so che stanno facendo la differenza. Due campioni di sigla dei massimi su tre sono inglesi.
"X"
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Re: Il fenomeno britannico

Messaggio da "X" »

Hanno soldi,cervello,mentalità,programmazione, materiale umano ben dotato. Tutto ciò che manca a noi...
Ancora,sempre,ostinatamente.
Bonaccorso
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Re: Il fenomeno britannico

Messaggio da Bonaccorso »

In sostanza hanno una federazione, noi no.
Dinamita
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Re: Il fenomeno britannico

Messaggio da Dinamita »

E' giusto il discorso sulle due federazioni, ma penso non possa ridursi tutto a quello. Sarebbe una scappatoia autoassolutoria. Penso che anche i promoter e gli allenatori nostrani debbano farsi un serio esame di coscienza.
Nel Regno Unito, succede che due promoter concorrenti mettano l'uno contro l'altro due giovani pugili imbattuti, per giunta rivali fin da quando erano dilettanti, con il solo titolo britannico in palio (mi riferisco a Groves e DeGale). In Italia, un Giacon è cresciuto a pane e ungheresi fino al titolo europeo (e sappiamo com'è andata), quando avrebbe potuto fare un buon campionato italiano con Di Silvio, Marasco o Marsili stesso. Ognuno zappa il proprio orticello e affossa il movimento. In Inghilterra, il successo di Hearn contribuisce di riflesso al successo di Warren, Hennessy etc.
In quanto alla preparazione, abbiamo visto come si è presentato Di Rocco all'incontro più importante della carriera. E anche Marsili non ha fatto un'ottima figura annullando il match con Zlaticanin per una sindrome influenzale a oltre dieci giorni dalla data. Poi non si lamentino se non hanno occasioni.
Bonaccorso
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Re: Il fenomeno britannico

Messaggio da Bonaccorso »

Non ti dimenticare che società e procuratori hanno eletto questa Federazione...Secondo me Marsili ha fatto bene, una gastroenterite se è seria ti debilita in modo troppo penalizzante per affrontare un match di boxe.
"X"
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Re: Il fenomeno britannico

Messaggio da "X" »

Anche secondo me Marsili ha fatto bene, certo ha 40 anni e bisognerà vedere quanto dovrà aspettare per avere di nuovo una opportunità del genere, ma credo che proprio dopo aver visto la difficoltà fisica di Di Rocco abbia giustamente deciso di non rischiare: ad appuntamenti come questi bisogna arrivarci al 100% o si va facilmente incontro a pesanti sconfitte.
Ancora,sempre,ostinatamente.
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