Voglio avviare una discussione sui cosiddetti titoli "lineari", quelli che, in mancanza di un titolo mondiale unico per categoria, sono individuati ricostruendo la linea di trasmissione del titolo mondiale originario o, più verosimilmente, del titolo mondiale riunificato da un pugile riconosciuto come campione mondiale unico. E' ormai da diverso tempo che ho rilevato un "bug" nel concetto di titolo lineare, e il recente match tra Cotto e Alvarez, oltre ad avermelo confermato, mi ha indotto a parlarne in questa sede. Ho notato che il titolo mondiale lineare perde credibilità passando di mano in mano. Questo succede perché chi lo detiene si comporta come un qualunque campione di sigla, non come un campione mondiale: evita i rivali più scomodi e affronta i pugili inseriti nel ranking dell'ente di cui detiene il titolo. Insomma, difende solo la fetta di titolo in suo possesso, non certo il titolo mondiale "platonico" che gli è accreditato.
Ci sono due casi emblematici: uno è quello di Cotto, fino a sabato scorso campione lineare dei pesi medi per aver battuto Martinez che aveva battuto Pavlik che aveva battuto Taylor che aveva battuto Hopkins, che aveva a suo tempo riunificato interamente il titolo mondiale dei pesi medi. Cotto è uno che difende il titolo mondiale dei pesi medi imponendo allo sfidante un limite di peso di una libbra superiore a quello dei superwelter. Tutto questo mentre Golovkin riunifica tre titoli di sigla affrontando chiunque abbia il coraggio di sfidarlo.
Il secondo caso è quello di Adonis Stevenson, campione lineare dei pesi mediomassimi per aver battuto Dawson che aveva battuto Hopkins che aveva battuto Pascal che aveva battuto Dawson in un match al vertice della categoria. Mentre Kovalev riunifica tre titoli di sigla dei mediomassimi, affrontando e battendo tra gli altri anche un Hopkins ancora considerato come la terza forza della categoria, Stevenson traccheggia incontrando rivali di secondo piano e differendo la resa dei conti con il russo.
Ora, so bene che queste cose succedevano anche al tempo dei titoli unici: mi vengono in mente i casi di Patterson e Lesnevich, campioni delle rispettive categorie malgrado l'evidente superiorità di Liston nel primo caso e dei vari Marshall, Bivins, Charles e Moore nel secondo; ma allora c'erano almeno delle classifiche ufficiali che stabilivano la gerarchia degli sfidanti, e pazienza se i manager trovavano spesso il modo di aggirarle. Oggi, invece, il campione mondiale si comporta da semplice campione di sigla, e talvolta neanche quello, come dimostra la rinuncia di Cotto al titolo WBC. Mi e vi chiedo: non sarebbe forse meglio considerare campioni mondiali i pugili che riunificano almeno tre dei quattro titoli di sigla maggiori?
I titoli lineari
Moderatori: Bonaccorso, kinchen, mirko
Re: I titoli lineari
Discorso davvero molto interessante e mi dispiace non avere il tempo in questi giorni per approfondirlo meglio. Mi limito ad alcune considerazione.
Il titolo "lineare" e la considerazione che gli si dovrebbe riconoscere in teoria come sappiamo servirebbe proprio da medicina per la situazione del pugilato attuale. Ossia, ad evitare che qualche campioncino un po' di carta si appropri, come accaduto spesso in passato, di una qualche cintura di sigla in una qualche divisione e la conservi vantandosi - e comportandosi - come se fosse un reale campione del mondo. Allo stesso tempo, la linearità del titolo permette di avere una "prova" sportiva, nel senso che chi lo vince avrebbe quindi battuto il campione precedente - uomo che comunque può essere anche arrivato al suo capolinea sportivo, vedi Martinez o Wonjongkam ad esempio. Questa però purtroppo non è una regola infallibile, e spesso come sappiamo il campione lineare non è l'uomo considerato migliore o più forte al suo peso.
Però, tornando agli esempi fatti da Dinamita sopra, mi vengono in mente alcune cose. Si parla di Alvarez e lo si critica giustamente per le sue parole su Golovkin che spingerebbero per un catchweight ulteriore tra loro. Giusto. Però la situazione Cotto e il suo titolo "lineare" era già partita con delle storture palesi. Cotto ha affrontato il campione Martinez quando non era nemmeno in classifica tra i pesi medi. Ha imposto (lui) un catchweight a 159 libbre, poco per carità, ma già non ci siamo; gli è stato permesso di difendere il titolo contro un altro avversario proveniente da una sconfitta e per giunta con un altro catchweight. E infine sabato, dove il terzo catchweight è stato richiesto dal suo team perchè è ovvio che Canelo (avendo davanti un Cotto e non un Golovkin) non avrebbe avuto nessun problema, mi ci gioco quello che volete, a combattere al limite "pieno" dei pesi medi. Io trovo incredibile quello che è stato permesso al portoricano; è stata soprattutto la condotta del WBC a fare in modo che questo regno del campione lineare fosse qualcosa di anomalo e molto discutibile come invece non dovrebbe essere.
Stevenson è un discorso in buona parte diverso, per come la vedo io. Gli avversari affrontati da lui sono migliori proporzionalmente di quelli affrontati da Cotto. Anche io penso che Kovalev sia oggi il migliore a 175 libbre, ma in questo caso la "prova" della linearità passando poi per pugili come Bellew e Fonfara, dà tutto un altro credito al suo regno. Pascal e Hopkins, battuti dal russo, sono avversari di tutto rispetto e lo sappiamo, ma non è che le due carriere siano così differenti, l'unica differenza è che Stevenson se lo è appunto preso da Dawson (che aveva battuto Hopkins, ma lì il discorso degli stili è molto importante)...
Trovo invece che il percorso fatto segnare già fin da ora da Golovkin nei pesi medi valga 5 volte il percorso che è stato permesso di fare a Cotto in quanto ad avversari; il valore tecnico del portoricano è acclarato, non c'entra con quanto scrivo.
Il titolo "lineare" e la considerazione che gli si dovrebbe riconoscere in teoria come sappiamo servirebbe proprio da medicina per la situazione del pugilato attuale. Ossia, ad evitare che qualche campioncino un po' di carta si appropri, come accaduto spesso in passato, di una qualche cintura di sigla in una qualche divisione e la conservi vantandosi - e comportandosi - come se fosse un reale campione del mondo. Allo stesso tempo, la linearità del titolo permette di avere una "prova" sportiva, nel senso che chi lo vince avrebbe quindi battuto il campione precedente - uomo che comunque può essere anche arrivato al suo capolinea sportivo, vedi Martinez o Wonjongkam ad esempio. Questa però purtroppo non è una regola infallibile, e spesso come sappiamo il campione lineare non è l'uomo considerato migliore o più forte al suo peso.
Però, tornando agli esempi fatti da Dinamita sopra, mi vengono in mente alcune cose. Si parla di Alvarez e lo si critica giustamente per le sue parole su Golovkin che spingerebbero per un catchweight ulteriore tra loro. Giusto. Però la situazione Cotto e il suo titolo "lineare" era già partita con delle storture palesi. Cotto ha affrontato il campione Martinez quando non era nemmeno in classifica tra i pesi medi. Ha imposto (lui) un catchweight a 159 libbre, poco per carità, ma già non ci siamo; gli è stato permesso di difendere il titolo contro un altro avversario proveniente da una sconfitta e per giunta con un altro catchweight. E infine sabato, dove il terzo catchweight è stato richiesto dal suo team perchè è ovvio che Canelo (avendo davanti un Cotto e non un Golovkin) non avrebbe avuto nessun problema, mi ci gioco quello che volete, a combattere al limite "pieno" dei pesi medi. Io trovo incredibile quello che è stato permesso al portoricano; è stata soprattutto la condotta del WBC a fare in modo che questo regno del campione lineare fosse qualcosa di anomalo e molto discutibile come invece non dovrebbe essere.
Stevenson è un discorso in buona parte diverso, per come la vedo io. Gli avversari affrontati da lui sono migliori proporzionalmente di quelli affrontati da Cotto. Anche io penso che Kovalev sia oggi il migliore a 175 libbre, ma in questo caso la "prova" della linearità passando poi per pugili come Bellew e Fonfara, dà tutto un altro credito al suo regno. Pascal e Hopkins, battuti dal russo, sono avversari di tutto rispetto e lo sappiamo, ma non è che le due carriere siano così differenti, l'unica differenza è che Stevenson se lo è appunto preso da Dawson (che aveva battuto Hopkins, ma lì il discorso degli stili è molto importante)...
Trovo invece che il percorso fatto segnare già fin da ora da Golovkin nei pesi medi valga 5 volte il percorso che è stato permesso di fare a Cotto in quanto ad avversari; il valore tecnico del portoricano è acclarato, non c'entra con quanto scrivo.
Re: I titoli lineari
Sì, i casi di Cotto e Stevenson sono abbastanza diversi, ma hanno ovviamente dei tratti comuni. Io, più che criticare Alvarez per l'annunciata intenzione di imporre un catchweight a Golovkin, criticavo appunto Cotto, come tu hai poi fatto più diffusamente. La mia riflessione, in sostanza, è questa: è giusto screditare i titoli di sigla in quanto tali, perché singolarmente non valgono niente - o, perlomeno, valgono ciascuno quanto tutti gli altri e quindi si annullano a vicenda; ma la riunificazione di tre quarti del titolo mondiale è un evento che non può essere ignorato. Ipotizziamo che Cotto avesse vinto il match con Alvarez: avrebbe continuato a essere il campione lineare senza un titolo di sigla, e questo non sarebbe stato certo un dramma; ma il suo titolo sarebbe potuto finire tra le mani di Golovkin, che si sarebbe trovato così nell'assurda condizione di aver riunificato interamente il titolo mondiale e di non essere considerato come il campione mondiale legittimo. Un vero paradosso.
Il nodo della questione è questo: è vero che non tutti i campioni di sigla sono ugualmente degni, ma possiamo convenire che i quattro campioni di sigla di una divisione sono quasi sempre i quattro pugili migliori di quella divisione. Un pugile che riunifica tre quarti del titolo unitario sta indubbiamente affrontando i migliori, cosa che invece non sta certamente facendo chi difende da anni un titolo di sigla senza mai fare una riunificazione. Ed ecco la differenza tra Stevenson e Kovalev.
Il nodo della questione è questo: è vero che non tutti i campioni di sigla sono ugualmente degni, ma possiamo convenire che i quattro campioni di sigla di una divisione sono quasi sempre i quattro pugili migliori di quella divisione. Un pugile che riunifica tre quarti del titolo unitario sta indubbiamente affrontando i migliori, cosa che invece non sta certamente facendo chi difende da anni un titolo di sigla senza mai fare una riunificazione. Ed ecco la differenza tra Stevenson e Kovalev.
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bobbychacon
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Re: I titoli lineari
Come darvi torto. La cosa che però mi lascia basito è il nuovo che avanza,queste giovani leve,vedi Thurman, Brook,Wilder,Andrade,Garcia forse il più scandaloso di tutti e molti altri,che scalpitano per mettersi in luce,ma poi,diventati campioni affrontano pugili non all altezza o quelli arrivati al capolinea. Finalmente ora Thurman si batterà con Porter e Brook inizia a difendere il suo titolo con Chaves,che non sarà uno dei primissimi,ma almeno ci da un idea sul reale valore dell inglese. Solo in Italia l orticello del vicino è sempre più verde..? A questi non interessa metter la testa fuori,si autoproclamano campioni ma di mettersi in gioco nisba !!!
Avete ragione su tutto e la carta d identità non è una scusante, ma Cotto almeno ha dimostrato in carriera di non essere un codardo,ma di avere gli attributi,così come il giovane Canelo,che,ogni volta che lo si affronta,c è si il rischio del verdetto,ma riconosciamogli il coraggio di aver affrontato gente, molto forte e con uno stile per niente adatto a lui. Stevenson è approdato tardi,a mio avviso sta sentendo gli anni e credo che stia raccimolando il più possibile,per poi affrontare Kovalev come ultimo match,tipo Floyd Pac. Nella boxe di oggi non ci facciamo mancare nulla, Titoli di sigla tutto un dire,catchweight scandalosi e che dire di Rigondeaux detronizzato ?
Avete ragione su tutto e la carta d identità non è una scusante, ma Cotto almeno ha dimostrato in carriera di non essere un codardo,ma di avere gli attributi,così come il giovane Canelo,che,ogni volta che lo si affronta,c è si il rischio del verdetto,ma riconosciamogli il coraggio di aver affrontato gente, molto forte e con uno stile per niente adatto a lui. Stevenson è approdato tardi,a mio avviso sta sentendo gli anni e credo che stia raccimolando il più possibile,per poi affrontare Kovalev come ultimo match,tipo Floyd Pac. Nella boxe di oggi non ci facciamo mancare nulla, Titoli di sigla tutto un dire,catchweight scandalosi e che dire di Rigondeaux detronizzato ?
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michele.raffi
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Re: I titoli lineari
Io non recupererei le Alphapet, potrebbe essere sufficiente stabilire che se il detentore non incontra il secondo o il terzo del ranking entro un anno decade.