Le performance più impressionanti

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Dinamita
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Iscritto il: venerdì 13 maggio 2011, 16:05

Le performance più impressionanti

Messaggio da Dinamita »

La discussa prestazione di Rigondeaux contro Donaire mi ha fatto pensare alle performance che più mi hanno impressionato. Ho trovato conferma del fatto che una spaventosa dimostrazione di forza (come, per esempio, quella fornita da Dempsey contro Willard, o quella di Foreman contro Frazier) può destare la stessa impressione di un saggio di tecnica e stile (come quello di Locche contro Fuji, o quello di Tunney contro Dempsey). In questo topic, ognuno può parlare delle performance pugilistiche da cui sia stato impressionato maggiormente.
Dinamita
Peso Superpiuma
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Re: Le performance più impressionanti

Messaggio da Dinamita »

Se penso al pugile che più mi ha impressionato boxando l'avversario fuori dalla guardia, non mi vengono in mente Alì, Tunney, Sugar Ray Leonard. No, mi viene in mente Joe Brown e i suoi match con Wallace "Bud" Smith (soprattutto il terzo match). Era il classico confronto tra un "fighter" (Smith) e un "boxer" (Brown), e "Old Bones" Brown dominò ogni singolo istante del terzo incontro, riducendo l'avversario all'impotenza in un modo piuttosto imbarazzante e impressionante. Io non ho mai visto un pugile dal fraseggio più delizioso. Robinson, certo; ma Robinson era diverso, molto più aggressivo. Brown era un pugile più elusivo, che esplodeva al momento opportuno in stupende combinazioni di ganci e montanti. Un pugile meraviglioso, un vero "professore" del ring. Ne parlavo a un mio amico, e lui mi disse, dopo aver letto il record su Boxrec: "Però ha molte sconfitte...". Allora gli ho fatto il nome di Frankie Carbo, e gli ho spiegato sommariamente come funzionavano le cose in quegli anni. Ora, io non so quali e quante sconfitte di Brown siano state fasulle, ma mi pare evidente che la sua carriera sia stata condizionata pesantemente.
Un altro pugile che mi ha impressionato con un saggio di tecnica e padronanza è stato Dave Sands, uno sfortunato peso medio australiano che morì nel pieno della carriera. Di Sands mi ha meravigliato il modo in cui ha dominato Carl "Bobo" Olson nel secondo match, che fu il primo incontro trasmesso dalla televisione in tutti gli Stati Uniti, da una costa all'altra. Una vera dimostrazione di superiorità netta e schiacciante su un ottimo pugile, che sarebbe poi stato campione mondiale. Quanto mi sarebbe piaciuto vedere Sands di fronte a Robinson!
Un altro "boxer" che mi ha impressionato è Ernesto Marcel nel match con Roberto Duran. Era un incontro non titolato tra i due panamensi, pensato forse per lanciare il giovane Duran. Il match si disputava appena sotto il limite dei pesi leggeri, la qual cosa permetteva a Duran (peso leggero naturale) di far valere la propria superiorità fisica sul peso piuma Marcel. Nonostante la modesta qualità del filmato, sono rimasto abbagliato alla vista dello splendido gioco di gambe di Marcel, un vero ballerino. Duran era un animale da ring, ardeva di un fuoco agonistico mai visto (o quasi), ma ebbe non pochi impacci nell'inquadrare un bersaglio sfuggente che, al momento opportuno, scagliava insidiosi diretti destri in controtempo. Tra l'altro, Marcel aveva un difetto inconcepibile in un pugile della sua cifra tecnica: usava pochissimo il jab! Senza questa lacuna, è molto probabile che Duran avrebbe penato ulteriormente. "Manos de Piedra" stava vincendo ai punti (anche se non largamente), ma l'arbitro, per andare sul sicuro, s'inventò un TKO a suo favore durante l'ultima ripresa. Dopo un'esibizione così brillante, Marcel avrebbe meritato perlomeno di completare il match. Che Marcel non fosse un pugile qualunque è dimostrato dall'ultimo incontro della sua carriera, quando batté ai punti un rampante Alexis Arguello. Il fuoriclasse nicaraguense era alla prima occasione mondiale, ma fallì nel tentativo per via della strepitosa prestazione di Marcel. Parlo di questo match avendone visto immagini parziali e confuse, basandomi perlopiù su letture.
Per rimanere in tema di gioco di gambe, un pugile che mi ha incantato dopo una manciata di secondi di filmato è Joey Archer, un peso medio che, quando si muoveva, sembrava lievitare a due centimetri dal tappeto. A dispetto delle mani leggerissime (appena sei KO in carriera) e della notevole mobilità, Archer aveva anche un temperamento combattivo, che lo portava a non rifuggire le occasioni di scontro. Batté pugili di altissimo livello, ma fallì per due volte nel tentativo di conquistare il titolo mondiale, finendo battuto dal campione Emile Griffith in entrambi i casi. Mi sarebbe piaciuto vedere il primo dei due incontri, perché Archer perse con un verdetto non unanime, e ho letto che avrebbe forse meritato la vittoria. Una curiosità: Joey Archer perse solo quattro match, tutti ai punti; tre di questi verdetti furono non unanimi. L'unica sconfitta per Decisione Unanime fu nel secondo incontro con Griffith. A seguito di questa delusione, Archer si ritirò. Aveva appena ventinove anni.
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