Sabato sera, a Brooklin, si terrà una riunione ricchissima, con quattro incontri di alto livello in programma. L'evento principale sarà la rivincita tra il campione mondiale dei superleggeri Danny Garcia e l'irriducibile Erik Morales, che ancora non si rassegna al passare del tempo. Pur essendo un ammiratore di Morales, sono del parere che questa rivincita sia insensata, perché il primo match non aveva lasciato il minimo dubbio circa la superiorità di Garcia. D'altra parte, Morales è capace di qualsiasi impresa; darlo per morto non è mai consigliabile. Nel sottoclou, Randall Bailey difenderà contro Devon Alexander il titolo di sigla conquistato a sorpresa nel match con Mike Jones. Alexander dovrebbe vincere senza patemi, ma sarà il caso che si guardi bene dal destro di Bailey, un pugile capace di mettere KO l'avversario con un solo colpo. Il match tra Paul Malignaggi e Pablo Cesar Cano, valido per il titolo di sigla detenuto dall'italoamericano, è meno interessante degli altri, perché il giovane messicano non è un peso welter e, soprattutto, non è uno sfidante credibile. Per Malignaggi, sarà una difesa di routine dopo la conquista del titolo in terra straniera contro il quotato Senchenko. Infine, l'incontro più interessante della serata: la sfida tra i pesi medi emergenti Hassan N'Dam N'Jikam e Peter Quillin per il titolo di sigla detenuto dal francese.
Nel ricchissimo sottoclou, si segnalano anche i graditi rientri di Luis Collazo e Daniel Jacobs.
Garcia vs Morales II
Moderatori: Bonaccorso, kinchen, mirko
Re: Garcia vs Morales II
Che tristezza e che paura ho provato per Erik Morales. Garcia lo ha sbriciolato senza pietà, infliggendogli un KO spaventoso. Morales mi mancherà, perché dubito che nascerà tanto presto un pugile con il suo gioco di gambe, la sua coordinazione, la sua incredibile varietà di colpi, ma non posso che auspicarne il ritiro definitivo, dato che queste qualità sono solo un ricordo. Garcia è un campione, ma non sarà mai un fuoriclasse, quale era invece Morales.
L'incontro più divertente della serata è stato quello tra N'Dam e Quillin. Il pugile di origine cubana ha confermato di avere la dinamite nei guantoni e di saper colpire con uguale efficacia a qualsiasi distanza; tuttavia, è apparso per lunghi tratti a disagio contro un rivale che sapeva boxare fuori dalla sua guardia. Quillin mi sembra un Felix Trinidad più grezzo: colpisce forte e bene, ma fatica contro avversari tecnici e mobili. N'Dam ha mostrato una buona linea stilistica; sa usare il piede perno ed ha un jab educato. Il guaio è che attacca malissimo, scomponendosi ed esponendosi in modo pauroso. Di solito, il francese parte con una specie di overhand destro, un colpo a martello che appare poco efficace e che lo porta ad aprire la guardia come un principiante. Da un pugile che mostra di avere un buon fraseggio tecnico, mi aspetterei attacchi condotti con uno-due lineari e veloci, non sbracciate scriteriate come quelle che N'Dam ha proposto per tutto il match. Un plauso, comunque, al coraggio del campione destituito, che ha saputo riaversi da ben sei atterramenti.
Alexander ha battuto Bailey senza patemi. L'incontro è stato orrendo, ma il pugile di Saint Louis lo ha condotto con intelligenza e maturità, evitando di farsi prendere la mano e di indulgere a virtuosismi da fenomeno contro un pugile scaltro e sornione, capace di punire la minima distrazione.
Malignaggi ha sofferto più del dovuto contro Cano. Lo sfidante messicano è coraggioso e dispone di un colpo pesante, ma resta un pugile appena discreto, per giunta all'esordio nella categoria dei welter (dopo aver fallito l'assalto ad un titolo di sigla nei superleggeri, dove è stato piegato da un Morales crepuscolare). Mi aspettavo che Malignaggi imbrigliasse facilmente l'avversario, ma ho la netta sensazione che la potenza del pugile italoamericano non sortisca, a questo peso, l'effetto deterrente necessario. Cano ha fiutato l'occasione ed ha tentato il colpaccio, finendo per sfiorarlo soltanto. Mi unisco all'indignazione comune per l'inverosimile cartellino del giudice che ha visto vincente Cano.
L'incontro più divertente della serata è stato quello tra N'Dam e Quillin. Il pugile di origine cubana ha confermato di avere la dinamite nei guantoni e di saper colpire con uguale efficacia a qualsiasi distanza; tuttavia, è apparso per lunghi tratti a disagio contro un rivale che sapeva boxare fuori dalla sua guardia. Quillin mi sembra un Felix Trinidad più grezzo: colpisce forte e bene, ma fatica contro avversari tecnici e mobili. N'Dam ha mostrato una buona linea stilistica; sa usare il piede perno ed ha un jab educato. Il guaio è che attacca malissimo, scomponendosi ed esponendosi in modo pauroso. Di solito, il francese parte con una specie di overhand destro, un colpo a martello che appare poco efficace e che lo porta ad aprire la guardia come un principiante. Da un pugile che mostra di avere un buon fraseggio tecnico, mi aspetterei attacchi condotti con uno-due lineari e veloci, non sbracciate scriteriate come quelle che N'Dam ha proposto per tutto il match. Un plauso, comunque, al coraggio del campione destituito, che ha saputo riaversi da ben sei atterramenti.
Alexander ha battuto Bailey senza patemi. L'incontro è stato orrendo, ma il pugile di Saint Louis lo ha condotto con intelligenza e maturità, evitando di farsi prendere la mano e di indulgere a virtuosismi da fenomeno contro un pugile scaltro e sornione, capace di punire la minima distrazione.
Malignaggi ha sofferto più del dovuto contro Cano. Lo sfidante messicano è coraggioso e dispone di un colpo pesante, ma resta un pugile appena discreto, per giunta all'esordio nella categoria dei welter (dopo aver fallito l'assalto ad un titolo di sigla nei superleggeri, dove è stato piegato da un Morales crepuscolare). Mi aspettavo che Malignaggi imbrigliasse facilmente l'avversario, ma ho la netta sensazione che la potenza del pugile italoamericano non sortisca, a questo peso, l'effetto deterrente necessario. Cano ha fiutato l'occasione ed ha tentato il colpaccio, finendo per sfiorarlo soltanto. Mi unisco all'indignazione comune per l'inverosimile cartellino del giudice che ha visto vincente Cano.
Re: Garcia vs Morales II
Il grande Erik "El Terrible" Morales merita rispetto, quindi FATELO SMETTERE!
-
gelato al pistacchio
- Peso Mosca
- Messaggi: 209
- Iscritto il: giovedì 16 settembre 2010, 15:51
Re: Garcia vs Morales II
Malignaggi ha probabilmente a disposizione uno dei migliori jab del panorama pugilistico mondiale e con tutta probabilità il peggior destro. Notavo che per essere il più sgusciante possibile si pone anche in una guardia eccessivamente laterale, arrivando al punto di avere i piedi in linea rispetto all' avversario, come se fosse su uno snowboard per intenderci. Questo gli impedisce di far partire il destro in modo corretto tanto è vero che per dar spazio al colpo, le poche volte che lo usa, è costretto ad alzare il piede destro e a muoverlo a compasso per accompagnare il colpo e per trovare l'equilibrio, il colpo non ha quindi nessuna potenza. Ora nessuno si aspetta che Malignaggi diventi un picchiatore però accidenti usasse le due mani nonostante i piumini farebbe danni maggiori e sopratutto darebbe meno confidenze agli avversari. Perchè il discorso è questo, Malignaggi non è in grado di pressare l'avvesario, per fare la sua boxe ha bisogno di essere pressato. Ora se chi lo pressa lo fa a piccoli passi Malignaggi riesce a neutralizzarlo con il jab, ma quando si trova difronte ad un avversario che lo aggredisce con più convinzione non riesce a tenerlo a bada con un braccio e va in affanno. Visto che il talento non gli manca dovrebbe studiarsi come muove la gambe il sommo maestro Mayweater che è abilissimo ad eludere in laterale ma non mette mai il piede destro in linea con il piede sinistro.