la FPI-Lazio spinge ad allungare la carriera dilettantistica
Moderatori: Bonaccorso, kinchen, mirko
la FPI-Lazio spinge ad allungare la carriera dilettantistica
Vorrei portare alla vostra attenzione un comunicato del presidente del Comitato regionale Laziale della FPI e aprire una discussione su cosa ne pensate.
"Si è appena concluso il torneo regionale III Elite che - con i 95 pugili partecipanti, appartenenti a 33 diverse società, e gli 80 match disputati in 6 giornate - testimonia la straordinaria ed inarrestabile crescita del pugilato nella Regione Lazio.
Regione che dimostra di essere il traino principale, in Italia, della nobile arte nonché laboratorio di tante nuove iniziative, anche a livello di attività amatoriale, a supporto della promozione del pugilato dilettantistico e professionistico.
Il coordinamento e la gestione di tutta l’attività da parte del Comitato Regionale - attraverso un’oculata pianificazione annuale degli obiettivi da raggiungere, la razionale distribuzione delle risorse ed il continuo stimolo, diretto alle società, a produrre pugilato qualitativo – rappresenta, in fine, lo strumento ottimale per accompagnare nel migliore dei modi la crescita ed assicurarle stabilità.
Infatti, la funzione di indirizzo espletata dal Comitato Regionale diventa essenziale affinché le società possano esercitare la più efficiente promozione del pugilato congiunta ad una qualitativa crescita dei loro pugili.
In tal senso, mi preme affrontare il delicato tema della prematura richiesta, da parte di tanti pugili dilettanti, di passare al professionismo.
Oggi, lo stile di vita, l’alimentazione e le nuove metodiche di allenamento permettono all’atleta di essere certamente più longevo che negli anni passati.
A ciò si aggiunge, per quanto concerne il pugilato, le moderne garanzie sanitarie che proteggono l’incolumità fisica dell’atleta non più esposto, come nel passato, a facili traumi.
Proprio recentemente, abbiamo assistito ad un match professionistico di altissimo livello tra due pugili ultra trentenni: Petrucci e Bundo.
Del resto, a livello internazionale sono diversi i pugili professionisti che – superati i 40 anni – dimostrano ancora di prevalere su colleghi molto più giovani.
Tale quadro dovrebbe indurre i tecnici ad invogliare il pugile verso un allungamento del percorso agonistico da dilettante.
Percorso da dilettante che se svolto seriamente e con continuità può far accumulare quella dose di esperienza e quel numero di match utili all’eventuale, successivo transito nel professionismo.
Difatti, la carriera da dilettante, soprattutto per i pugili di alto/medio livello, è certamente un ottimo viatico per maturare sotto il profilo dell’impegno agonistico nonché per affinare la sensibilità al raggiungimento di traguardi importanti ovvero ammortizzare eventuali sconfitte.
Insomma, la costruzione di un corposo background dilettantistico, che mediamente si realizza intorno ai 26/27 anni (quando il pugile ha accumulato un ragguardevole numero di match), può senz’altro aiutare l’inizio della carriera professionistica che, come detto, può poi essere protratta fino ai 40 anni e oltre.
Tale processo formativo nell’ambito del dilettantismo andrebbe a costituire un ottimo serbatoio di atleti in cui le società professionistiche ed i procuratori potrebbero individuare, con più facilità, pugili psicologicamente maturi e pronti al grande salto professionistico.
Nulla toglie, comunque, che se ad un’età precoce vengono intraviste qualità pugilistiche eccezionali, in un atleta che ha avuto la fortuna di bruciare le tappe dilettantistiche, si possa passare al professionismo anche da molto giovani.
Tale scelta, però, non deve essere forzata e soprattutto non deve assecondare solo gli interessi di qualche furbo procuratore!!!!! ma basarsi, esclusivamente, sulla consapevole autodeterminazione del pugile.
IL PRESIDENTE C.R.L. - F.P.I Dr. Flavio D’Ambrosi"
Mi piacciono molto le ultime due righe che sono condivisibili, ma bisognerebbe dire al presidente che basterebbe cambiare una parola, quindi il soggetto, e il risultato non cambierebbe. Ecco come ve la do io:
"Tale scelta, però, non deve essere forzata e soprattutto non deve assecondare solo gli interessi di qualche furbo dirigente federale!!!!! ma basarsi, esclusivamente, sulla consapevole autodeterminazione del pugile."
Per chiosare ecco il mio pensiero:
MI SEMBRA DAVVERO UN COMUNICATO FUORI LUOGO, UNA SORTA DI CALCIOMERCATO DI PUGILI TRA FEDERAZIONI E PROCURATORI PER AVERNE UN MAGGIOR NUMERO DALLA PROPRIA PARTE E DI CONSEGUENZA AUMENTARE I GUADAGNI.
DA PUGILE DICO CHE NON MI SENTO AFFATTO TUTELATO DA QUESTO COMUNICATO, ANZI, MI SENTO USATO COME MERCE. IL SIGNOR D'AMBROSI SAPENDO LO STATO IN CUI VERSA IL NOSTRO PUGILATO POTREBBE PORTARE AVANTI CERTAMENTE INIZIATIVE PIU CREDIBILI E REDDITIZIE DI QUELLA DI FAR PASSARE I PUGILI PROFESSIONISTI A 30 ANNI, E DI CONSEGUENZA GLI RICORDO CHE NEI PAESI PUGILISTICAMENTE PIU AVANZATI DI NOI I PUGILI PASSANO PROFESSIONISTI A 20 ANNI E IL RAPPORTO TRA PUGILI DILETTANTI E PUGILI PROFESSIONISTI IN ITALIA E' BASSISSIMO.... DI QUESTO PASSO IL NOSTRO PUGILATO FARA' SOLO MARCIA INDIETRO..
RICORDO AL SIGNOR D'AMBROSI CHE MIKE TYSON A 21 ANNI ERA CAMPIONE DEL MONDO O PER STARE AI GIORNI NOSTRI SAUL ALVAREZ A 20 è CAMPIONE DEL MONDO... I NOSTRI A 35 ANCORA FANNO LE OLIMPIADI....
"Si è appena concluso il torneo regionale III Elite che - con i 95 pugili partecipanti, appartenenti a 33 diverse società, e gli 80 match disputati in 6 giornate - testimonia la straordinaria ed inarrestabile crescita del pugilato nella Regione Lazio.
Regione che dimostra di essere il traino principale, in Italia, della nobile arte nonché laboratorio di tante nuove iniziative, anche a livello di attività amatoriale, a supporto della promozione del pugilato dilettantistico e professionistico.
Il coordinamento e la gestione di tutta l’attività da parte del Comitato Regionale - attraverso un’oculata pianificazione annuale degli obiettivi da raggiungere, la razionale distribuzione delle risorse ed il continuo stimolo, diretto alle società, a produrre pugilato qualitativo – rappresenta, in fine, lo strumento ottimale per accompagnare nel migliore dei modi la crescita ed assicurarle stabilità.
Infatti, la funzione di indirizzo espletata dal Comitato Regionale diventa essenziale affinché le società possano esercitare la più efficiente promozione del pugilato congiunta ad una qualitativa crescita dei loro pugili.
In tal senso, mi preme affrontare il delicato tema della prematura richiesta, da parte di tanti pugili dilettanti, di passare al professionismo.
Oggi, lo stile di vita, l’alimentazione e le nuove metodiche di allenamento permettono all’atleta di essere certamente più longevo che negli anni passati.
A ciò si aggiunge, per quanto concerne il pugilato, le moderne garanzie sanitarie che proteggono l’incolumità fisica dell’atleta non più esposto, come nel passato, a facili traumi.
Proprio recentemente, abbiamo assistito ad un match professionistico di altissimo livello tra due pugili ultra trentenni: Petrucci e Bundo.
Del resto, a livello internazionale sono diversi i pugili professionisti che – superati i 40 anni – dimostrano ancora di prevalere su colleghi molto più giovani.
Tale quadro dovrebbe indurre i tecnici ad invogliare il pugile verso un allungamento del percorso agonistico da dilettante.
Percorso da dilettante che se svolto seriamente e con continuità può far accumulare quella dose di esperienza e quel numero di match utili all’eventuale, successivo transito nel professionismo.
Difatti, la carriera da dilettante, soprattutto per i pugili di alto/medio livello, è certamente un ottimo viatico per maturare sotto il profilo dell’impegno agonistico nonché per affinare la sensibilità al raggiungimento di traguardi importanti ovvero ammortizzare eventuali sconfitte.
Insomma, la costruzione di un corposo background dilettantistico, che mediamente si realizza intorno ai 26/27 anni (quando il pugile ha accumulato un ragguardevole numero di match), può senz’altro aiutare l’inizio della carriera professionistica che, come detto, può poi essere protratta fino ai 40 anni e oltre.
Tale processo formativo nell’ambito del dilettantismo andrebbe a costituire un ottimo serbatoio di atleti in cui le società professionistiche ed i procuratori potrebbero individuare, con più facilità, pugili psicologicamente maturi e pronti al grande salto professionistico.
Nulla toglie, comunque, che se ad un’età precoce vengono intraviste qualità pugilistiche eccezionali, in un atleta che ha avuto la fortuna di bruciare le tappe dilettantistiche, si possa passare al professionismo anche da molto giovani.
Tale scelta, però, non deve essere forzata e soprattutto non deve assecondare solo gli interessi di qualche furbo procuratore!!!!! ma basarsi, esclusivamente, sulla consapevole autodeterminazione del pugile.
IL PRESIDENTE C.R.L. - F.P.I Dr. Flavio D’Ambrosi"
Mi piacciono molto le ultime due righe che sono condivisibili, ma bisognerebbe dire al presidente che basterebbe cambiare una parola, quindi il soggetto, e il risultato non cambierebbe. Ecco come ve la do io:
"Tale scelta, però, non deve essere forzata e soprattutto non deve assecondare solo gli interessi di qualche furbo dirigente federale!!!!! ma basarsi, esclusivamente, sulla consapevole autodeterminazione del pugile."
Per chiosare ecco il mio pensiero:
MI SEMBRA DAVVERO UN COMUNICATO FUORI LUOGO, UNA SORTA DI CALCIOMERCATO DI PUGILI TRA FEDERAZIONI E PROCURATORI PER AVERNE UN MAGGIOR NUMERO DALLA PROPRIA PARTE E DI CONSEGUENZA AUMENTARE I GUADAGNI.
DA PUGILE DICO CHE NON MI SENTO AFFATTO TUTELATO DA QUESTO COMUNICATO, ANZI, MI SENTO USATO COME MERCE. IL SIGNOR D'AMBROSI SAPENDO LO STATO IN CUI VERSA IL NOSTRO PUGILATO POTREBBE PORTARE AVANTI CERTAMENTE INIZIATIVE PIU CREDIBILI E REDDITIZIE DI QUELLA DI FAR PASSARE I PUGILI PROFESSIONISTI A 30 ANNI, E DI CONSEGUENZA GLI RICORDO CHE NEI PAESI PUGILISTICAMENTE PIU AVANZATI DI NOI I PUGILI PASSANO PROFESSIONISTI A 20 ANNI E IL RAPPORTO TRA PUGILI DILETTANTI E PUGILI PROFESSIONISTI IN ITALIA E' BASSISSIMO.... DI QUESTO PASSO IL NOSTRO PUGILATO FARA' SOLO MARCIA INDIETRO..
RICORDO AL SIGNOR D'AMBROSI CHE MIKE TYSON A 21 ANNI ERA CAMPIONE DEL MONDO O PER STARE AI GIORNI NOSTRI SAUL ALVAREZ A 20 è CAMPIONE DEL MONDO... I NOSTRI A 35 ANCORA FANNO LE OLIMPIADI....
"Ho odiato ogni singolo minuto di allenamento, ma mi dicevo: Non rinunciare. Soffri ora e vivi il resto della vita da Campione!!!"
IL DESTINO E' UN INVENZIONE DELLA GENTE FIACCA E RASSEGNATA
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Bonaccorso
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- Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:59
Re: la FPI-Lazio spinge ad allungare la carriera dilettantis
Questo comunicato è scandaloso. Lo girerò alla Lega Pro
Re: la FPI-Lazio spinge ad allungare la carriera dilettantis
sono contento che la pensi come me, e credo siano in tanti a pensarla come noi...Bonaccorso ha scritto:Questo comunicato è scandaloso. Lo girerò alla Lega Pro
Una volta girato alla Lega Pro sarebbe bello che anche noi potessimo avere la loro risposta e le loro considerazioni a riguardo...
"Ho odiato ogni singolo minuto di allenamento, ma mi dicevo: Non rinunciare. Soffri ora e vivi il resto della vita da Campione!!!"
IL DESTINO E' UN INVENZIONE DELLA GENTE FIACCA E RASSEGNATA
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Re: la FPI-Lazio spinge ad allungare la carriera dilettantis
Mi associo al giudizio di Bonaccorso: davvero un comunicato spudorato. Bravo Thunder.
Re: la FPI-Lazio spinge ad allungare la carriera dilettantis
Mai lette tante stupidaggini pugilistiche in vita mia. E' evidente che il Presidente del Comitato laziale di boxe non ne mastica proprio, ma a sua scusante non è colpa sua se é stato messo ad occupare una carica a cui non é proprio adatto. La sua visione del pugilato del III Millennio si allarga sino al torneo dilettanti 3^ serie. Perfetto, ma per evitare figuracce qualcuno lo consigli a fermarsi lì-
Re: la FPI-Lazio spinge ad allungare la carriera dilettantis
non ci credo 
Due sono i tipi di conoscenza. O si conosce una materia in prima persona o si sa come trovare le informazioni al riguardo.


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Bonaccorso
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Re: la FPI-Lazio spinge ad allungare la carriera dilettantis
Ho spedito una mail alla Lega Pro, spero la leggano...
Re: la FPI-Lazio spinge ad allungare la carriera dilettantis
sarà che ci rispondono... questi fanno comunella....
dalle parti mie se dice: mazza, mazza... so tutti dà stessa razza....
dalle parti mie se dice: mazza, mazza... so tutti dà stessa razza....
"Ho odiato ogni singolo minuto di allenamento, ma mi dicevo: Non rinunciare. Soffri ora e vivi il resto della vita da Campione!!!"
IL DESTINO E' UN INVENZIONE DELLA GENTE FIACCA E RASSEGNATA
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Re: la FPI-Lazio spinge ad allungare la carriera dilettantis
minchia, gia' passano professionisti poco prima di andare in pensione
se poi vogliono allungare il dilettantismo siamo a posto - anche se questa, rimane una scelta del pugile
ora comunque vengono in palestra a 20 anni (quello piu' giovane), ti chiedono di fare solo la boxe amatoriale
cosa si puo' pretendere da questa gioventu'
ma che vadano a ranare
se poi vogliono allungare il dilettantismo siamo a posto - anche se questa, rimane una scelta del pugile
ora comunque vengono in palestra a 20 anni (quello piu' giovane), ti chiedono di fare solo la boxe amatoriale
cosa si puo' pretendere da questa gioventu'
ma che vadano a ranare
Due sono i tipi di conoscenza. O si conosce una materia in prima persona o si sa come trovare le informazioni al riguardo.

