Il terzo sesso sul ring

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admin
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Il terzo sesso sul ring

Messaggio da admin »

Spettabile redazione
vorrei fare qualche commento all'articolo di cui all'oggetto.
La prima osservazione è semantica: la trans si riferisce ad una persona transessuale da uomo a donna, il trans si riferisce ad una persona transessuale da donna ad uomo. L'osservazione non è marginale nella misura in cui se sono rarissime le trans che praticano il pugilato, numerosissimi sono i trans che fanno altrettanto.
Nell'articolo si parla di una eventuale trans non operata pugilatrice come di un'ipotesi remota, anzi, fantascientifica. Il futuro, allora, è tra di noi. Sono una transessuale non operata, indistinguibile dalle donne biologiche, istruttrice di pugilato della Federazione Pugilistica Italiana. Devo dire che la F.P.I. mi ha trattata sempre con garbo, rispetto e considerazione. Durante i corsi e gli stages faccio sparring con le altre donne, ma sono fuori età per il pugilato agonistico (ma non per la soft boxe). Ho il certificato medico B1 che mi da idonea per la pratica agonistica delle arti marziali (che è qiuello previsto per la soft boxe). Formalmente posso partecipare ad eventuali competizioni di soft boxe. Ma voi dove mi collochereste?Nel caso mio (come nel caso di Nong Toom) sarebbe impensabile farmi combattere con un uomo ma conosco delle trans che sarebbe impensabile far combattere con una donna.Il problema che avere sollevato è tutt'altro che marginale e teorico. Credo che sia risolvibile solo caso per caso in maniera logica. L'unica situazione che non presenterebbe problemi è quando le pugili fossero entrambe due trans...
Con simpatia,
Diana Nardacchione


Bella domanda!
L'articolo, a firma di Marco Ciampoli, solleva un problema abbastanza infrequente, ma non impossibile a verificarsi...Sinceramente, le dico che quando l'articolo mi é stato presentato, ho fatto presente all'estensore che le visite mediche sportive prevedono già l'esame inerente il sesso e infatti, lo scorso anno, destò molto scalpore la questione dell'ottocentista sudafricana dall'incerta appartenenza, che vinse i Mondiali in Atletica Leggera.
Il mio modestissimo parere é che le trans dovrebbero competere solo nel sesso stabilito dagli esami clinici, perché se é pur vero che esistono mille sfaccetature della questione, é anche vero che la "consistenza" atletica quasi sempre giocherebbe a vantaggio della trans rispetto alla donna o dell'uomo a vantaggio della trans. Per tale ragione, sono anche contrario alle competizioni trans vs. trans, perchè mi sembrerebbe una ghettizzazione delle stesse, con il pericolo di vedere trasformate competizioni sportive in eventi folkloristici, cosa che offenderebbe sia voi che lo sport.
Cordiali saluti.
Gualtiero Becchetti
MarcoC

Re: Il terzo sesso sul ring

Messaggio da MarcoC »

Salve, sono l'autore dell'articolo.
Inanzitutto ringrazio l'amica transessuale per la riflessione e lo spunto gradito a cui volevo chiedere il sesso (che non ho capito esattamente, credo donna), originario o naturale che dir si voglia, a cui appartiene; e il motivo per cui dice che sarebbe impossibile combattere con un uomo.
Riferendomi sempre a lei, trovo molto bello ciò che argomenta, la mia intenzione era proprio questa, interessare qualcuno che vivesse in prima persona la realtà di trans sportivo/a, ed avere un confronto utile a capire assieme i modi e le possibilità di un "non remoto", spero, ma attuale confronto di questo sesso (che mi sono permesso di definire 3° solo per distinguerlo e non, ovviamente per numerarlo in ordine di importanza o altro), ci tengo a chiarirlo.
Sono d'accordo con la risposta, del Sig. Becchetti, di non ghettizare ma ampliare una possibilità di confronto alla pari ed affidare il tutto agli esami clinici, anche se non credo sia possibile ridurlo solo a questo in quanto la parte "estetica" conta per la visione psicologica che si avrà, nel vedere ad esempio, combattere due uomini ma uno con l'aspetto di donna.
Non parlo da sessista, maschilista o altro, io sono a favore pieno della parità, ma da sociologo mi rendo conto che non a tutti apparirà del tutto naturale un confronto simile, ed è questo il punto focale del mio articolo, e del mio pensiero che vorrei affrontare con voi.
A questo proposito sarebbe stupendo continuare il discorso con ogni interessato, in quanto ritengo che siamo ad un punto di svolta storico e sociale, dove in un modo o nell'altro i dirigenti della varie socità sportive, dovranno affrontare l'argomento in prima persona.
Potremmo essere utili ad dare un input, un piccola scintilla che avvierà un nuovo capitolo di questo splendido sport, che educa le menti ed emoziona gli animi di tutti i sessi e le età.
MC
Diana
Peso Paglia
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Iscritto il: mercoledì 14 luglio 2010, 16:08

Re: Il terzo sesso sul ring

Messaggio da Diana »

Caro Marco
rispondo preliminarmente alla tua domanda. Sono una trans da uomo a donna, NON operata. Dal punto di vista anagrafico sono indistinguibile da una donna biologica ma anagraficamente risulto ancora essere un uomo. E' per questo che, tesserata alla F.P.I. come sono, chiedessi di partecipare ad una gara di soft boxe (per questa disciplina sono entri i limiti di età) verrei esclusa, probabilmente, dagli incontri maschili, in quanto svantaggiata, e sicuramente anche da quelli femminili, in quanto non avrei i requisiti anagrafici.
Nel mio caso potremmo tutti convenire che si tratti di di precauzioni eccessive (pratico ed insegno da anni il pugilato e mi sono sempre esercitata con altre donne) ma il mondo transessuale è, in realtà, una galassia.
Sostanzialmente, ed indipendentemente dalla morfologia dei genitali, in molti casi la trasformazione è ormonale e quindi determina una riduzione delle masse muscolari, una ridistribuzione del grasso cutaneo, lo sviluppo di un seno naturale, il diradamento dei peli. In altri casi è un mosaico di abili interventi di chirurgia estetica per cui l'inserimento di protesi nei distretti più disparati si integra con infiltrazioni di silicone liquido o collagene. L'apparato muscolare potrebbe restare poderoso, e mi riferisco particolarmente ai viados brasiliani (uso il maschile perchè essi stessi si riferiscono a se così).
E' per questo che, ribadisco, l'ammissibilità di una transessuale non operata ad un incontro femminile andrebbe valutato caso per caso. Nel caso fosse operata sarebbe ammessa di diritto, ma valendo comunque, le precisazioni che ho fatto, non ritirerei le mie riserve. Sono un medico, ma fosse chiesto il mio parere tecnico, non ammetterei ad un incontro di pugilato femminile una transessuale, anche operata, la cui omologazione al corpo femminile fosse solo apparente.
Aggiungo che gran parte delle transessuali sotto continuo e prolungato trattamento ormonale è assolutamente equivalente, sul piano fisico, alle donne della stessa categoria. Quello che troverei ingiusto è che all'avveraria di una trans venisse attribuito (come è accaduto) un vantaggio di peso o di statura per compensare un presunto ed infondato svantaggio.
Spero che prima o poi la F.P.I. abbia l'occasione di verificarlo sperimentalmente quanto scrivo.
Con simpatia, Diana
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