Il sangue

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emily
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Il sangue

Messaggio da emily »

Ci riprovo, perchè è qualcosa che mi interessa e l'avevo chiesto quando Maludrottu aveva perso il mondiale ma avevate glissato. :oops:

E' vero quel che scrive Joyce Carol Oates che l'ultima delle preoccupazioni di un pugile che comincia a sanguinare gravemente e dei suoi secondi sono le ferite, ma piuttosto che il combattimento sia sospeso? lei ricorda Ray Mancini contro Bramble, che cercava disperatamente di detergersi il sangue con i guantoni dalle arcate sopracciliari, cui poi diedero 27 punti. Bramble tirò il più possibile all'occhio ferito...Ecco, mi chiedo, si insegna ad un giovane a colpire sulla ferita? perchè avevo sentito anche di uno dei secondi che era stato squalificato in un match perchè aveva invitato il suo pugile a comportarsi così.
Di solito si dice che nel tennis sia difficile combattere contro un avversario menomato, che ti si rompono gli schemi, può essere che non sia semplice anche per un pugile che vede l'altro che comincia a sanguinare?
E come si reagisce poi al proprio sangue? si dice qualcosa a questo proposito ai ragazzi in allenamento o per certe cose bisogna passarci, viverle direttamente e poi se ne parla?
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Doyle
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Messaggio da Doyle »

bella domanda
qua c'è gente più esperta di me che può parlare per esperienza personale,però certi episodi,diciamo così,"storici" li ricordo anch'io,e ho notato che le reazioni dei pugili sono spesso diverse,e anche contrastanti con il loro comportamento abituale
per esempio Julio Cesar Chavez è stato un campione formidabile,e un picchiatore ferocissimo,con la striscia di vittorie più lunga della storia (87 consecutive),eppure i suoi detrattori hanno sempre goduto nel dire che el gran campeon mexicano non sopportava la vista del suo sangue,tanto che si tirò indietro (ignominiosamente per più di qualcuno) contro Randall e De La Hoya,in match decisivi per la sua reputazione di guerriero
leggendario Hagler nell'epico match contro Hearns,a cui le stava dando di santa ragione nonostante un vasto taglio sulla fronte:quando l'arbitro fermò il match per capire se il sangue gli impediva di vedere,Marvin sbottò "perchè? lo sto mancando?",e poi finì come si sa,con Thomas Hearns a gambe all'aria
e,rigirando la questione,Hagler diceva che vedere i suoi avversari sanguinare gli dava maggiore energia:il sangue eccitava la belva ancora di più...
i nostri italiani esportati hanno invece la discutibile fama di parare i colpi con la faccia:del sangue se ne fregano,e infatti Marciano,Basilio,Gatti,Antuofermo,Ray Mancini,Malignaggi,con tutte le debite differenze,non hanno mai mostrato paura davanti al loro sangue,e alle randellate di chi stava loro davanti
in ogni caso credo che di sicuro oggi un pugile che si ferisce sia molto preoccupato di una possibile sospensione del match,anche perchè i criteri arbitrali sono slittati in direzione di una sempre maggiore garanzia verso gli atleti;e di conseguenza,chi vede il suo avversaro sanguinare sa di avere una carta in più da giocarsi,che può diventare un salvagente come fu per Lennox Lewis contro Klitschko
poi c'è Hopkins che lo fa apposta,ma questa è un'altra storia ancora
kinchen
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Messaggio da kinchen »

nel caso di Klitschko il sangue fu un classico male che non venne per nuocere, infatti l'ucraino perse per ferita e molti poterono affermare che perse per sfortuna un match che conduceva chiaramente. La realtà era che un terribile montante di Lewis (uno dei più violenti mai visti, la testa di Klitschko saltò letteralmente all'indietro) nel round precedente all'interruzione gli aveva praticamente spento le lampadine e il KO non avrebbe tardato ad arrivare, che il match fosse girato era a mio modo di vedere evidente. Lewis si è ritirato dimostrando che, anche al tramonto, rispetto all'ucraino aveva ben altri numeri.
anacleto
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Messaggio da anacleto »

credo che il sangue rappresenti un problema per tutti.
chi più chi meno, chi quasi niente ma penso anche che dipenda sempre da dove esce.
una ferita molto al di sopra dell'arcata sopraccigliare sappiamo essere praticamente innocua e il sangue solo fastidioso se va negli occhi.
anche tagli poco sotto lo zigomo o nelle labbra non rappresentano un problema.
diverso è il caso di una ferita in zone notoriamente pericolose, in questo caso il pugile non può boxare con la tranquillità di prima e l'interruzione del match è dietro l'angolo.
in questi casi è giusto che il pugile abbia anche paura per la propria incolumità.
emily
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Messaggio da emily »

Ma queste zone pericolose quali sono poi? l'arcata sopracciliare e poi? Penso a tutto il sangue che c'era intorno ad Abraham nell'incontro con Miranda (me ne parlava chi era a bordo ring, addirittura di una pozzetta di sangue all'angolo), era dalla rottura della mascella? e quanto protegge veramente il paradenti?

Comunque, credo che tutti diamo per scontato che i colpi più pericolosi siano quelli dove il sangue non si vede...
michele.raffi
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Messaggio da michele.raffi »

Ovviamente dipende anche dalla gravità della ferita e, dunque, dal sanguinamento.
Le ferite all'interno della bocca sono all'ordine del giorno ma quelle che Casamayor ha provocato al compianto Corrales nel loro secondo incontro sono costate un KOT allo Statunitense.
In effetti il labbro superiore era terrificante ma Corrales ha protestato moltissimo con l'arbitro che l'aveva fermato.
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